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Il telelavoro fa male a chi resta in ufficio

15/01/2008

Uno studio del Rensselaer Polytechnic Institute dello Stato di New York conferma i benefici del lavoro da casa, ma avverte: i dipendenti che restano in ufficio si disaffezionano al lavoro e si sentono frustrati dall'assenza dei colleghi sul luogo di lavoro e dall'impossibilità di una comunicazione face-to-face.

Lavorare da casa, al caldo, provvedendo al tempo stesso alle necessità di figli, del gatto, della casa, eccetera e soprattutto senza quel dispendio energetico del viaggio di andata e di ritorno, senza immergersi nel traffico cittadino, avvolti dall'atmosfera più famigliare delle mura domestiche: per la maggior parte delle persone è una grande comodità e un impulso a produrre di più e meglio. Ma chi continua a recarsi in azienda? E' sempre lo stesso modo di lavorare per chi non fa telecommuting? Secondo gli esperti no e addirittura le condizioni per chi resta peggiorano vistosamente.
La notizia riguarda ormai un folto pubblico di dipendenti, a vari livelli, che usufruisce delle nuove tecnologie per poter offrire le proprie prestazioni lavorative dal computer di casa o da remoto. Questo fenomeno, che negli Stati Uniti sta crescendo a un tasso dell'11 per cento all'anno, coinvolge ormai il 37 per cento delle aziende internazionali, che offrono varie possibilità di lavoro flessibile. Ma uno studio originale decide di indagare gli effetti di questo fenomeno sulle relazioni esistenti tra dipendenti e soprattutto guarda alle reazioni di chi resta in ufficio.
Il risultato è che il telelavoro sta modificando significativamente i rapporti e che al tempo stesso le tecnologie, ancora una volta, non suppliscono totalmente alla comunicazione faccia a faccia. Nonostante la posta elettronica e l'instant messaging, i documenti condivisi e le conference call, il dialogo tra persone che devono collaborare a un progetto risulta impoverito. Ma ancor più gli esperti mettono in luce un sentimento di frustrazione da parte dei dipendenti che restano dietro la scrivania del proprio ufficio. La mole di lavoro, gli imprevisti da gestire e una buona quota dei rapporti aziendali finiscono per ricadere sulle spalle di chi rimane, provocando una disaffezione al lavoro e un depauperamento delle energie.
Dal 2000 in poi il telelavoro ha registrato un vero e proprio boom in America e in molte altre economie evolute e tutti gli studi hanno dimostrato vantaggi per i dipendenti che possono lavorare da remoto, sia in termini di produttività che in termini psicologici. Ma l'armonia dell'ufficio sembra minacciata da questa formula. Lo studio ha coinvolto un campione di 240 lavoratori assunti presso aziende di media taglia e per la prima volta ha pensato a chi rimane tra le mura aziendali, sottolineando ancora una volta l'importanza delle relazioni umane, possibilmente guardandosi negli occhi mentre si lavora insieme, comunicando nel più tradizionale dei modi.
Redazione Totem - Emanuela Di Pasqua

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