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Il fenomeno Nimby e la difficoltà di realizzare infrastrutture sul territorio: il ruolo della comuni

01/08/2006

Se n'è discusso a Roma nel corso dell'ultimo appuntamento di Microfoni Spenti. Una sintesi di Ketty Tabakov.

Capire le difficoltà spesso è un buon punto di partenza.E proprio all'analisi delle difficoltà che le aziende si trovano ad affrontare quando decidono di dare il via alla costruzione di un'opera nel nostro Paese è stato dedicato l'incontro Microfoni Spenti organizzato da Ferpi Lazio il 19 luglio scorso a Roma nella sede romana di Edison.Numerosi gli ostacoli che rallentano la realizzazione di un'opera: iter autorizzativi complessi, crescente diffidenza da parte della popolazione, scarsa fiducia nelle istituzioni, proliferare dei "comitati del NO", in alcuni casi persino strumentalizzazioni e pregiudizi.Grandi opere sì, ma "non nel mio giardino" (Not in my back yard): è l'ormai noto fenomeno NIMBY, la cui diffusione nel nostro paese viene studiata e monitorata da un apposito Forum.Alessandro Beulcke, presidente del Nimby Forum e presidente Allea e Ketty Tabakov, Relazioni con il territorio di Edison, hanno dato vita a un dibattito, moderato da Antonio Riva (Itinera), nel corso del quale si è cercato di individuare quali siano le strategie e gli strumenti più efficaci per gestire al meglio la complessa rete di relazioni con il territorio.Alessandro Beulcke ha presentato la ricerca svolta da Allea che ha esaminato tutti gli articoli apparsi sulla stampa italiana che parlino di protesta contro la realizzazione di un'infrastruttura. Dalla ricerca si evince che le imprese non controllano per nulla la stampa, come si potrebbe ipotizzare. E' piuttosto la protesta a tener banco con qualche sporadico intervento dei responsabili delle imprese. Insomma le aziende comunicano poco sul territorio e , se lo fanno, è sempre troppo tardi. Da questa premessa il tavolo del Nimby Forum ha espresso l'esigenza di condividere delle "linee guida" per una corretta comunicazione delle imprese sul territorio.Ketty Tabakov, che ha una lunga esperienza in questo settore, ha sottolineato quanto siano diverse le ragioni e le modalità della protesta e quanto sia difficile avere delle ricette per ogni occasione. Certo,  alcuni principi sono irrinunciabili: il dialogo franco e trasparente con gli stakeholder sul territorio, la capacità di informare con linguaggio semplice e divulgativo progetti molto complessi, il coraggio di esserci, di "metterci la faccia", essere proattivi e non giocare di rimessa. Così com'è essenziale la condivisione del progetto con le istituzioni locali prima della presentazione ufficiale nonchè una corretta negoziazione per "gratificare" chi accoglie una infrastruttura che inevitabilmente porta anche qualche svantaggio ai cittadini.Ma come possiamo misurare l'efficacia della nostra comunicazione sul territorio? Secondo Ketty Tabakov ci sono tre parametri molto concreti: la realizzazione dell'opera, una cerimonia di inaugurazione festosa e partecipata e &&la rielezione del Sindaco che si è preso la responsabilità di dire SI'!Ketty Tabakov

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