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Il Mediterraneo ribolle... che cosa possiamo fare?

23/02/2011

Il mondo islamico che si affaccia sul Mare Nostrum è scosso da rivolte inaspettate e nuove agli occhi degli osservatori occientali. Popoli che si ribellano per la democrazia, facendo di Internet il loro ultimo (o forse primo) baluardo di libertà. Ma in questo momento di sconvolgimento, quale può essere il ruolo dei Relatori pubblici? La proposta di _Biagio Oppi._

di Biagio Oppi
I ragazzi che son scesi in piazza in Tunisia, Egitto, Libia,(ma anche in Baherein, in Marocco, in Iran) per la fame, per il lavoro, per la democratizzazione dei loro paesi non riceveranno aiuti concreti dai nostri stati europei così preoccupati dal crollo dell’equilibrio di politica internazionale dell’area mediterranea e medio-orientale.
Tuttavia noi professionisti di relazioni pubbliche un ruolo possiamo svolgerlo. Possiamo impegnarci a dare ai nostri futuri colleghi di questi paesi l’opportunità di confrontarsi con noi e di venire a lavorare con noi.
Si tratta di ospitare studenti, di offrire loro tirocini formativi e di incoraggiare lo scambio delle università italiane con le università dell’area. E’ una cosa da fare oggi, subito.
Non si tratta di mera solidarietà. Si tratta di contribuire a sviluppare relazioni con i nostri futuri colleghi e di contribuire a sviluppare il settore delle relazioni pubbliche che nella funzione di rappresentanza degli interessi è un motore fondamentale nella modernizzazione di un paese.
Sono studenti che saranno colleghi che diventeranno nel futuro prossimo i nostri interlocutori e che contribuiranno a rafforzare le nostre relazioni nell’area mediterranea.
Non è solo solidarietà. E’ anche lungimiranza. MedCom ha inaugurato un cammino importante dell’Italia nel panorama mediterraneo delle relazioni pubbliche. Ora tocca un po’ a tutti noi… anche per riuscire a compensare i danni che i legami con quei regimi ci porteranno negli anni a venire.
Tratto da PRanista

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