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Il temporary shop

15/07/2010

Negli ultimi anni sempre più aziende utilizzano come strumento di comunicazione e marketing quello dei temporary shop: store che hanno una durata limitata del tempo per promuovere prodotti ed immagine delle imprese. Ma il fenomeno potrebbe durare molto di più di quanto si sia immaginato inizialmente.

Temporary store, guerrilla store, pop-up store, container store sono termini entrati nel linguaggio comune, persino di moda, anche perché proprio la moda ha contribuito a renderli noti al grande pubblico. L’idea è semplice: proporsi ai potenziali clienti in un luogo per un periodo limitato. quindi, appunto, pop-up o guerrilla store che appaiono e scompaiono, magari in un container già pronto ed essere trasferito altrove. Un’idea che risponde a tanti diversi obiettivi.
Esperimenti pilota, idee nuove che a poco a poco si istituzionalizzano con l’arrivo delle grandi marche del largo consumo che iniziano a pop-up con strutture temporanee un po’ ovunque. Presentano nuovi prodotti, costruiscono eventi per coinvolgere i loro clienti, testano un formato di negozio, usano il temporary come factory outlet o semplicemente vendono i loro prodotti dove non sono e non potrebbero essere stabilmente presenti.
Sono tutti modi di declinare l’idea di un punto vendita temporaneo, reinterpretando una tradizione antica che ha visto da sempre forme di commercio itinerante, dagli ambulanti fino ai camioncini di Migros che percorrevano le valli svizzere creando scompiglio nelle tranquille acque del retail elvetico. Connotazioni differenti del medesimo principio: rompere lo schema di presenza permanente e, in modi diversi, recitare un cameo in una data scena commerciale.
Il volume intende affrontare in modo completo e unitario questo fenomeno. Partendo dal concetto di “tempo” nella sua storia e nella sua riconcezione attuale, gli Massimo Costa e Ada Cattaneo percorrono le principali straformazioni delle modalità di acquisto e di consumo delle merci, approdando alle forme più innovative di comunicazione e di distribuzione delle stesse.
Lungi dal configurarsi come formula transitoria, destinata esaurirsi insieme alla crisi economica che ancora ci attanaglia, il temporary shop viene qui presentato come una nuova consistente e durevole attività economica, alla quale possono dedicarsi imprenditori provenienti da esperienze diverse: commerciali, immobiliari e di comunicazione, senza escludere naturalmente gli “absolute beginners”.

Il temporary shop
Nuove forme di comunicazione e di vendita in sintonia con lo spirito dei tempi
Massimo Costa – Ada Cattaneo
Lupetti, 2010
p. 224, € 14,00

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