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Grazie Toni...

21/03/2006

Il socio Francesco Di Chio risponde e commenta duramente l'intervento della scorsa settimana di Toni Muzi Falconi in merito alla nuova legge elettorale.

Non bastasse Mieli - e dopo l'Annunziata - ecco che anche un past president Ferpi si produce, sul sito associativo, in un tempestivo outing politico, che francamente poteva risparmiarsi e risparmiarci.Dunque, l'immarcescibile ed onnipresente Toni Muzi Falconi, pur essendosi "imposto nelle ultime settimane di non scrivere sulla campagna elettorale per non incorrere in facili critiche di partigianeria politica", non ha infine resistito alla fortissima tentazione di spiegare al popolo della Ferpi come "sia cambiata la campagna elettorale e mutata la natura stessa della strategia comunicativa". Intento certamente lodevole per un past president, salvo per la scelta dei tempi e per le considerazioni quantomeno gratuite a cui Muzi Falconi si abbandona in chiusura di omelia.
Per intenderci: come mai il past president ci dedica solo oggi (a circa tre settimane dal voto) questo suo serissimo approfondimento sulla nuova legge elettorale, "una legge criminale"?La legge in questione non è stata partorita certamente ieri e se proprio ci teneva ad analizzarla Muzi Falconi poteva farlo tranquillamente a gennaio, o a febbraio. Avremmo tutti apprezzato di più i suoi condivisibili rilievi su una normativa che è probabilmente anticostituzionale, salvo essere stata abbracciata, sia pure con qualche distinguo, dalla stragrande maggioranza di entrambi gli schieramenti in competizione.
Ma è il resto che turba. Dopo aver scongiurato per il 9 aprile l'ipotesi di un pareggio tra l'Unione e la Casa per le Libertà ("Dio non voglia!"), il past president pregusta l'ipotesi di una sconfitta di Berlusconi ("cosa che ardentemente spero!"), sino a prefigurare - con un'affermazione di pessimo gusto che tradisce la sottesa matrice politico/culturale - che l'epilogo finale del Presidente del Consiglio sia inevitabilmente "ad Hamammet o in Galera!". Un giustizialismo miserevole, associato ad una demonizzazione dell'avversario che - vista l'autorevolezza della firma  -  lascia davvero sconcertati.
Da applausi, poi,  la "chiusa" del comizio del past president: "mandiamo a casa chi ha voluto con protervia questa legge elettorale, prima che le Nazioni Unite intervengano per salvare l'Italia dalla bancarotta!". Con una visione triste, cupa e catastrofista, perfettamente in linea con la Parrocchia (vecchia o nuova non ha importanza) di Muzi Falconi.
E' quanto. Al Presidente della Ferpi, agli organismi dirigenti, al collegio dei probiviri, ai soci tutti l'invito a valutare se le esternazioni di Toni Muzi Falconi  - nella tempistica, nella forma e nella sostanza - siano davvero compatibili con l'etica interna ad un'associazione apartitica (almeno spero!) quale la nostra.
In ogni caso... Grazie Toni!Da Grande Comunicatore ci hai indicato la stella cometa da seguire per la ricostruzione del Paese.
Franco Di Chio/PugliaSocio FERPI dal 1989

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