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Ha ancora senso parlare di Globalizzazione e di impegno Etico? Incontro di Assoetica il 27 marzo

23/03/2004
Ha ancora senso parlare di Globalizzazione e di impegno Etico?rispondono Serge Latouche e Zygmunt Bauman guest teachers del Master di Business Ethics di AssoEtica TMIn uno straordinario confronto aperto che si svolge dalla ragione alla ragionevolezza, nella inquietante modernità liquida del nostro tempoSabato 27 marzo, ore 18,30Multicenter Mondadori via Marghera, 28 MilanoPosti limitati - R.S.V.P.catellani luigi : catellani@assoetica.it Portatile 328-8518365Zygmunt BaumanProfessore emerito di Sociologia all'Università di Leeds e Varsavia, studioso di Economia Morale, Bauman è una delle figure più rappresentative della sociologia contemporanea. "Camus mi ha insegnato la ribellione. E la sensibilità alla giustizia, che è il prevenire che la gente soffra. Per la prima volta nella storia l'imperativo morale e l'istinto di sopravvivenza vanno nella stessa direzione. Per millenni per seguire la morale dovevi sacrificare qualche tuo interesse. Oggi gli obiettivi coincidono: o ci prendiamo cura della dignità di ognuno, nel pianeta, o moriremo insieme. E attenzione, non basta assicurare a tutti cibo e acqua: molte iniquità ieri tollerabili oggi non lo sono più, la modernità è arrivata, si è fatta conoscere in tre quarti del mondo, dunque tante ingiustizie prima ritenute inevitabili vengono avvertite come inaccettabili. Parecchi conflitti attuali non sono nati per il cibo, ma per la dignità offesa".Serge LatoucheSociologo dell'economia ed epistemologo delle scienze umane, Latouche è esperto di rapporti economici e culturali Nord/Sud. Membro dell'INCAD International Network for Cultural Alternative to Development di Montreal, della Rete Culture e Sviluppo Nord/Sud di Bruxelles, è docente all'Università di Parigi XI e all'Institut d'étude du developpement economique di Parigi. "Siamo al centro di un triangolo i cui tre vertici sono: la sopravvivenza, la resistenza e la dissidenza. Non dobbiamo dimenticare né privilegiare nessuna di queste tre dimensioni. Prima di tutto dobbiamo sopravvivere. E' ovvio, senza ciò nessuna resistenza ne' dissidenza sarebbe possibile. Se la razionalità è legata alla trilogia "ingegnere/industriale/imprenditore", e da qui alla dismisura, il ragionevole è legato alla trilogia "ingegnoso, industrioso, intraprendente", ed anche al territorio e perciò alla "misura", al senso del limite. Se a breve termine la strategia della sopravvivenza è la più importante, a termine medio, lo sarà la strategia della resistenza e, a lungo termine, quella della dissidenza".

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