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La Ferpi ricorda Aldo Chiappe nel primo anniversario della sua scomparsa

20/12/2005
In occasione dell'ultimo incontro del 2005 del ciclo "Fuori orario", che Ferpi Lombardia organizza periodicamente all'ora dell'aperitivo, la Ferpi ha voluto commemorare Aldo Chiappe in occasione del primo anniversario della sua morte. Il suo ruolo nelle relazioni pubbliche e la sua grande statura umana è stato evocato da Marco Squarcini suo storico collaboratore.Suscitatore dei ricordi personali di ciascuno dei presenti, Squarcini ha esordito ribadendo che "Chiappe è stato uno dei padri della nostra giovanissima professione. I medici hanno come padre Esculapio; gli avvocati Cicerone; gli architetti il Padreterno, noi invece abbiamo la fortuna di incontrare ancora i nostri padri fondatori ".Tra questi ha menzionato alcuni nomi dei presenti in sala quali Attilio Consonni, Flò Castiglioni, Dario Faggioni, Vladimiro Vodopivec e la "molto meno antica" Patrizia Rivani Farolfi.Seduta in prima fila ad ascoltare le parole di Squarcini c'era anche Mimma Chiappe a testimoniare la vitalità di un personaggio che ha saputo crearsi la propria professione, e ancor meglio ha saputo tirarsene fuori e dedicare dieci anni della sua vita ma potevano essere venti, o di più alle sue passioni, agli amici, alla scuola, alla compagna della sua vita. Molto la professione gli deve come per esempio l'intuizione, da tutti noi ormai assimilata, che le Relazioni Pubbliche possono essere non solo organizzazione di operazioni ma consulenza direzionale da elargire dall'esterno, in una struttura specializzata, a tanti clienti insieme.Squarcini ha inoltre elencato un breve catalogo delle medaglie di Aldo Chiappe: la prima agenzia di Relazioni Pubbliche in Italia; il primo contratto istituzionale con una impresa mondiale, la Carl Byoir; la prima scuola non accademica di Relazioni Pubbliche, l'ISFORP da cui secondo Squarcini provengono almeno cinquecento dei professionisti attivi in questo mercato. "Anzi -  ha rammentato Carmelo Stancapiano -  il 'furor' formativo di Chiappe si era manifestato ancora prima dell'ISFORP, ed ha continuato ad ardere dopo, con l'impegno all'Università di Genova portato avanti fin sulla soglia dell'Ineffabile ". A questa capacità di trasferire esperienza si è rifatto anche Andrea Prandi, presidente FERPI, che ha raccontato del suo avvicinarsi alla professione grazie anche ai consigli richiesti a Chiappe e da lui così generosamente elargiti.Che cosa lascia Aldo Chiappe oltre all'eredità di affetti e all'imprinting trasferito su centinaia di allievi e di collaboratori? Attilio Consonni e Mimma Chiappe hanno parlato di ricerche per riportare in luce scritti e interventi nelle occasioni professionali. Marco Squarcini si ricorda di preziosi testi progettuali probabilmente sommersi in archivi delle aziende clienti, ma più che ai testi scritti, egli crede di più al flusso sotterraneo di insegnamenti, esempi, metodi e rigore che Aldo ha saputo immettere nel corpo vivo della professione. E a questo proposito, anche per introdurre il tema "Le RP in redazione: collaborazione, conflitto o dipendenza?" previsto per l'incontro di "Fuori Orario", Squarcini  ha raccontato un episodio avvenuto a Genova una trentina d'anni fa. Convocato da un famoso e disinvolto finanziere, Aldo fu tratto da una parte e gli fu chiesto: quanto costa "la Repubblica"?', e lui: centocinquanta lire, come tutti i quotidiani.Naturalmente non ebbe il cliente, però ha avuto la stima e il rispetto di quanti lo hanno conosciuto. E gli applausi dei vecchi e dei giovani presenti quella sera all'incontro al RitaCaffè.Vladimiro Vodopivec

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