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La forza propulsiva del 5x1000 e i relatori pubblici

18/04/2006

Alcune considerazioni della nostra socia Roberta Zarpellon su No Profit e Comunicazione.

La campagna  di  raccolta  fondi del 5x1000 è partita di gran carriera.Solo nella mia casella di posta elettronica (personale) sono già arrivate, in meno di una settimana, cinque mail da altrettante associazioni. E questo è solo linizio, mi dicono colleghi delle associazioni no profit: sarà certamente così visto che sono 29.660 le associazioni iscritte nellapposito elenco dellAgenzia delle Entrate che possono ambire a ricevere la quota del 5x1000 dellimposta sul reddito delle persone fisiche. Ovviamente, senza contare i comuni, enti di ricerca scientifica ed università.Questa grande mobilitazione di energie, azioni, valori non può passare inosservata a noi comunicatori perchè porta con sè un aspetto molto qualificante ed importante per la nostra attività. Infatti,  forse per  la prima volta in maniera così tangibile e molto pragmatica, si dimostra alla società civile (e non solo a quella comunità professionale che già lo sa da tempo) il peso specifico della comunicazione. Non credo sia così ovvio ma potrebbe essere lavvio di una reazione a catena molto interessante.Non parlo, ovviamente, per quelle associazioni no profit che già annoverano comunicatori e soci Ferpi nella propria cabina di regia (forse qualche centinaia i primi, alcune decine i secondi) ma per tutte quelle, e sono migliaia, che, di fatto, non hanno mai affrontato in maniera organizzata e consapevole la loro attività di comunicazione esterna ed interna. Un solo esempio. Nel territorio dove opero ci sono, in una cittadina di circa 40.000 abitanti, ben 45 associazioni iscritte nellapposito elenco: circa il 40% di queste non fa alcuna attività di comunicazione, il 50% ha una limitata attività di comunicazione che si sviluppa in qualche sporadico evento e in qualche comunicato stampa, solo il restante 10%  ha unattività organizzata di comunicazione. E sto parlando di Nordest, larea che conosce una vastissima dimensione del fenomeno no profit...Ecco, allora, a mio avviso, la grande forza propulsiva del 5x1000 come occasione per dimostrare che la buona gestione della propria comunicazione, la corretta e continuativa azione di ascolto, condivisione, ricerca di strumenti ed occasione di confronto è premiante. Chi donerà ad una sconosciuta, anche se meritoria, associazione il suo 5 x1000? Come contribuente, prima ancora che comunicatore, cercherò di donare a chi, negli anni, ha dimostrato con i fatti di lavorare correttamente, avrà cercato occasioni per incontrarmi, mi avrà invitato a condividere progetti e valori. Insomma, avrà, ai miei occhi, un buona reputazione.E allora, è forse grazie al 5 x1000 che si diffonderà una nuova consapevolezza sulle funzioni e scopi del comunicare nel no profit? E se così fosse, chi se non i relatori pubblici potranno accompagnare la crescita e lo sviluppo di un no profit che tanto realizza e che, ancora, poco comunica?
Roberta Zarpellon

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