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Il bilancio, un impegno per la trasparenza

13/10/2016

Partecipare all’Oscar di Bilancio è un’opportunità di valore anche per le piccole e medie imprese, che quelle che sostengono il tessuto imprenditoriale italiano. Ne ha parlato Gianluca Comin, Segretario del Premio, organizzato da Ferpi.

 

Cosa ci può dire relativamente alla categoria “Piccole e Medie Imprese”: quale il tasso di partecipazione delle imprese classificabili come “piccole”? Quale la criticità ricorrente rilevata nei bilanci di queste imprese?
La partecipazione delle piccole e medie imprese è sempre stata molto significativa e questo è un dato abbastanza prevedibile in un Paese, come l’Italia, che ha fatto dell’imprenditorialità diffusa uno dei propri elementi distintivi. Anche in questo caso, Oscar di Bilancio mira a far emergere le buone pratiche nel campo della rendicontazione: non basta attuare la regolamentazione in materia, ma riuscire ad utilizzare anche il bilancio aziendale come un vero e proprio strumento di comunicazione con i propri stakeholder. Nel caso di una piccola e media impresa, tale documento potrebbe essere letto sia da attori che fanno parte della sua dimensione locale sia da portatori di interesse a livello internazionale, se l’azienda in questione è fortemente orientata all’export. Bisognerebbe sempre definire preventivamente i pubblici che vogliamo raggiungere, in modo da rendere il bilancio una chiara dimostrazione dell’impegno per la trasparenza.

Quale il ruolo che può essere assunto dai commercialisti nel miglioramento della comunicazione aziendale di bilancio di queste imprese?
Il commercialista è una figura tecnica imprescindibile, perché è colui o colei che possiede le “chiavi” per dare forma al nostro bilancio. Il loro apporto garantisce la correttezza e la linearità di quanto comunicato e dovrebbe dunque fortemente integrarsi con le competenze di chi si occupa della comunicazione. Il mio modello ideale di comunicazione aziendale è infatti basato sull’unione efficace delle capacità di ciascuno, in modo da assicurare che i messaggi che diffondiamo siano coinvolgenti ma anche formalmente impeccabili.

L’Oscar di Bilancio è stato oggetto di una riprogettazione nel corso del 2015, alla luce anche delle modifiche nella rendicontazione. Nel 2015 sono state in particolare affrontate le tematiche della convergenza dei modelli di reporting in vari stati e aree del mondo. Quale lo stato dell’arte in Italia rispetto agli altri stati, a suo avviso?
Il percorso verso la convergenza dei modelli di reporting è pienamente avviato. L’adesione del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili al progetto pilota per lo sviluppo di un frame work internazionale per il reporting integrato, annunciato di recente, è il segno che il tema è prioritario per tutte le categorie professionali coinvolte. A livello globale, è infatti attivo un gruppo di lavoro composto da 45 società multinazionali e istituzioni, che dovrebbe agevolare il raggiungimento di tale importante obiettivo. Se la convergenza avverrà su una reportistica contraddistinta da un approccio “olistico”, riusciremo, come ha giustamente osservato il CEO di BlackRock, Laurence Finc, a inquadrare la performance della nostra organizzazione in modo più completo ed efficace. L’adozione di una reportistica integrata, che racchiuda anche gli aspetti non meramente contabili, è un passo decisivo per raggiungere un maggior livello di comparabilità e coerenza tra i diversi contesti nazionali. L’Oscar di Bilancio è indubbiamente una vetrina importante per accrescere la consapevolezza dell’importanza strategica di tali tematiche.

Fonte: Aspettando l'Unione!

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