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Il cliente, l’avvocato e l’esperto di PR: la sinergia che ha salvato Richard Grasso

18/07/2008

Su PRWeek notizie, storie, protagonisti ed eventi delle RP nel mondo. In copertina, la vicenda dell’ex CEO di Wall Street: alla gogna mediatica per una liquidazione milionaria e oggi pensionato di lusso riabilitato.

È fondamentale il ruolo delle Relazioni Pubbliche. Specie quando una persona, mentre ricopre un incarico di grande prestigio e responsabilità, è travolta da una vicenda giudiziaria e dalla conseguente gogna mediatica. Ad esserne pienamente convinto è Richard Grasso, ex Presidente e Amministratore Delegato della Borsa di New York. All’atto del suo ritiro (o siluramento, come lui stesso lo definisce), l’amministrazione di Wall Street avrebbe dovuto liquidargli quasi 140 milioni di dollari. Una cifra astronomica – considerato che eravamo nel 2003 e che Grasso aveva diritto a un’ulteriore integrazione di 48 milioni. La causa civile che ne è seguita si è conclusa soltanto lo scorso 1° luglio, perché il procuratore generale dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha rinunciato a fare appello contro la sentenza che permetterà a Grasso di riscuotere l’intera somma.


Incalcolabile, invece, il danno d’immagine. Davanti alle massime autorità federali americane, agli investitori e ai risparmiatori. Ovvero tutti coloro che fino a quel punto avevano apprezzato le capacità di Grasso. Quelle espresse durante la sua ventennale carriera all’interno del New York Stock Exchange, raggiungendo il massimo della popolarità e stima nei mesi successivi all’attentato dell’11 settembre 2001, quando con mano ferma guidò il Mercato fuori dalla sacca di prostrazione morale ed economica in cui era stato trascinato.


Come ha fatto Richard Grasso a smarcarsi dalla cattiva esposizione mediatica? A raccontarlo è lui stesso, in una lunga intervista rilasciata in esclusiva a “PRWeek”, il settimanale on line delle Relazioni Pubbliche che raccoglie e presenta in tutto il pianeta notizie, storie, protagonisti ed eventi del settore. “Fino a quando sono rimasto al lavoro – racconta Grasso – l’ufficio Comunicazione di Wall Street ha difeso la mia immagine”. I problemi sono iniziati dopo. Quando è tornato a essere un comune cittadino: “Dal settembre 2003 al maggio 2004 non passava giorno che non uscisse un articolo di stampa sul mio conto. Mi fu chiaro che avevo bisogno di un piano di comunicazione personale, professionale e al massimo livello”.


Certo, a Grasso, le possibilità economiche non facevano (e non fanno) difetto. Così, oltre a un ottimo avvocato, ha reclutato Eric Starkman, ex giornalista finanziario e presidente di Starkman & Associates, accreditata agenzia di PR con sede a New York. “Ogni processo è diverso dagli altri – afferma il professionista durante la medesima intervista con “PRWeek”. Se un procuratore formula delle accuse non vorrei contrastarle il giorno stesso in cui sono state presentate. Quanto piuttosto agire sull’effetto che esse hanno all’esterno”.


La parte più grossa del suo mestiere, Starkman l’ha impiegata lavorando “di corridoio” con i giornalisti: “behind the scene”, dice apertamente. Per convincerli a intervistare Grasso, che da solo era ormai giunto ai ferri corti con la stampa. Il cronista Charles Gasparino ne aveva fatto il protagonista di un libro: The king of the club. Altri reporter, invece, avevano preso a ricamare intorno a un incontro alquanto curioso avuto da Grasso con i rappresentanti delle FARC colombiane. L’agenzia Starkman, intanto, si occupava di monitorare i media e preparare le contromosse.


Oggi Grasso è più sereno e non risparmia parole di elogio per il suo PR agent. Ciò che più lo ha colpito è stata l’innovativa sinergia che il professionista è riuscito a instaurare con l’avvocato. “Di solito – afferma l’ex CEO dell’NYSE – gli esperti di PR non si intendono di legge, mentre gli avvocati non si occupano di immagine”. Starkman, invece, ha partecipato a tutte le audizioni pubbliche e alle udienze del processo, portando un pronto contributo alle dichiarazioni di parte. “Programmi per il futuro?”, chiede “PRWeek”. “Deciderò dopo la festa dei lavoratori”, ribatte Grasso. Intanto potrà godersi la buonuscita milionaria. Mentre per Starkman è già tempo di prestare cura a nuovi clienti.


Rosario Vizzini – Redazione Cultur-e

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