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Grandi giornali crescono. E si rinnovano

29/01/2008

Rupert Murdoch da Davos finalmente si è sbottonato sulle imminenti, e già annunciate modifiche, che dovrebbe subire il Wall Street Journal nella sua versione online. Intanto il Washington Post lancia una singolare iniziativa dedicata al suo sito. Ecco come i giornali fronteggiano il cambiamento.Senza soccombere.

Al momento dell'acquisto (per 5 miliardi di euro) di Dow Jones (società editrice del Wall Street), il magnate australiano aveva subito annunciato che presto il sito dello storico quotidiano sarebbe diventato ad supported e liberamente consultabile dai lettori. Nel frattempo, in aperta concorrenza con il New York Times, i contenuti sarebbero diventati più generalisti. Molti furono i timori per la trasformazione del Wall Street, esempio eccellente di giornalismo d'inchiesta che, secondo alcuni, si pensava potesse perdere la propria anima.
Ora da Davos, nel corso del World Economic Forum, Murdoch annuncia in maniera più dettagliata il modello di business del Wsj.com. In sostanza si tratterà di un giornale online i cui contenuti presenti in altre testate saranno fruibili gratuitamente, mentre gli articoli più specialisti saranno solo su abbonamento. Questa in sintesi la ricetta del magnate per lo storico quotidiano finanziario e il modello misto fa venire in mente la recente decisione del Financial Times, che offre fino a 30 articoli al mese liberi e chiede ai lettori accaniti un abbonamento. Si delinea dunque in maniera più precisa un possibile modello di business per i giornali online nell'era della convergenza, mentre il cambiamento continua, su tutti i fronti, per i media cartacei e online, alla ricerca di un nuovo modo di fare informazione.
Vale la pena di essere citato, in questo contesto, l'esperimento del sito del Washington Post, il più diffuso e il più antico quotidiano americano, che dedica una parte del proprio sito alla cosiddetta black audience (ovvero ai neri), con news e approfondimenti focalizzati sulle questioni calde della comunità nera e un grande archivio per riscoprire le proprie radici familiari. Si chiama The Root e l'idea dell'enfasi sull'albero genealogico in realtà è una risposta ad altri tentativi da parte dei media di catturare l'audience attraverso servizi e contenuti di entertainment. L'effetto Obama è innegabile in questa iniziativa, ma i siti e i quotidiani dedicati alle minoranze stanno fiorendo nell'America del terzo millennio. Alla redazione lavoreranno e collaboreranno molti intellettuali e firme note. E' previsto addirittura, a supporto della sezione dedicata alla ricostruzione delle radici, un test del DNA per approfondire la propria storia genetica. The Washington Post, già proprietario dell'omonima testata, di Newsweek e di molte altre pubblicazioni, si butta dunque in un settore di nicchia (i neri sono più del 12 per cento della popolazione americana), tracciando una tendenza, quella della stampa specializzata, che sarà sempre più remunerativa, a detta degli esperti.
Redazione Totem - Emanuela Di Pasqua

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