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Il nostro dizionario delle Rp inglese / italiano

20/07/2004

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Trade mediaLe testate specializzate -a stampa, elettroniche, e in qualche caso, anche radiofoniche e televisive- che orientano attitudini, conoscenze e comportamenti dei soggetti che controllano i canali distributivi di prodotti, di servizi e di idee. Sono stakeholder fondamentali e largamente trascurati dalle relazioni pubbliche.Trade relationsCome sopra. E' raro che le relazioni pubbliche siano coinvolte in attività di relazioni con i soggetti che controllano i canali distributivi, ma questa sua disattenzione è dovuta a scarsa dimestichezza con il marketing e a insufficiente consapevolezza della propria professionalità.TransnationalTransnazionale è una organizzazione la cui proprietà e gestione risiedono in almeno due paesi diversi anche se è operativa in tanti altri. Shell, ad esempio, è un gruppo transnazionale essendo anglo/olandese. Nel decennio 1965-1975 furono soprattutto i francesi e i belgi a teorizzare le organizzazioni transnazionali, in quanto diverse da quelle internazionali (con proprietà e gestione in uno solo paese e sedi in altri territori). Poi arrivano le multinazionali (con proprietà diffusa, gestione accentrata e sede in tanti paesi) e infine le globali (proprietà diffusa, gestione diffusa, sedi in tanti paesi).Queste distinzioni lasciano il tempo che trovano, ma è utile conoscerle per evitare misinterpretazioni.TrendspotterE' chi ha il fiuto per intuire, interpretare e segnalare i trend (le tendenze e le mode). In un certo senso si può sostenere che la funzione di boundary spanner del relatore pubblico, o se si vuole di ascoltatore delle aspettative dei pubblici influenti, può contenere in sé anche quella di trend spotter, nel senso di segnalare alla coalizione dominanate dell'organizzazione tendenze, segnali precoci di evoluzioni delle issue e delle opinioni e attteggiamenti degli stakeholder.Triple bottom lineBottom line è l'ultima riga. Il riferimento diretto è al profitto, normalmente (quando c'è) espresso dall'ultima riga di un bilancio d'esercizio di una organizzazione. Triple bottom line viene definito quel bilancio che indica per tre volte l'ultima riga: il profitto economico, quello ambientale e quello sociale. Il bilancio triple bottom line è talvolta anche definito, in italiano, di sostenibilità. Ma quest'ultima dizione pare meno convincente poiché accentua eccessivamente le altre due 'ultime righe' (quella sociale e quella ambientale) attribuendo un valore normativo, di 'dover essere' al bilancio triple bottom line che, in qualche modo, ne riduce l'importanza dal punto di vista della sua caratteristiche di vantaggio competitivo hic et nunc. Infatti la GRI (global reporting initiative), organizzazione non profit per la diffusione del triple bottom line e che ne definisce le linee guida, sostiene che il bilancio ideale è al 40% economico-finanziario, al 30% ambientale e al 30% sociale. Naturalmente dipende molto dal settore in cui opera l'organizzazione.TroubleshooterE' il soggetto che risolve i problemi, le questioni e gli imprevisti. Tenendo conto che le relazioni pubbliche normalmente tendono a complicare la vita delle organizzazioni richiamandole in continuazione all'esigenze di tenere conto di vincoli e delle aspettative degli stakeholder, avere uno o più troubleshooter nel gruppo dei relatori pubblici aiuta molto a qualificare e legittimare la funzione agli occhi degli altri.

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