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La delegazione Ferpi al WPRF di Stoccolma

04/06/2010

Tra pochi giorni una delegazione Ferpi di circa 20 professionisti italiani parteciperà all’attesissimo WPRF di Stoccolma. Nel fermento dei preparativi pre partenza, _Valeria Cecilia_ fa il punto della situazione e scambia alcune battute con alcuni dei partecipanti.

di Valeria Cecilia
Ancora pochi, pochissimi giorni e si aprirà il World PR Forum di Stoccolma, dove professionisti, ricercatori e studenti di relazioni pubbliche di tutto il mondo si incontreranno, discuteranno sui diversi modi di praticare il mestiere, e tracceranno su una nuova carta della professione la visione finale comune del relatore pubblico di domani: gli Accordi di Stoccolma.
Se si escludono i medici, come ha ricordato il professor Azzoni nell’ incontro a Milano, e come ha sottolineato più volte Toni Muzi Falconi, è forse la prima volta che si organizza un tentativo di coordinamento a livello mondiale di una professione.
Ferpi, sponsor ufficiale del Forum, partecipa con una delegazione di più di venti tra professionisti, ricercatori e studenti. E in una sessione speciale di martedì 15, dalle 11 alle 11.45, sei nostri soci faranno un intervento nel quale racconteranno come, ognuno nel proprio ruolo e nel proprio network, vorranno adottare, interpretare e implementare gli Accordi di Stoccolma.
Toni Muzi Falconi, delegato Ferpi ai rapporti internazionali, terrà invece un intervento conclusivo in plenaria, il pomeriggio del giorno 15, nel quale esporrà il testo dei nuovi accordi di Stoccolma così come sarà ricomposto dai diversi contributi dei partecipanti al Forum, e illustrerà come lui, in qualità di responsabile del loro sviluppo, intenderà continuare a lavorarci nei prossimi due anni.
Abbiamo raccolto qui un’anticipazione dei sei interventi dei nostri soci, e anche le testimonianze degli altri soci che hanno deciso di andare a Stoccolma. Si parla di necessità di identità professionale, contenuti, etica, didattica, ricerca, di mutamenti geopolitici, scenari economici, nuove forme di comunicazione e di potere.
Alla base di tutto, tra le righe, si legge una comune forte voglia di capire in profondità i cambiamenti che sono in atto e il desiderio di andare a ritagliarsi un proprio compito e un proprio posto nell’ambito di quanto si sta svolgendo.
Si crede davvero, insomma, che il treno che sta passando potrebbe portare a una nuova svolta del ruolo del relatore pubblico nella società. A patto però, e anche questo sembra esser davvero chiaro a tutti, che ci si prepari bene. Niente improvvisazione, perché gli esami da sostenere sono molti e perché, come dice il professor Invernizzi, anche lui della squadra, “le premesse vanno agite”.
Intervengono per Ferpi al Forum di Stoccolma:

Rossana Revello, presidente di Chiappe Revello, sul rapporto tra sostenibilità e sviluppo delle PMI
“Il mio intervento al Forum di Stoccolma sarà focalizzato sul tema della sostenibilità, di cui mi sto occupando attivamente, nell’ambito della commissione cultura di Confindustria, attraverso la creazione di diversi forum territoriali rivolti alla sensibilizzare le pmi sul tema della responsabilità sociale e quindi della sostenibilità. E se da un lato quello che ne esce è che con le pmi c’è molto lavoro da fare, è vero anche che la base è più evoluta di quello che si potrebbe pensare. In questo senso gli accordi di Stoccolma arrivano al momento giusto, perché c’è un gran bisogno di sistematizzare i contenuti della nostra professione e anche di dargli una valenza etica. All’interno di questa duplice esigenza, la sostenibilità ha un ruolo importante, attraverso diversi elementi, che noi dobbiamo inserire nella nostro lavoro e trasmettere ai responsabili delle organizzazioni. Il primo è il fatto che la sostenibilità costituisce un vantaggio competitivo, sia economico che in termini di reputazione. Il secondo elemento su cui possiamo lavorare è la diffusione delle migliori pratiche, che servono a indicare le direzioni da prendere. Infine dobbiamo anche fare capire che la rendicontazione, il bilancio di sostenibilità, non può esser fatto come lavoro di facciata, ma come vera analisi.”


Stefania Romenti, professore di relazioni pubbliche, sull’esigenza di integrare i piani didattici dei con i contenuti degli Accordi dedicati alla ricerca e all’ascolto
“Gli Accordi di Stoccolma interpretano il cambiamento in atto nella professione, e rappresentano una preziosa guida per l’evoluzione futura delle conoscenze e delle competenze del relatore pubblico. Essi costituiscono pertanto un importante punto di partenza per riflettere sull’adeguatezza dell’offerta formativa universitaria in RP e comunicazione d’impresa. Se analizziamo i contenuti didattici dei corsi in RP degli atenei italiani, le lacune sono evidenti. Un esempio per tutti è rappresentato dalla mancanza di un orientamento alla cultura della valutazione e dell’ascolto o ancora di una solida riflessione sul funzionamento dei value networks e sulla natura dei pubblici al loro interno. Temi ai quali gli Accordi di Stoccolma fanno continuo riferimento. La mia intenzione è quella di adottare l’approccio partecipativo che ha caratterizzato gli Accordi. Prima di tutto di condividerli con i colleghi docenti di relazioni pubbliche nelle Università italiane, di discuterne con loro per trarne indicazioni utili a tradurli in metodi e contenuti didattici. La discussione sugli accordi verrà stimolata anche nell’ambito della comunità di pratica dei docenti che la Consulta Education Ferpi-Assorel è in procinto di lanciare”.


Italo Vignoli, Consulente in pubbliche relazioni
“Gli Stockholm Accords rappresentano uno stimolo per l’evoluzione della nostra professione, che ha sottovalutato – e in qualche caso ignorato – l’impatto della rete sulle relazioni pubbliche. Il testo sottolinea il ruolo educativo del relatore pubblico nei confronti degli stakeholder, che diventa fondamentale proprio per Internet, che è allo stesso tempo media (mezzo) e strumento di comunicazione. La rete è uno strumento fondamentale, forse unico, per l’ascolto degli stakeholder, e in questo senso offre potenzialità esplorate solo in parte, ma allo stesso tempo richiama il relatore pubblico a un ruolo di “guardiano” della trasparenza delle conversazioni tra l’organizzazione e i suoi pubblici. L’ascolto e la comprensione devono generare un processo virtuoso – two way symmetrical – in cui tutti sono chiamati al rispetto delle stesse regole (ovvero, l’ascolto e la comprensione devono essere reciproci). Quindi, il relatore pubblico deve essere un “cittadino illuminato” della rete, e deve aiutare i propri stakeholder a diventare anch’essi cittadini illuminati. La rete ha modificato in modo irreversibile i processi di comunicazione, e gli Stockholm Accords contengono tutti gli elementi necessari per riportare al centro di questi processi la figura del relatore pubblico, nell’interesse non solo suo ma dei suoi stakeholder”.


Amanda Succi, membro del consiglio nazionale Ferpi, delegato regione Sicilia
“Gli accordi di Stoccolma rappresentano una call to action, una chiamata all’applicazione pratica dei principi che la GA ritiene che si debbano osservare in tutti i paesi in ambito di relazioni pubbliche. Il compito di ogni professionista e di ciascuna associazione è dunque quella di attivare un’azione di divulgazione dei principi individuati dalla GA nei territori di competenza. Ma ogni territorio presenta delle caratteristiche sociali, economiche, culturali e percettive specifiche che noi professionisti dobbiamo conoscere in profondità affinché si possa instillare nelle aree specificate (governance, management, etc.) la corretta visione, relazione e applicazione del ruolo rappresentato dalle relazioni pubbliche. Benché i miei clienti appartengano a diverse aree dell’Italia, la mia base operativa è in Sicilia e, nella qualità di delegato Ferpi Sicilia, questo mi porta a comprendere come, purtroppo ancora oggi, zone come questa hanno bisogno di essere maggiormente stimolate a valutare l’efficacia dell’applicazione della nostra professione. Da qualche tempo mi occupo di sviluppare quello che si potrebbe definire Relazioni Pubbliche Euro-Mediterranee. In questo ambito, gli accordi di Stoccolma trovano un terreno, a mio parere, molto fertile: le diversità strutturali rappresentate dai diversi paesi che compongono quest’area, ci obbligano costruttivamente a dedicare maggiore sensibilità e attenzione all’applicazione del call for action”.


Anna Adriani, direttore delle relazioni pubbliche per Illy
“Credo che gli Accordi di Stoccolma, anche per come sono nati e per l’approccio collaborativo che li ha visti definirsi e perfezionarsi, rappresentino per noi relatori pubblici un salto di qualità innanzi tutto identitario e culturale. Distillano infatti le pratiche professionali più avanzate all’interno delle organizzazioni più evolute e definiscono con chiarezza dove e come le relazioni pubbliche possono portare valore e fare realmente la differenza.. Nell’ambito dell’azienda nella quale opero questi Accordi – che ho già cominciato a condividere e a discutere coi miei collaboratori a livello globale – mi aiuteranno a strutturare in modo più incisivo il mio apporto per quanto concerne, innanzi tutto, governance e sostenibilità. Una ‘stakeholder company’ come illycaffe’ – cosi’ la definisce proprio l’azionista – non può che basare il suo operato su un ascolto organizzato e diffuso delle istanze dei propri interlocutori, sul loro coinvolgimento, sulla capacità di fornire risposte che si incarnino in comportamenti. penso ad esempio a tutto quello che già stiamo facendo e che potremo fare nella gestione delle relazioni coi coltivatori di caffè dai quali comperiamo la nostra materia prima, affiancando e stimolando chi e’ preposto agli approvvigionamenti e predisponendo strumenti ad hoc di ascolto e analisi. Anche il percorso che abbiamo avviato di certificazione di sostenibilità che coinvolge tutta l’organizzazione va nella stessa direzione".


Grazia Murtarelli, Uniferpi
“Credo che quella degli studenti sia una comunità importante per gli accordi di Stoccolma, perché costituiscono i professionisti di domani che devono essere preparati al loro ruolo in azienda. Uniferpi è un canale privilegiato di contatto con la comunità degli studenti, perché agisce dentro le università italiane. Quello che abbiamo constatato come Uniferpi, anche grazie ai canali di comunicazione on line, il nostro blog, che c’è una insoddisfazione dei corsi di laurea anche tra gli stessi studenti. Gli Accordi di Stoccolma rappresentano una opportunità di sviluppare una coscienza di cosa andremo a fare dopo”.

Gli altri che hanno deciso di partire per Stoccolma:

Emanuele Invernizzi
Partecipa al Forum di Stoccolma, dove farà un intervento in qualità di Presidente di Euprera e contribuirà ai lavori di sviluppo degli Accordi. “Sono convinto – dice – che la professione stia cambiando in modo rapido e profondo verso il rafforzamento del proprio ruolo all’interno delle organizzazioni. E a questo cambiamento voglio dare il mio contributo”.
Gli Accordi di Stoccolma secondo Invernizzi rispecchiano una parte del cambiamento in atto, che è ancora più ampio di quello delineato dagli Accordi, perché dice, “ci sono sia le opportunità del mercato (le organizzazioni hanno tutte bisogno del supporto della comunicazione) che le potenzialità della professione”. In particolare, Invernizzi sostiene che il margine di crescita ad oggi più importante del ruolo del relatore pubblico nelle organizzazioni stia nei due ambiti della Governance e del Management, “ma – precisa – ci vuole grande preparazione ed esperienza perché le premesse possano essere convertite in azioni. E c’è anche bisogno di accelerare il processo. I professionisti” – conclude- si devono impegnare, e già la formazione nell’ultimo decennio ha fatto passi da gigante.”


Florence Castiglioni, Segretario Generale Ferpi
“Io a Stoccolma vado perché ho partecipato a quasi tutti i meeting della Global Alliance, sin dal primo a Roma, e quindi è diventato un appuntamento annuale al quale mi piace essere….si incontrano e reincontrano tanti colleghi di tutto il mondo, ci si scambia informazioni e notizie e soprattutto quest’anno, almeno secondo le premesse, si assiterà ad un evento ‘storico’ di ridefinizione delle relazioni pubbliche”.


Andrea Carobene
“…spero di poter contribuire a una riflessione mondiale sul futuro che ci attende…… Se il relatore pubblico ha come sua vocazione quella di essere le “antenne” di una organizzazione verso l’esterno, credo che l’incontro fra le antenne di tutto il mondo rappresenti un’occasione unica per aiutarci a comprendere i cambiamenti che stiamo vivendo. Favorire l’incontro tra i mutamenti di una società in rapida evoluzione con le aspettative e le potenzialità delle organizzazioni per le quali operiamo è la grande sfida che dobbiamo affrontare. E Stoccolma con i suoi Accordi ci dirà come…”


Marta Bensi e Valentina Calaminici
”…Ci aspettiamo un confronto con i colleghi degli altri Paesi su tutti gli aspetti legati alle nuove forme di comunicazione e ai risvolti delle stesse nei confronti della nostra professione. In particolare la nostra attenzione sarà focalizzata sul web e il social media marketing.”


Elena Luberto
”…In un mondo sempre più globalizzato appare sempre più urgente, oltre che proficuo esaminare i propri modelli culturali e professionali di riferimento, metterli in discussione e confrontarli con altri più giovani, per arrivare, se possibile, a una nuova definizione dei medesimi. L’opportunità di confrontare, la possibilità di dialogare, di mettere in crisi, ma anche di tentare nuove strade per la professione: è questa, credo, la sfida che ci attende al Forum Internazionale delle Relazioni Pubbliche…”


Nicoletta Cerana
“…Credo che da questo evento uscirà la visione delle relazioni pubbliche cioè quello che saremo tra 10-15 anni. Una visione nuova e diversa del nostro ruolo professionale, una visione destinata a cambiare radicalmente il nostro modo di essere e di operare…”_


Anna Pelucchi
”… la produzione del nuovo manifesto globale sulle RP, sono certa possa contribuire alla reale concretizzazione di un documento che detti le future linee guida della professione. Di questo ognuno di noi dovrà essere poi consapevolmente responsabile, agendo con coerenza e trasparenza, divenendone portavoce nelle imprese gestite, pubbliche o private, e di qualsiasi dimensione esse siano, assegnando alle RP il ruolo che gli spetta, non solo teorico, come spesso erroneamente ritenuto, ma decisamente concreto, strategico e misurabile…”


Biagio Oppi
”Vado a Stoccolma per sviluppare contatti internazionali e confronti con altri professionisti, ma anche perché la Svezia è la mia seconda patria, dato che mia madre è svedese. Dagli Accordi mi aspetto soprattutto di confrontarmi con altri paesi, capire come lavorano, se sono maturi per recepirli, perché se guardiamo alla situazione italiana gli accordi sono un punto di arrivo, che non è facile applicare nella realtà…poi vorrei conoscere bene la delegazione Ferpi, fare gruppo, e portare una bella immagine di Ferpi nel mondo.”

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