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Il linguaggio dell'accordo

03/02/2011

Sapersi rapportare agli altri talvolta è un dono innato. Altre volte qualcosa che si apprende. Certamente una dote indispensabile, a livello personale ma soprattutto professionale, per chi, come i relatori pubblici, talvolta si trova a cercare di equilibrare rapporti di forza contrastanti. Concreto ed efficace, è una lettura divertente ed utile.

Il linguaggio serve per comunicare. E se si comunica, il buon senso porterebbe a pensare che lo si faccia per trovare un accordo, e non il contrario. Ma l’essere umano è un curioso agglomerato di idee e pensieri, esperienze e pregiudizi, sensazioni ed emozioni. Un libro nato con l’obiettivo di creare una sorta di meccanismo anticontrasto in grado di scattare in modo altrettanto automatico quanto il meccanismo di contrasto. In altre parole, per operare una sorta di inversione delle reazioni, mettendo a nudo quelle dinamiche che, una volta identificate, si possono governare per orientare le nostre relazioni sulla via dell’accordo.
Le vite di tutti noi sono vere e proprie maratone sulla via dell’accordo. Ed è difficile improvvisarsi maratoneti senza un costante allenamento che tonifichi i muscoli, che aiuti a dosare bene le energie e a sprigionare le risorse psichiche necessarie per avere una buona tenuta. Se ci si allena con metodo e consapevolezza prima di affrontare le nostre maratone quotidiane, si farà meno fatica e non si rischierà di dover rinunciare prima di aver raggiunto il traguardo.
E’ un allenamento impegnativo, senza dubbio. Ma ne vale la pena perché il linguaggio dell’accordo è fondamentale per la vita professionale. E non solo.

Il linguaggio dell’accordo
Leggere, gestire e orientare i rapporti di forza nelle relazioni interpersonali
P. Carnassi, A. Lucchini
In collaborazione con M. Bertello e G. Meyer
Centopagine, 2010
pp. 111, € 10,00

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