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Imprese Mutanti

12/03/2014

Quali sono le “imprese mutanti”, ossia quelle che, nonostante la crisi si sono "rimboccate le maniche" per battere competitor e recessione? Come, affrontando il cambiamento e adattandosi, si sono evolute e perché ci sono riuscite? Da una ricerca della _Scuola di Politica ed Economia di Confartigianato Vicenza,_ l’identikit delle aziende del vicentino che stanno ottenendo risultati positivi sul mercato, con una crescita significativa negli ultimi tre anni.

“Come ho imparato a convivere con le mutazioni riuscendo ad essere felice”. Potrebbe essere questo il sottotitolo del volume Imprese mutanti. Identikit delle PMI che crescono a ritmo di cambiamento” curato da Tania Ceretta, Giampietro Vecchiato e Paolo Gubitta, recentemente pubblicato da Franco Angeli, che raccoglie gli esiti della ricerca condotta dalla Scuola di Politica ed Economia di Confartigianato Vicenza.
Se l’imperativo è quello di recuperare competitività, produttività ed efficienza, quali sono le caratteristiche delle imprese che si sono “rimboccate le maniche” per battere la crisi, i competitors e la recessione mondiale? Quali sono, in altre parole, le imprese “mutanti”, cioè quelle imprese che, affrontando il cambiamento, si sono evolute e perché ci sono riuscite?
1. Affidabilità e versatilità: essere in grado di rispondere alle attese dei diversi interlocutori interni ed esterni in situazioni di sovraccarico.
2. Autocontrollo e flessibilità: prima di fare voli pindarici in termini di strategia o mercato mettere in sicurezza i processi interni, ovvero il successo non è improvvisato e l’impresa si dota di pratiche gestionali solide e leggere.
3. Leadership: l’approccio alla leadership si basa sull’adozione di stili diversi in contesti distinti dentro la stessa organizzazione, affidandola anche a collaboratori che non condividono il rischio di impresa. La leadership si esprime attraverso la relazione, non con il ruolo e/o con il potere.
4. Delega: fare tutto da soli paralizza l’impresa; per non bloccare le decisioni si sviluppano intelligenza sociale e managerialità nei collaboratori.
5. Organizzazione: ottimizzare le attività core dell’impresa (per renderle più efficienti, o più flessibili, o per ripensarle completamente); introdurre sistemi per migliorare la gestione quotidiana (da riprogettare una procedura a standardizzare attività che per essere svolte bene non hanno bisogno di un approccio creativo, ma più semplicemente solo di ordine e regolarità); inserire o consolidare i meccanismi operativi per il controllo di gestione.
6. Sperimentazione: apertura al nuovo (anche se rischioso); capacità di sperimentare; anticipare i bisogni futuri del mercato per essere i primi. Per farlo sono necessari un sufficiente grado di consapevolezza dei propri mezzi e di quelli della propria squadra.
7. Proattività: saper interpretare i segnali del mercato e sulla loro base prendere tempestive decisioni di cambiamento e adattamento.
8. Fluidità: scomporre i problemi complessi; semplificare il processo produttivo e gestionale; introdurre semplici procedure e di routine (dove possibile), per ridurre l’intervento diretto dell’imprenditore.
9. Focus e comunicazione: focalizzarsi sulle attività che generano maggior valore, ridurre i livelli gerarchici e accrescere le responsabilità; comunicare e condividere all’interno le decisioni; adottare modelli di business sostenibili costruiti su competenze distintive.
10. Resilienza: significa basarsi sulla robustezza (le parti comunicano ma non dipendono l’una dall’alta per l’operatività) e considerare l’errore come fonte di conoscenza per tutti, oltre che adottare una logica “outside-in”, partendo dalle esigenze del mercato.
Sono queste le dieci caratteristiche che emergono dall’indagine sulle abilità e sui comportamenti “virtuosi” messi in atto da quelle aziende del vicentino che, nonostante la crisi, hanno ottenuto risultati positivi sul mercato, con una crescita significativa nel triennio 2009-2011.
La ricerca condotta assieme agli allievi della Scuola di Politica ed Economia di Confartigianato Vicenza si è infatti focalizzata sulle imprese della provincia di Vicenza con fatturato in crescita sia nel 2010 sia nel 2011 operanti in tutti i settori della produzione e del commercio. Complessivamente si tratta di 3.199 imprese: 48% con fatturato tra 100.000 e 1 milione di euro, 16,8% tra 1 e 2 milioni, 17,4 % tra 2 e 5 milioni, 8.3%tra 5 e 10 milioni, 9,5% oltre i 10 milioni. Sono 201 le imprese che hanno risposto al questionario: 36% manifattura leggera (casa, moda, alimenti, chimica, elettronica, meccanica), 24,9% metallurgico e macchine, 22,9% servizi alle imprese (ICT, grafici, comunicazione, logistica), 10% distribuzione, 6% servizi alle persone.
Come spiega Agostino Bonomo, Presidente di Confartigianato Vicenza: «Abbiamo definito queste aziende mutanti, perché sono realtà imprenditoriali che reggono alla crisi sapendo stare sul pezzo, ovvero rispondendo in maniera pronta e sempre efficace alle richieste del mercato. L’imprenditore vicentino, poi, non ha paura del cambiamento; non corre dietro alle suggestioni e di fronte alle sconfitte non si arrende mai. Questo è lo spirito che deve animare i nostri imprenditori in un periodo di profonda trasformazione per l’economia che sta portando inevitabili momenti di difficoltà, ma anche nuove opportunità».
Se ogni crisi è sorgente di nuove opportunità, le mutate condizioni del mercato e del credito, le diverse attitudini ai consumi e i differenti bisogni del pubblico aprono spazi di sviluppo tutti da decifrare. Le imprese che sono riuscite a interpretare il nuovo scenario sono oggetto della pubblicazione, che traccia un identikit delle PMI vincenti, ossia di quelle imprese che hanno cambiato paradigma nel guardare al mercato, nel gestire e nel comunicare l’impresa e nell’affrontare problemi aziendali inesplorati.

Imprese mutanti
Identikit delle PMI che crescono a ritmo di cambiamento
Scuola di Politica ed Economia di Confartigianato Vicenza, a cura di
T. Ceretta, P. Gubitta, G. Vecchiato, Coordinamento Scientifico
Franco Angeli, 2013
pp. 160, € 20,00

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