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Imprese e città metropolitana nelle ultime due Share-Lectio

01/04/2016

L’analisi delle opportunità con gli annessi risultati raggiunti dalle imprese italiane, in particolare medie e piccole e il modello della città metropolitana sono stati al centro delle Share-Lectio #5 e #6 che si sono tenute rispettivamente il 17 e il 23 marzo a Milano.

 

Il focus della Share-Lectio#5 dello scorso 17 marzo è stato l’analisi delle opportunità con gli annessi risultati raggiunti dalle imprese italiane, in particolare medie e piccole, durante Expo 2015 e la promozione del Sistema Italia sui mercati esteri. L’evento è stato infatti un’importante vetrina per le aziende, anche di ridotte dimensioni, che hanno incontrato attori e utenti da ogni parte del mondo e che hanno contribuito così al rilancio del made in Italy e alla valorizzazione dei prodotti e servizi italiani, sottolineandone l’eccellenza.

Le opportunità di internazionalizzazione sono state numerose, e numerose le aziende che ci hanno creduto, come Intesa Sanpaolo. “Come Official Global Partner, Intesa Sanpaolo ha creduto fin dall’inizio nella grande occasione di rilancio sul piano internazionale che Expo Milano 2015 avrebbe offerto all’Italia”, sostiene Gabriella Gemo, responsabile Progetto Expo Intesa Sanpaolo. “Con l’iniziativa Ecco la mia impresa abbiamo ospitato nel nostro padiglione, The Waterstone, migliaia di aziende, fiori all’occhiello dell’imprenditoria italiana nell’agroalimentare, nella moda e in tutti quei settori che hanno reso il made in Italy sinonimo di eccellenza nel mondo. Attraverso il racconto di queste storie di successo abbiamo creato le migliori condizioni affinché si potessero sviluppare opportunità di business e di contaminazione virtuosa di idee ed esperienze. Il progetto realizzato per Expo ha espresso al meglio il valore della nostra banca, che non risiede solo nell’offerta di prodotti e consulenza finanziaria qualificata, quanto nella sua capacità di stabilire connessioni, di far convergere esperienze di qualità, di moltiplicare le occasioni di incontro e di confronto”.

“Expo ha amplificato l’internazionalizzazione. La grande verità di Expo è che ha creato una cornice partecipata da milioni visitatori in cui istituzioni e imprese hanno avuto la possibilità di dare il proprio contributo”, ha detto Alberto Meomartini, Vicepresidente Camera di Commercio. “L’evento che ha sollecitato la responsabilità propositiva di tutti i soggetti partecipanti. La città e la comunità economica hannp scoperto che ha un valore stesso la comunità e che è importante il dialogo tra imprese e istituzioni. Se ci si tiene insieme si accelera un cammino che gran parte delle imprese del nostro territorio ha già avviato. La coesione è il grande risultato di Expo”.

Secondo Umberto Saini Fasanotti, Chairman Gruppo DANI Instruments, “il processo di internazionalizzazione aziendale era già iniziato in modo flebile precedentemente all’Esposizione Universale ma la presenza in Expo ha fatto si che si moltiplicassero i rapporti verso l’estero, è aumentata la voglia di aprirsi verso mercati di altre nazioni e continenti. Le industrie, soprattutto quelle medie e piccole senza questo Evento e affidandosi solamente ai loro mezzi finanziari non sarebbero riuscite ad ottenere i risultati raggiunti. Si è creata una concomitanza tra opportunità date da Expo e la voglia di aprirsi a un mercato internazionale. I mercati di riferimento di Gruppo DANI Instruments sono ormai aperti a tutto il mondo, i prodotti che realizzano sono dedicati agli esseri umani e vanno dall’environment, inquinamento, farmaceutica, chimica al cibo. Chiaramente in Expo il focus è stato su quest’ultimo. Sono presenti in USA, Cina, Giappone, Medio Oriente ed è in crescita la presenza in Africa”.

Pamela Campaner, Founder ExpoWall ha aperto il suo intervento mostrando una gallery di foto di Instagram che “raccontano” e mostrano l’esterno dei Padiglioni del Sito Espositivo, definendo questo insieme di materiali l’anima dell’Expo Wall. In questo caso i fotografi professionisti affiancavano i loro lavori a foto più “amatoriali” che insieme rappresentano una memoria un’azione narrativa dell’Esposizione Universale. Con particolare attenzione ha mostrato successivamente alcune foto scattate da fotografi professionisti che ritraggono il Sito di Expo prima dell’apertura, quando ancora non aveva preso una forma definita. Nonostante le problematiche e la diffidenza nata nei confronti dell’Esposizione, fuori dall’Expo si era creata una dinamicità che superava la negatività e il pessimismo: i fotografi infatti iniziavano a raccontare una storia".

“Il ruolo che ha giocato Expo per i processi di internazionalizzazione e nel post-Expo è stato fondamentale”, ha dichiarato Marinella Loddo, Direttore ICE Milano. “È stato un momento di attrattività per operatori stranieri per enfatizzare la conoscenza dei prodotti e servizi che il nostro paese può offrire. Milano è diventata un volano per l’intera nazione nei rapporti coi paesi stranieri dopo Expo per far conoscere il brand Italia. Lo dimostra anche la definizione di “place to be” data alla città. È necessario cogliere le opportunità offerte sulla scia dell’Esposizione che ha presentato una città e un Paese in grado di offrire, accogliere e conoscere l’umanità attraverso il cibo. Milano “place to be” nel post-Expo vive una stagione positiva, dimostrando di essere un paese che accoglie e che è aperto e propenso ai mercati internazionali.”

Giulia Repetto, Responsabile Internazionalizzazione e Commercio Estero – Assolombarda Confindustria Milano, Monza e Brianza ha raccontato come inizialmente si era verificata una difficoltà da parte dell’aziende che faticavano a prendere contatti e a lavorare con la struttura. “Assolombarda prima di Expo ha svolto in questo senso un lavoro di informazione e per le aziende e di monitoraggio delle gare e appalti per la costruzione del Sito Espositivo, con particolare attenzione alle aziende del nostro territorio e per questo è stato anche creato un nuovo sito e una newsletter dedicata.

Durante i sei mesi di Expo, Assolombarda si è concentrata negli eventi internazionali e ha lavorato per 3600 b2b tra aziende associate e delegazioni straniere. Ora quanto di questi incontri abbiano portato  dei risultati concreti, quantificare in futuro”. La Repetto ha menzionato poi la collaborazione sul tema del turismo con l’associazione degli alberghi per limitare la tendenza a variare i costi durante Expo, anche per garantire un riscontro favorevole da parte dei turisti e visitatori stranieri e un’immagine positiva per le strutture alberghiere milanesi. Proseguendo con il tema del turismo, la Responsabile racconta della collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e con Regione Lombardia, citando “Expo Facile” un servizio per disabili che garantiva loro accessibilità e rispondeva alle loro necessità e ai loro bisogni specifici. Richiama infine la Piattaforma E015, un ambiente digitale che consente di far parlare tra loro e mette in connessione i Sistemi informativi pubblici e privati che occupano sul territorio in vari settori. Per il settore Trasporti per esempio, a Malpensa sui grandi pannelli situati in aeroporto sono presenti contemporaneamente le pagine dei siti dei voli in arrivo, della situazione delle Tangenziali di Milano, gli orari degli autobus che collegano l’aeroporto alla città e gli orari dei treni.

“Forse proprio le PMI italiane hanno beneficiato più delle grandi aziende in termini di cultura e internazionalizzazione”, aggiunge Tiziana Vallone, Amministratore Euromediolanum. “Oggi le imprese hanno preso coscienza che non esiste un mercato domestico e un mercato estero, c’è un unico mercato che costituisce un’opportunità da pianificare strategicamente da vedere in una logica di globalizzazione e non come modalità di differenziazione ma di crescita dell’azienda stessa.I primi elementi di cui resta un’evidente traccia sulle aziende italiane e in particolare in quelle milanesi, sono una maggiore cultura e spinta ai processi di internazionalizzazione. Expo 2015 ha creato differenti opportunità di incontrare persone di varie culture e di diversi Paesi in tempo brevissimo, opportunità difficili da trovare nella propria città in assenza di un evento come questo”.

“L’azienda è stata un piccolo elemento in una grande vetrina da cui si è ricavato una visibilità concreta e una significativa presenza sul mercato internazionale”. Secondo Maurizio Venegoni, AD Salumificio Venegoni, “lo scenario di Expo è stato una grossa opportunità grazie a Intesa Sanpaolo. L’Esposizione per ciò che riguarda l’internazionalizzazione ha aperto delle porte sul piano internazionale, ha creato la possibilità di conoscere operatori inarrivabili in precedenza a questo Evento. L’amministratore riporta l’esempio di una catena di distribuzione in Malesia che si è mostrata entusiasta di poter condividere l’assortimento dei prodotti tipici lombardi prodotti dall’azienda dedicando piccoli corner della regione Lombardia: ora presenti sulle tavole malesi con la tradizione tipica della salumeria Lombarda. Un valore aggiunto degno di nota è che ha cambiato il respiro dell’azienda e ne ha amplificato la capacità di penetrazione nel mercato. Erano già presenti sul mercato europeo ma oggi gli orizzonti sono più ampi: ora lo sguardo è rivolto sempre più oltre i confini”.

"Expo e post-Expo hanno aiutato gli italiano a guardare con un respiro internazionale la propria capacità creativa e produttiva”, ha concluso Paolo Dalla Sega, Direttore MEC-ALMED Università Cattolica del Sacro Cuore. “L’Italia è il paese del “saper fare” e in questo contesto si coniugano le “4 A” : Abbigliamento, Alimentazione, Auto, Arte-Artigianato. L’Esposizione Universale è stata una valida vetrina per mostrare questo “saper fare”. È stata l’incontro tra persone che possono raccontare e far scoprire il proprio fare in termini di comunicazione diretta e interpersonale ad altre società, mondi, mercati, persone. Si è visto in occasione dell’Evento il coraggio dell’Italia di mostrarsi e di rappresentarsi ed è stata evidenziata la necessità di farlo di più come Sistema Paese e cooperazione, come insieme di più persone non più divise ma unite per scopi condivisi”.

 




 

La Share-Lectio#6 dello scorso 23 marzo ha portato il modello della città metropolitana, una struttura a maglia larga di Milano e lo scenario nuovo in cui vivere.

Importante considerare come gestire eredità materiale e immateriale di Expo per la Città metropolitana di Milano per poter creare collegamenti tra i territori e le realtà, opportunità per le aziende e per i giovani e permettere una dimensione europea alla capitale morale dell’Italia.

Expo 2015 ha rappresentato il ritrovato orgoglio milanese e il prezioso lavoro fatto per la Carta di Milano ne è la prova tangibile, dell’impegno e della voglia di emergere. Degli scenari futuri e di come Milano si sta “attrezzando” ne parliamo con Francesca Brianza assessore al post-Expo di Regione Lombardia e con i rappresentanti della Comunicazione di MM Fiera Milano e Assolombarda. Un pomeriggio per non dimenticare le buone pratiche e rendere Share-Lectio#6 un momento di formazione, scambio d’esperienze e networking e fornire una valutazione, quanto più oggettiva, degli elementi che hanno contribuito al successo di Expo 2015.

Francesca Brianza, Assessore Post Expo e Città Metropolitana Regione Lombardia, ha sostenuto: “Seguendo l’intervento dell’assessore, è stato da subito evidente l’importanza che la Regione Lombardia da ai giovani e agli studenti anche nell’esperienza Post Expo e in vista della riapertura del cardo del prossimo 1° maggio 2016. È importante mantenere viva la memoria di Expo e di quello che l’Evento è stato e riuscire quanto più possibile a mantenere i rapporti e le collaborazioni tra istituzioni nate grazie all’Esposizione”. L’assessore ha poi ricordato le problematiche che si sono venute a creare mantenendo un’area dismessa. Ha ricordato quanto sia importante investire nel Post Expo e nei progetti sul sito. Per quanto riguarda le potenzialità occupazionali, l’onda lunga di Expo è a beneficio dei territori. Quest’esperienza può servire in differenti settori scoperti in Expo e la fase Post ne evidenzia le ricadute.

Expo è stato un insieme di relazioni intrecciate e internazionali e Regione Lombardia si è posta in modo positivo in questo, facendo da traino per l’intera Nazione.

E stato sottolineato un monitoraggio costante con forme di supporto che riuscivano concretamente a sostenere.

L’area di Expo presenta oggi dei miglioramenti dei servizi che risultano essere superiori e più efficienti a quelli offerti in zone centrali della città. Questo è stato possibile grazie all’attenzione che si è data ai sottoservizi.

Con entusiasmo l’assessore ha definito questo periodo Post Expo un “momento di progetti ambiziosi”.

PierCarla Delpiano, Direttore Comunicazione Fiera Milano, ha definito la Fiera come un luogo di approfondimento culturale, contando per Milano più di 80 manifestazioni all’anno.

Il Direttore ha ricordato la presenza di qualità di Fiera Milano in altri grandi eventi internazionali, soprattutto nei paesi orientali come Cina e India o di altri continenti come Brasile e Sud Africa.

“Questi eventi Internazionali rappresentano un patrimonio di conoscenze davvero vasto, che vedono la fusione e l’interazione di più culture nel medesimo spazio fisico.

La Fiera è utile per far capire quale direzione sta prendendo il mercato, sottolineandone un’offerta fisica e culturale.

In Expo 2015 la posizione di Fiera Milano era assolutamente strategica con il richiamo dell’area metropolitana milanese. L’area stessa di Rho-Pero risulta essere il primo patrimonio che la Manifestazione lascia: miglioramenti di viabilità, corsie di scorrimento veloce, potenziamento dei trasporti). Da questo Milano ha dimostrato di saper fare Sistema”. Il Direttore ha menzionato i Cluster presenti Expo di più di 70 Paesi e l’importanza dei servizi di management. Fiera Milano ha funzionato appunto grazie al sito di Expo in prossimità, i buyer di Fiera Milano erano attratti dal vedere la manifestazione.

L’eredità lasciata da Expo, invece, secondo la Delpiano è la migliore infrastrutturazion e il grande patrimonio di Relazioni Internazionali.

Alessandra Salina Amorini, Relazioni Internazionali ed EXPO 2020, Assolombarda Confindustria Milano, Monza e Brianza, ha menzionato prima di tutto il patrimonio di Expo, il Sistema Italia (Politica, Enti, Istituzioni, Imprese..) che ne è risultato fatto di grande cooperazione e collaborazione. Ha poi tenuto a ricordare ancora il grande valore che ha avuto il “fare sistema” e il lavorare in gruppo, importanti in questa fase di Post Expo, concludendo con la citazione dell’ecosistema digitale creatosi e sempre presente nel semestre espositivo, i vantaggi ottenuti dal networking e l’importanza che deve avere anche in uno scenario futuro, il dialogo e l’interazione tra pubblici e privati.

“Expo va ricordato come sistema di relazioni”, dichiara Luca Montani, Direttore Comunicazione MM. “Per quanto riguarda MM e l’istallazione delle casette dell’acqua dichiara che in Expo si è servita l’acqua più buona d’Italia. È stato messo a disposizione del cittadino il Sito, che per il Semestre ha rappresentato anche la superficie urbana. Sullo scenario globale, MM ha contribuito alla gestione delle acque ai Paesi meno fortunati per valorizzare ancora di più l’importante tema attribuito a questo Expo”. Montani ha ribadito l’importanza della collaborazione e del dialogo tra Enti e aziende e concluso riportando le speranze riposte nel futuro, e ricordando che è ancora tutta una grande sfida.

A Luciano M. Fasano, Dipartimento di Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’Università degli Studi di Milano, le conclusioni. “Milano ha avuto un ruolo fondamentale nella fare preliminare, dove hanno giocato un ruolo importante fondazioni universitari e di ricerca”. Ricorda in questo senso lo Human Technopole, ideato dal Rettore dell’Università degli Studi di Milano Gianluca Vago. Per quanto riguarda l’eredità di Expo, il professore la individua nello sviluppo delle imprese, nelle infrastrutture immateriali, nell'idea di costruire una “Expo Community”, nel fare squadra” in maniera consapevole ed infine, nel policy network. E se Expo ha creato la consapevolezza, l’Università ha ricostruito la concezione del cittadino.

 

 

 

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