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Giorgio Bocca nel ricordo di Toni Muzi Falconi

26/12/2011

Il giorno di Natale è morto _Giorgio Bocca. Toni Muzi Falconi,_ che in questi anni lo ha incontrato più volte per lavoro, lo ricorda attraverso alcuni spunti personali e rievocando un confronto sul rapporto tra pr-giornalisti che ci fu nel 2004 in seguito ad un suo duro attacco alle Relazioni pubbliche.

di Toni Muzi Falconi
Era il 1964, avevo 23 anni. Sbarcato da poco a Milano dalla capitale per
lavorare al servizio stampa della 3M. Giravo di redazione in redazione per accreditarmi. Il mio ad Piero Stucchi Prinetti aveva diversi amici
giornalisti e telefonò a Giorgio per presentarmi. Andai a trovarlo al
Giorno, e la prima cosa che mi chiese fu: ma perché hai scelto di fare
questo terribile lavoro delle ‘pubbliche relazioni’? Perché non fai il
giornalista?
Era lo stesso giorno in cui passai poi a incontrare Lamberto Sechi a
Panorama… Che giornata e quante emozioni!
Nel 1970 lasciai la 3M per la redazione economica de L’Espresso. Ci vedevamo spesso e gli chiedevo consigli. Sempre disponibile, sempre prodigo.
Nel 1972 lasciai l’Espresso per la Fabbri Editori (dove Piero Stucchi era AD e mi aveva chiamato a dirigere la comunicazione). Nel 1974 lasciai anche lì e mi misi per conto mio con mio fratello Alessandro.
Un anno dopo chiamò Scalfari per affidarmi l’organizzazione dello
Scalfagiro: 16 presentazioni in altrettante città in tre mesi (settembre/dicembre del 1975) del senso di Repubblica, che sarebbe uscito ai primi del 1976. Più che un lancio di un nuovo prodotto era quello di un nuovo partito. Giorgio era tra i fondatori più attivi e si fece con noi almeno otto di quelle presentazioni.
Ruvido in pubblico, dolce in privato. Sempre spietato nei giudizi e sarcastico nei commenti. Una sera a Parma (mi pare) accompagnammo insieme all’ospedale il mio collega Gianpaolo Gironda afflitto da un atroce attacco di emorroidi mentre allestivamo il palco per l’incontro.
Fu assai premuroso.
In quel periodo tante discussioni, tanto nostro (di Gianpaolo e mio)
apprendimento, tanta buona compagnia (insieme a Giorgio e a Eugenio erano anche Mario Pirani, Giuseppe Turani, Arturo Viola, Eraldo Gaffino e talvolta anche Lele Pirella che lavorava sulla campagna pubblicitaria di lancio).
Nel 2004 uscì un suo articolo su L’Espresso, Pubbliche relazioni e private umiliazioni che commentai su questo sito.
Non era la prima volta che si occupava di noi, ma questa volta avevo voluto esprimermi.
Mi chiamò e disse che aveva apprezzato e che forse, tutto sommato, avevo
fatto bene a scegliere la professione delle Rp: mi raccomando, mi disse, non ti nascondere, devi sempre scrivere quel che pensi.
Rimpianto, malinconia ma grande, grande simpatia, stima e affetto…
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