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Il nostro dizionario delle Rp: questa settimana da consent a corporate

04/02/2004

Nella sezione dizionario del nostro sito trovate tutte le definizioni introdotte a oggi e avete la possibilità di inviarci i vostri commenti. Aspettiamo la vostra collaborazione!

Ecco le definizioni di questa settimana:
Consent (consensus)L'uscita nel 1922 di ‘The Engineering of Consent' (ingegneria del consenso), fondamentale saggio di Edward Bernays, ha avviato una sterminata produzione di lavori sui rapporti fra consenso con persuasione, comunicazione, relazioni pubbliche, fiducia, reputazione, immagine, identità: quasi sempre erroneamente usati con significati equivalenti.La ricerca, l'acquisizione, la manutenzione del consenso è in cima ai desideri dei vertici di ogni organizzazione e, più o meno esplicitamente, questo compito viene assegnato ai relatori pubblici.
ConsequenceGli studiosi delle relazioni pubbliche usano il termine per indicare gli impatti che una organizzazione induce nei pubblici influenti. Per James Grunig, sostenitore della simmetria relazionale, è anche importante che il relatore pubblico, nel suo ruolo strategico/riflessivo, si preoccupi di analizzare e interpretare per la coalizione dominante le conseguenze che i pubblici influenti inducono sulla sua organizzazione.ConsultancyQuando si parla di public relations industry ci si riferisce solitamente all'insieme dei servizi di consulenza offerti alle organizzazioni: da ‘solo consultants' (per indicare i liberi professionisti), consulenti associati, imprese di consulenza locali, nazionali, regionali o globali. Poiché lo sviluppo delle relazioni pubbliche negli Stati Uniti e nel Regno Unito è sempre stato fortemente legato al settore privato dell'economia, si è indotta (in tutto il mondo..) una forte identificazione della professione con la consulenza e la sua economia assimilata ai budget acquisiti dalle imprese private. Questa abitudine ‘distratta' ha fortemente contribuito a ridurre la percezione reale della natura stessa (in Europa, più legata al settore pubblico e sociale che non al privato) e della stessa economia delle relazioni pubbliche. In Italia, su 70 mila relatori pubblici censiti nel 2001 ben 40 mila operavano nel settore pubblico, 15 mila in quello privato e 5 mila in quello sociale. Solo 10 mila erano i consulenti. Quanto poi a valutare l'economia complessiva del comparto, a fronte dei 2.5 miliardi di euro annui attribuiti alle relazioni pubbliche dall'Upa (che le considera capital intensive come la pubblicità e stima i soli investimenti delle imprese private), la Ferpi calcola che il valore economico reale supera i 14 miliardi di euro l'anno. Questo perchè considera le relazioni pubbliche come labour intensive, e per stimarne il valore. parte dal numero dei relatori pubblici (70 mila), definisce un costo medio lordo annuo di ciascuno (70 mila euro). Moltiplicando questo valore per 3, come suggerito dalle linee guida Ocse per la valutazione dei lavori labour intensive, si arriva alla cifra (sempre 2001) si oltre 14 miliardi di euro. Corporate (communication, identity, image, social responsibility, relations..)Il riferimento è sempre alle imprese private, ma si tratta di un errore. Corporate deriva dal latino ‘corpus' che indica una organizzazione, indipendentemente dalla sua natura privata, pubblica o sociale.

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