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iPad al posto del portatile, si può?

06/10/2010

Walt Mossberg del _Wall Street Journal_ ha lavorato per dieci giorni con un iPad ed è riuscito a fare tutto quel che voleva, o quasi. Ma quanto è diffuso? Cosa ne pensa chi ce l’ha? Un invito aperto a tutti per commenti ed opinioni.

Walt Mossberg, il temuto e rispettato giornalista esperto di tecnologia del Wall Street Journal, ha deciso: grazie ai tablet si può fare a meno dei computer portatili, o quasi. Mossberg è arrivato a questa conclusione dopo aver utilizzato un iPad per una decina di giorni nel corso di un viaggio a Parigi. E se lo dice Mossberg, siate d’accordo o no, per l’industria dei computer il giudizio conta molto: negli ultimi anni Mossberg ha dimostrato spesso intuizioni sagge oltre ad avere costruito un seguito che rende rilevante qualunque cosa dica.
L’idea non era tanto quella di testare l’iPad in generale, spiega Mossberg, ma quella di provare a vedere se con un tablet si possono fare le stesse cose che si fanno solitamente in mobilità con un laptop. Oltre alla tavoletta di Apple, già sul mercato dalla scorsa primavera, stanno per arrivare sul mercato molte altre tablet prodotte da grandi aziende come HP, Dell e Samsung, che cercheranno di sfidare il modello attualmente più venduto ritagliandosi uno spazio in un settore in forte crescita.
Dunque come è andata? Ebbene, per me, l’esperimento è stato un piacevole successo. A parte qualche eccezione, ho potuto fare tutto ciò che avrei altrimenti fatto con un portatile. Inoltre ho potuto fare affidamento su un oggetto meno pesante, con una autonomia più lunga, e ho potuto utilizzare un computer che si accendeva istantaneamente quando ne avevo bisogno. Sono anche stato in grado di combinare le funzioni di un comodo lettore digitale con quelle di un comune laptop.
Come è capitato ormai a molti, anche Mossberg ha notato una progressiva diffusione degli iPad tra appassionati e professionisti, che utilizzano i tablet per navigare online e ottenere per esempio le edizioni del mattino dei giornali direttamente sui loro touchscreen. Per la lettura le tavolette elettroniche sono sicuramente più pratiche, occupano meno spazio e possono essere utilizzate anche a tavola, in deroga al bon ton.
Naturalmente i laptop conservano ancora alcune funzionalità che gli attuali tablet non possono offrire, dunque la scelta radicale di partire per un viaggio senza un computer vero e proprio può essere condizionata dalle proprie necessità, spiega Mossberg:
Ho dedicato parte di ogni giornata alla lettura di centinaia di email, alla visione e revisione di documenti, mantenendomi aggiornato sui siti di notizie e i social network, e facendo altre attività non legate alla vacanza. L’iPad non mi ha dato problemi nello svolgere questi compiti. Ho potuto fare tutto senza problemi. Ma non stavo scrivendo documenti articolati, non ho utilizzato programmi particolari, creato o inviato presentazioni, o altre cose tipiche dei viaggi di lavoro che avrebbero richiesto un laptop.
Grazie alle numerose applicazioni, Mossberg è riuscito a fare quasi tutto, tranne due cose. Un documento Word conteneva molti commenti di revisione, quelli che si possono inserire affianco al testo per suggerire modifiche e correzioni, ma al momento non esiste alcuna applicazione che possa leggerli correttamente. Poi Mossberg voleva configurare Ping, il social network per la musica di iTunes, per un amico, ma non lo ha potuto fare perché per attivare i profili è necessario un computer e non è sufficiente l’iPad.
Ribadisco, tutto dipende dalle vostre necessità e dalle vostre abitudini. Infatti, alcuni giorni dopo la mia esperienza positiva con l’iPad a Parigi mi sono ritrovato nuovamente in un aeroporto. Una donna al gate ha notato che avevo un iPad, mi ha detto che non vedeva l’ora di liberarsi del suo laptop, e mi ha chiesto se un tablet potesse essere la giusta soluzione. Dopo aver scoperto che si trattava di un’analista finanziaria che lavora con molti fogli di calcolo, le ho sconsigliato il passaggio. Certo, puoi creare dei fogli di calcolo con un iPad, ma dubito che sarebbe felice di farlo senza una tastiera, programmi già conosciuti e la capacità di calcolo di un portatile.
Tratto da Il Post

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