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La Commissione Europea propone un mercato unico europeo delle telecomunicazioni per 500 milioni di c

15/11/2007
Martedì 20 novembre alle ore 12.20 presso la Rappresentanza a Milano della Commissione Europea a partire dalle 12.30 si potrà seguire in diretta alla conferenza stampa del Presidente della Commissione Josè Manuel BARROSO su "La revisione del mercato unico dell'Unione europea: nuovi strumenti di intervento e di partecipazione". Nella sede milanese della Rappresentanza UE sarà presente il dott. Mario Nava, Capo Unità  "Mercati finanziari" della Direzione generale Mercato Interno e servizi della Commissione, che risponderà  alle domande dei rappresentanti della stampa e del mondo degli affari.
Nava approfondirà  i principali aspetti della proposta, che delinea le strade possibili e le proposte concrete di azione per accrescere i vantaggi offerti ai cittadini e alle imprese dal mercato interno di 500 milioni di persone, attraverso il miglioramento funzionale dei mercati e gli aggiustamenti strutturali necessari. Questa rivoluzione apre uno scenario interessante per la comunicazione nei Paesi dell'Unione che avrà ripercussioni su tutte le strategie e le modalità comunicative di organizzazioni e istituzioni.
La Commissione ha adottato oggi le proposte di riforma delle norme UE in materia di telecomunicazioni. "Delle novità del "pacchetto comunicazione" ne ha parlato Fabio Colasanti, Direttore generale per la Società dell'Informazione ed ambasciatore della Commissione europea per l'Italia, giovedì 15 novembre in un incontro con i giornalisti".
Con la riforma la Commissione vuole consentire ai cittadini europei, ovunque si trovino e ovunque viaggino nell'UE, di beneficiare di servizi di comunicazione di migliore qualità e a prezzi più accessibili, sia per la telefonia mobile che per il collegamento veloce a Internet a banda larga che per la televisione via cavo. Per conseguire questo obiettivo, la Commissione propone di rafforzare i diritti dei consumatori, di ampliarne le possibilità di scelta, rafforzando la concorrenza tra gli operatori di telecomunicazioni, di promuovere gli investimenti in nuove infrastrutture di comunicazione, in particolare liberando lo spettro radio per servizi senza filo a banda larga, e di rendere più affidabili e più sicure le reti di comunicazione, in particolare per quanto riguarda i virus e gli altri attacchi informatici. Una nuova Autorità europea del mercato delle telecomunicazioni assisterà la Commissione e le autorità nazionali di regolamentazione delle telecomunicazioni nell'assicurare l'applicazione uniforme, indipendente e senza protezionismi delle regole del mercato e delle norme di tutela dei consumatori in tutti e 27 gli Stati membri dell'UE. Perché abbiano valore di legge, le proposte della Commissione devono essere approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei Ministri dell'UE.
"A partire da oggi il mercato unico senza frontiere per gli operatori europei di telecomunicazioni e per i consumatori cessa di essere un mero sogno", ha dichiarato José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea. "Le telecomunicazioni sono un settore in cui il mercato unico europeo può contribuire a conseguire risultati molto concreti per tutti i cittadini, in termini di maggior scelta e di prezzi più bassi, sia per la telefona mobile che per il collegamento a Internet a banda larga. Allo stesso tempo, un mercato unico di 500 milioni di consumatori offre nuove possibilità agli operatori di telecomunicazioni, a condizione che l'Europa contribuisca ad assicurare una concorrenza effettiva e l'uniformità delle regole del gioco. È per questa ragione che abbiamo deciso di agire oggi. Una regolamentazione più europea è particolarmente giustificata nel settore delle telecomunicazioni. Dopo tutto, le onde radio non si arrestano ai confini, e il protocollo Internet non ha nazionalità."
Viviane Reding, commissaria europea responsabile delle telecomunicazioni, ha dichiarato: "Le proposte di riforma delle telecomunicazioni presentate oggi mettono in primo piano i cittadini europei. Finora l'Europa ha realizzato importanti progressi aprendo i mercati delle telecomunicazioni a nuovi operatori e assicurando in modo progressivo una maggiore concorrenza. Tuttavia, gli operatori di telecomunicazioni dominanti, spesso ancora protetti dai governi nazionali, continuano a controllare segmenti di mercato determinanti, soprattutto per quanto riguarda la banda larga, il che limita la libertà di scelta dei consumatori. II 10% dei cittadini dell'UE continua a non disporre di accesso alla banda larga. Per guidare l'economia digitale europea sulla strada giusta sono perciò necessari nuovi diritti dei consumatori, una nuova dose di concorrenza, un sistema efficace di autorità di regolamentazione indipendenti del mercato delle telecomunicazioni, nuovi investimenti in infrastrutture competitive e più spazio per i nuovi servizi senza filo."
Il "pacchetto di riforme delle telecomunicazioni" presentato oggi dalla Commissione al Parlamento europeo a Strasburgo cambierà le norme UE del 2002 in materia di telecomunicazioni. Esso dovrebbe diventare legge entro la fine del 2009. Le sue principali caratteristiche sono le seguenti:

nuovi diritti per i consumatori, ad esempio il diritto di cambiare operatore di telecomunicazioni in 1 giorno, il diritto a informazioni tariffarie trasparenti e confrontabili, la possibilità di chiamare numeri gratuiti dall'estero e maggiore efficienza del numero unico europeo di emergenza (112);
una più ampia scelta per i consumatori grazie ad una maggiore concorrenza, in particolare offrendo alle autorità nazionali di regolamentazione il nuovo rimedio della separazione funzionale degli operatori di telecomunicazioni dominanti;
una maggiore sicurezza nell'uso delle reti di comunicazione, in particolare grazie a nuovi strumenti di lotta contro gli spam, i virus e altri attacchi informatici;
un "New Deal" dello spettro radio, la spina dorsale dei servizi di comunicazione senza filo, per incoraggiare gli investimenti in nuove infrastrutture e assicurare "l'accesso alla banda larga per tutti". Nelle zone rurali dell'UE in media solo il 72% della popolazione ha accesso alla banda larga. La Commissione intende ridurre questa "frattura digitale" mediante una migliore gestione dello spettro radio e rendendo disponibile lo spettro per servizi senza filo a banda larga nelle regioni in cui la costruzione di una nuova infrastruttura in fibra ottica sarebbe troppo costosa. La migrazione dalla televisione analogica alla televisione digitale libererà una parte consistente dello spettro radio (il cosiddetto "dividendo digitale") che può essere utilizzato a questo scopo;
una migliore regolamentazione del settore delle telecomunicazioni mediante la liberalizzazione dei mercati la cui l'apertura, realizzata sotto l'impulso dell'UE, ha già permesso di instaurare la concorrenza (cfr. IP/07/1678). Ciò permetterà alla Commissione e alle autorità nazionali di regolamentazione di concentrarsi sui principali ostacoli, quale ad esempio il mercato della banda larga;
controllori più indipendenti per garantire una regolamentazione equa nell'interesse dei consumatori. Troppo spesso le autorità di regolamentazione del settore delle telecomunicazioni conservano stretti legami con l'operatore dominante che, in molti paesi, appartiene in parte al governo nazionale. La riforma UE delle telecomunicazioni mira a rafforzare l'indipendenza dei controllori nazionali delle telecomunicazioni sia dagli operatori che dai governi.
Per attuare in modo rapido ed efficace la riforma, la Commissione propone di creare un'Autorità europea del mercato delle telecomunicazioni con il compito di assicurare che i servizi di comunicazione importanti (quali l'accesso Internet a banda larga, il roaming dei dati, la telefonia mobile a bordo degli aerei e delle navi e i servizi transfrontalieri per le imprese) siano disciplinati in maniera più uniforme nei 27 Stati membri. L'Autorità europea del mercato delle telecomunicazioni combinerà in modo più efficace le funzioni di due organismi esistenti: il Gruppo dei regolatori europei (ERG) e l'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA).
"Il regolamento UE sul roaming, adottato l'estate scorsa, ci ha permesso di trattare uno dei sintomi più visibili per i consumatori della mancanza di un mercato europeo unico delle telecomunicazioni", ha dichiarato la commissaria Reding (cfr. IP/07/1445). "Con le proposte di riforma presentate oggi, la Commissione va al cuore del problema: la frammentazione del mercato UE delle telecomunicazioni, che priva i consumatori europei dei vantaggi della concorrenza transfrontaliera in questo settore. È questa situazione che bisogna cambiare.
Contesto
Alla fine del 2005 la Commissione ha lanciato una consultazione pubblica sulla necessità di una riforma delle norme UE in materia di telecomunicazioni in vigore dal 25 luglio 2003 e sulla realizzazione di un mercato unico delle telecomunicazioni (cfr. IP/06/874). Le riforme proposte oggi si basano sui risultati della consultazione.

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