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Grandi magazzini al contrattacco

17/01/2007

Wal-Mart non si ferma e continua la sua massiccia campagna pubblicitaria e di relazioni pubbliche in difesa della propria credibilità.

La più celebre catena di grandi magazzini del mondo continua la battaglia a difesa della propria reputazione contro le critiche e le accuse che da tempo e da più parti le vengono rivolte. Lo fa attraverso uno spot di sessanta secondi, nel corso del quale ricorda le intenzioni e lo spirito del suo fondatore, Sam Walton. La pubblicità, diffusa in tutta la nazione, inizia con una foto in bianco e nero di Walton e del suo primo negozio a Bentonville nell'Arkansas, dove oggi la società ha il proprio quartier generale. La voce narrante recita: "Tutto è iniziato con un grande sogno in una piccola città". In risposta alle critiche più frequenti, che riguardano la scarsa retribuzione e uno scadente piano di assicurazione sanitaria per i propri dipendenti, l'azienda statunitense ha prodotto un secondo advertisement di 30 secondi nel quale illustra la propria politica sul tema della salute di un milione e trecentomila lavoratori alle sue dipendenze.
Wal-Mart sostiene di creare decine di migliaia di nuovi posti di lavoro annualmente, di richiedere solo 23 dollari al mese per le spese sanitarie e di garantire alle famiglie medie un risparmio di 2300 dollari all'anno, grazie ai prezzi contenuti che applica alle proprie merci. Infine, ricorda che nel corso dell'ultimo anno ha donato 245 milioni di dollari in beneficenza.
Inoltre, come corollario agli spot, ha reso nota un'indagine, condotta a livello nazionale, dalla quale risulta che l'88 per cento dei suoi dipendenti ritiene che l'azienda agisca in maniera socialmente responsabile e che l'81 per cento consiglierebbe a un amico di impiegarsi presso Wal-Mart.
Ovviamente tutto ciò non è stato sufficiente a tacitare i critici e i detrattori. Secondo Chris Kofinis, portavoce di WakeUpWalMart, un gruppo di attivisti di derivazione sindacale, questa campagna ideata dalla catena di grandi magazzini non è altro che la prova di come, a fronte di un comportamento scarsamente etico e della peggiore tornata di vendite durante le feste natalizie, l'azienda abbia deciso di correre ai ripari per cercare di salvare la propria reputazione e i propri bilanci. Tra i sostenitori delle tesi critiche nei confronti del marchio spiccano il candidato democratico alle prossime elezioni presidenziali americane John Edwards e il senatore dell'Illinois Barack Obama, anch'egli considerato un serio pretendente alla Casa Bianca.
Il portavoce di Wal-Mart David Tovar ha definito questa campagna come "parte di un progetto a lungo termine che ha l'intento di chiarire all'opinione pubblica l'impatto sociale positivo dell'azienda grazie alla responsabilità sanitaria nei confronti dei dipendenti, al risparmio offerto ai clienti e alla munifica attività di beneficenza".
Emanuela Di Pasqua - Totem

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