Ferpi > News > Internet Marketing PR: utilizzare meglio i motori di ricerca

Internet Marketing PR: utilizzare meglio i motori di ricerca

20/09/2004

Dal sito di Jack O'Dwyer alcuni spunti per posizionare con efficacia il vostro sito nei motori di ricerca.

Questa volta ci occupiamo dei motori di ricerca e del loro sistema di raccordo tra comportamenti ‘push' -delle organizzazioni che premono per essere ben visibili- e quelli ‘pull' –dei navigatori che ricercano qualcosa.Una realtà forte e dinamica, in continua crescita, considerando che circa il 57% di coloro che navigano su Internet utilizzano un motore di ricerca. Addirittura l'80% di questi si dichiarano predisposti a concludere un comportamento d'acquisto on e/o off line.Queste evidenze stimolano le organizzazioni ad essere ben visibili, a posizionarsi cioè nelle –-o perlomeno tra- le prime pagine dei risultati di un motore di ricerca. E' il search Engine Marketing (SEM o, se volete, Marketing dei Motori di Ricerca).I migliori risultati si ottengono quando si è in grado di:°utilizzare le parole-chiave in maniera corretta: queste devono, in particolare, trovarsi nella pagina del titolo ed essere presenti in giusta proporzione rispetto le altre parole del testo. Questo è un po' quello che viene definito keyword density; una soluzione efficace parrebbe essere la presenza di un'elevata percentuale di parole-chiave sul totale delle parole.°garantire l'organicità del testo:- ciascuna parte del sito è fondamentale, quindi mai focalizzare tutta l'attenzione solo ed esclusivamente sull'home page, ma assicurarsi che ciascuna pagina abbia un collegamento concettuale con le altre;- un indicatore è rappresentato dal numero e dalla qualità dei link che portano al sito dell'organizzazione partendo da altri siti. Ne deriva che, più popolare è il sito, più appetibile sarà per i motori di ricerca (sic).Quest'ultimo aspetto è particolarmente stimolante per quelle organizzazioni che hanno lo stesso pubblico, ma che non sono direttamente concorrenti (pensate ad un'azienda di abiti sportivi e ad una che commercializza attrezzature per il fitness. In questo caso, linkandosi reciprocamente, i due siti otterrebbero una popolarità doppia rispetto all'isolamento virtuale).°monitorare costantemente i siti dei competitor: implica un benchmark  ai punti appena analizzati, tanto in termini di utilizzo delle keyword tanto nella qualità dei collegamenti, interni ed esterni.Molto più denso, infatti è il capitolo delle posizioni a pagamento:a) una opzione è il cosiddetto ‘keyword per-click' (altrimenti detto ‘pay-for-performance'): questa sottende ad una sorta di asta per l'aggiudicazione delle migliori parole-chiave (il miglior offerente ottiene la posizione più alta della lista). Questa offerta non riguarda la posizione di per sé, ma è relativa al singolo costo (solitamente tra i cinque ed i dieci centesimi di dollaro) che l'organizzazione dovrà sostenere quando un visitatore all'interno di un motore di ricerca cliccherà sul suo sito;b) dall'altro lato abbiamo il sistema ‘paid inclusion' (o ‘paid submission'): implica che le organizzazioni pagano uno o più motori di ricerca per visitare il loro sito più frequentemente rispetto al solito e scavare più in profondità all'interno delle loro pagine.Fabio Ventoruzzo

COMMENTI

Eventi