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Guarire dall'alcol con un fumetto

03/05/2006

I comics degli anni '70 degli Alcolisti Anonimi sono ora online.

Le pubblicità progresso hanno sempre un che di imbarazzante. Sarà forse per quella dose inestricabile di paternalismo e retorica che accompagna i loro messaggi, anche i più raccomandabili. Osservare poi una campagna pubblicitaria di questo tipo a distanza di tempo aumenta l'effetto propaganda. Nondimeno, a volte, può essere molto interessante. Un caso per tutti è questa serie di fumetti sponsorizzati dagli Alcolisti Anonimi, 95 tavole che raccolgono alcune storie esemplari, modelli di perdizione e redenzione dai contorni poco sfumati ma espressi in un linguaggio -  quello del fumetto -  piuttosto ricco e complesso. E infatti, al di là della "propaganda", sono interessanti gli squarci di società americana di fine anni '60 (i comics coprono il periodo 1968-1974) che emergono dagli sfondi di queste strips, a cominciare dalla condizione delle donne, nel ruolo di madri e mogli imprigionate nella tranquilla e soffocante vita di provincia. Dove, a voler essere cattivi, l'alcol, se non il male minore, sembra essere quanto meno una conseguenza inevitabile. Evidentemente l'Alice protagonista della prima storia non conosceva ancora Desperate Housewives.Non mancano per altro anche imprevisti effetti comici, come il tizio che all'incontro degli Alcolisti Anonimi si presenta alla nuova venuta dicendole: "Sono andato al mio primo meeting di A.A. mentre stavo in un istituto psichiatrico". O il figlio capellone che viene insultato come tale dal padre ubriaco e dal poliziotto, che ha la madre che sembra una figurina delle pubblicità di detersivi anni '50, 'tradito' dagli amici che prima hanno fatto baldoria con lui, e che alla fine decide di scappare di casa: "Cosa accadrà a Randy? - si chiede drammaticamente l'ultima tavola - Troverà Alateen?" (il programma per figli di alcolizzati).E poi le idee cardine dell'associazione di self-help, a partire dalla discutibile convinzione che l'alcolismo sia una malattia progressiva pressoché inguaribile e che per uscirne sia necessario non solo aderire a una assoluta sobrietà ma vivere in un continuo processo di guarigione.Comunque la pensiate, questi fumetti  - che non si trovano sul sito degli Alcolisti Anonimi, i quali forse oggi preferiscono non sfoggiarli - sono di fatto un cult. Da vedere.
Carola Frediani - Totem

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