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Il Web siamo noi

15/05/2009

Un libro per fare il punto sulla Rete da una prospettiva personale e relazionale: dall’influenza sui media tradizionali alla trasformazione degli utenti da fruitori a produttori di contenuti. Per scoprire che cambiamo Internet più velocemente di quanto lui cambi noi.

Provate a digitare sul vostro motore di ricerca preferito questa frase: Alla conquista del web. Superate le suggestioni pionieristiche che rimandano a una nota serie televisiva degli anni ’80, il primo pensiero che viene in mente è: “Troppo scontato”. Sul tema di Internet, infatti, la metafora western, dopo quella marinara, è la più abusata. Solo Google, per il gruppo di parole proposte (associate e dissociate), offre due milioni e mezzo di risultati: dal nome di un progetto di formazione della rete civica di Milano fino ai book fotografici di Flickr, passando per una messe di titoli giornalistici. Perché, allora, l’editor della collana MursiaMedia ha scelto Alla conquista del web come titolo del libro scritto da Marco Montemagno e Miska Ruggeri?


La domanda è addirittura oziosa per chi conosce Internet. Perché quella frase trae la sua forza proprio dal fatto di essere scontata. Di essere diventata un luogo comune, capace di offrire agli internauti un largo spettro di risultati di ricerca. Tra i quali, per farsi conoscere, si inserisce senza fatica anche il titolo del libro. La questione vera è allora un’altra: è il web ad aver cambiato il nostro modo di ragionare o siamo noi che modifichiamo la Rete giorno dopo giorno?


Secondo Marco Montemagno (Cofondatore di Blogosfere e conduttore di Reporter Diffuso rubrica di SkyTg24) e Miska Ruggeri (giornalista di Libero e Il Foglio) l’evoluzione del mondo virtuale procede in parallelo a quello reale, pregi e difetti inclusi. Una storia che i due autori ripercorrono con dovizia di particolari e aneddoti per arrivare fino ad oggi. Alla fase del 2.0 e del Web “adulto”. Quella in cui un miliardo e mezzo di persone nel mondo è in Rete, interagisce, crea contenuti e nuovi sviluppi tecnologici utilizzando gli strumenti disponibili on line.


L’attuale apice di questo fenomeno, poi, è Barack Obama, passato in appena quattro anni da semi-sconosciuto a presidente degli Stati Uniti. “Grazie alle logiche della Rete – spiega il libro: non solo è riuscito a comunicare on line con i suoi sostenitori, ma anche a far comunicare i propri fan tra di loro, trasformando i cittadini in protagonisti attivi della campagna elettorale. Una rivoluzione copernicana e un miracolo, la trasformazione dei clic in voti, attesi presto pure da noi”.


Al di là della tecnologia, quindi, è la componente umana che gli autori ritengono ormai fondamentale. E si scopre che siamo noi a cambiare la Rete più rapidamente di quanto essa incida sulle nostre vite.


Rosario Vizzini – Redazione Cultur-e

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