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Il testamento intellettuale di James Grunig

08/08/2006

Riproponiamo il documento del grande studioso che ha impegnato quarant'anni di ricerca per l'affermazione del valore strategico delle RP. News già pubblicata lo scorso 18 aprile.

Mi permetto di consigliare caldamente ad ogni collega-professionista, studioso, docente o studente che sia – di scaricare e stampare sia la versione italiana che quella originale inglese di quello che – per me e per l’amico e collega Fabio Ventoruzzo che mi ha aiutato a tradurlo in Italiano – è sicuramente il più importante, esaustivo e, al tempo stesso, sintetico documento teorico sulle relazioni pubbliche scritto fino ad oggi.Il testo originale è uscito una settimana fa sul Journal of Public Relations Research ed ora, per primi fuori dagli Stati Uniti, abbiamo potuto pubblicarlo per voi su questo sito grazie alla cortesia del suo autore, James Grunig (nella foto a destra insieme alla moglie Larissa al 2° World PR Festival di Trieste 2005. Sotto, a sinistra, mentre tiene il suo intervento al 1° World PR Festival 2003 di Roma).Non voglio entrare nel merito dei contenuti poiché ritengo che ciascuno debba farsene una idea propria. Eppure però vorrei raccontarvi il personaggio e come nasce questo documento.Dunque, come ormai sapete bene, James ha raggiunto l’età della pensione e, con la sua eccellente collega e seconda moglie, Larissa, si è ritirato a vita privata qualche mese fa. Da quel momento non ha smesso di viaggiare per il mondo, invitato in Iran come in Svizzera, in Bosnia come in Sud America per lezioni, seminari, congressi e conferenze. Insomma è diventata la vera rock star di un fenomeno che sta crescendo: la diffusione in ogni paesi di giovani che decidono di apprendere le relazioni pubbliche all’Università.Ero entrato in contatto con le opere di Grunig nella seconda metà degli anni Ottanta quando, insieme ai miei soci e colleghi della SCR Associati (Weber Shandwick oggi), coordinai la elaborazione della prima versione del Gorel. Mi aggiornai sulle sue opere nel 1989 quando Giampaolo Fabris mi propose di assumere alla IULM l’eredità del mio ex socio e grande amico Ghigo Roggero nella cattedra di teoria e tecniche delle relazioni pubbliche. Basai sulla sua teoria e sulle sue ricerche il mio curriculum didattico.Lo incontrai per la prima volta personalmente nel 2001, qualche mese dopo essere stato eletto presidente della Ferpi, quando lo invitai a partecipare con Larissa ad un convegno in IULM.Il personaggio è davvero singolare. Non si può dire che al primo impatto ti travolga, ma di sicuro è una persona gentile, cortese, educata, sempre interessato a quel che hai da dire, disponibile a spiegare i suoi concetti non sempre semplici e ad approfondire questioni che non sempre sono chiare. Soprattutto, quel che più sorprende, è straordinaria la sua capacità di raccogliere le critiche e i suggerimenti. Col tempo la sua influenza, anche personale e fortemente empatica, cresce e si consolida. Al punto che oggi mi stupisco sempre quando incontro qualcuno che esprime nei suoi confronti quel timore reverenziale che usualmente si ha per i guru, quelli che tutti i tuoi pari ritengono essere il massimo studioso della nostra disciplina. Il suo essere così alla mano deriva in realtà dal potere della conoscenza integrato al continuo desiderio di ascoltare le opinioni degli altri. Un bel personaggio davvero!Il testo che ha scritto e che riportiamo anche in una versione italiana nella quale, confesso, ci siamo (Fabio ed io) preso qualche libertà (ed è per questo che consiglio a chi può di leggersi la versione originale), risponde da un lato alla volontà di lasciare una sorta di testamento intellettuale di chi per oltre quarant’anni ha lavorato intensamente per affermare il valore positivamente strategico della nostra professione, e dall’altro al desiderio di assicurare i suoi critici di avere preso atto e tenuto conto delle loro osservazioni. Un vero esempio di relazione simmetrica e due vie.Tutto da leggere e da tenere sul comodino per frequente consultazione. Buona lettura!
Toni Muzi FalconiScarica qui la versione italiana: Il grande edificio e il suo costante arredamento

Scarica qui la versione inglese: Furnishing the Edifice
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