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Governare l’incertezza: il report ONU sull’AI e la sfida per le relazioni istituzionali

13/07/2026

Germana Barba

Il Preliminary Report del nuovo panel scientifico ONU avverte che l’AI avanza più rapidamente delle capacità delle istituzioni di governarla.

 

L’intelligenza artificiale non è solo un tema tecnologico: è una questione di policy, di architettura istituzionale e di rappresentanza degli interessi. Il Preliminary Report dell’Independent International Scientific Panel on AI delle Nazioni Unite, pubblicato la scorsa settimana, alla vigilia del primo Global Dialogue on AI Governance, segna un punto di svolta in questo passaggio.

 

Per la prima volta, un panel scientifico globale e indipendente offre una valutazione sistematica delle opportunità e dei rischi dell’AI, con l’obiettivo esplicito di fornire una base di evidenza comune al dibattito sulla sua regolamentazione. Il messaggio è chiaro: le capacità dei sistemi evolvono più rapidamente della possibilità di misurarle e gestirle, e le salvaguardie attuali non tengono il passo.

 

Per chi opera nelle relazioni istituzionali, questo scenario rappresenta una doppia chiamata: riconoscere i rischi sistemici – dai diritti umani alle disuguaglianze tra Paesi e gruppi sociali – e, al tempo stesso, cogliere l’opportunità di contribuire alla costruzione di regole e processi di policy in un campo nuovo ma che non può attendere. 

 

Il report insiste su quello che definisce un “evidence dilemma”: i decisori politici hanno bisogno di dati solidi per governare l’AI, ma quando le prove saranno complete potrebbe essere troppo tardi per intervenire. È proprio in questo spazio di incertezza che le relazioni istituzionali possono giocare un ruolo strategico, facilitando un dialogo tempestivo tra comunità scientifiche, sviluppatori di AI, istituzioni nazionali e organismi multilaterali.

 

L’AI apre opportunità significative in ambiti come salute, agricoltura, conoscenza e lavoro, ma la capacità di trasformarle in benefici diffusi dipende da come verranno rappresentati interessi, rischi e trade‑off nei processi decisionali. I professionisti delle relazioni istituzionali possono contribuire a rendere leggibili le implicazioni delle scelte tecnologiche, a evitare narrative puramente celebrative o catastrofiste, e a promuovere meccanismi di consultazione inclusivi, in particolare per gli attori oggi più marginalizzati nei tavoli globali.

 

Questa responsabilità passa anche per una revisione delle pratiche di lobbying su AI: trasparenza delle relazioni con i policy‑maker, tracciabilità delle posizioni promosse, e attenzione alle asimmetrie di potere tra grandi player tecnologici e altri stakeholder. Il Panel ricorda che la finestra di opportunità per definire policy efficaci non resterà aperta per sempre; allo stesso tempo, sottolinea che esistono già passi concreti per rafforzare capacità istituzionali, standard comuni e dialogo globale.

 

 

Per la comunità FERPI, questo report può diventare una bussola: ci invita a guardare oltre i singoli dossier regolatori sull’AI e a pensare le relazioni istituzionali come funzione abilitante di una policy responsabile, capace di tenere insieme innovazione, protezione dei diritti e legittimità delle istituzioni. Le opportunità, in questo quadro, sono reali: contribuire a un’AI “governata” e non lasciata ai soli impulsi di mercato significa mettere le competenze delle relazioni istituzionali al servizio di soluzioni di policy innovative, che tengano insieme gli interessi dei diversi settori della società.

 

Il report è qui: https://www.un.org/independent-international-scientific-panel-ai/sites/default/files/2026-07/en_Preliminary%20Report_.pdf

 

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