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La mia idea di FERPI

28/03/2007

La risposta di Gianluca Comin alla lettera aperta del Comitato Esecutivo FERPI.

Roma, 26 marzo 2007
Gentile presidente, gentili consiglieri, cari colleghi soci,
prima di tutto un ringraziamento a tutti coloro che su questo sito o personalmente hanno avuto parole di incoraggiamento alla mia candidatura e che hanno testimoniato della passione, azzarderei dell'amore, che hanno per la nostra Ferpi.
Non intendo definire ora il Programma, che presenteremo nelle prossime settimane assieme al Piano delle azioni e attività del biennio; vorrei lanciare, invece, alcuni cantieri di lavoro, per i quali chiedo a tutti i soci di contribuire con idee, esperienze e suggerimenti. Vorrei trattare solo alcuni argomenti - forse tra i più importanti, ma certamente non gli unici all'attenzione della nostra Associazione - in una logica di continuità con il lavoro fatto da Andrea Prandi e Fabio Bistoncini negli ultimi due anni, ma anche con le idee e l'attività di Sissi Peloso, Toni Muzi Falconi e di tutti coloro che negli anni passati hanno ricoperto cariche dirigenziali. Il pensare che la Ferpi sia ad immagine e somiglianza del Presidente pro-tempore, o di questo o quel socio, significherebbe svilire il ruolo che dal 1970 ad oggi hanno avuto i tanti che si sono impegnati per l'Associazione.
Quindi, continuità nella storia della nostra Associazione, ma anche innovazione e coraggio di cambiare, perché questo è richiesto a noi professionisti della comunicazione e delle relazioni pubbliche, osservatori e spesso anticipatori di nuovi linguaggi, del mutamento dei gusti e delle mode, delle sensibilità politiche.
Cosa significa essere soci Ferpi oggi? Significa certamente fare parte di una comunità professionale che ha l'ambizione di rappresentare un punto di riferimento culturale e operativo per il mondo della comunicazione e delle relazioni pubbliche a livello nazionale. Ma non basta. La crescente importanza della comunicazione professionale nella società, nelle imprese, nelle istituzioni e nella politica aumenta la responsabilità di coloro che di questa professione ne fanno un mestiere o temi di ricerca, di studio e di insegnamento. Ma aumenta la responsabilità anche per la nostra Ferpi che, sempre di più, deve rappresentare comunicatori ed operatori delle relazioni pubbliche verso le istituzioni, le imprese, la società civile.
Quindi una Ferpi più autorevole e rappresentativa nel senso di "casa" di un numero crescente di professionisti delle imprese, della consulenza, delle istituzioni pubbliche, dell'università.
Una Ferpi più giovane e vitale, veloce ad intervenire sui temi del nostro mondo, per capire le novità della nostra professione e in colloquio continuo con il mondo universitario e con gli studenti di comunicazione.
Una Ferpi capillare e radicata nel territorio, che stimoli dal basso idee, contributi e progetti.
Una Ferpi internazionale, al centro delle relazioni tra le principali associazioni di altri Paesi, capace di indicare una "via italiana" alle relazioni pubbliche e di confrontarla con le migliori pratiche internazionali.
Per una Ferpi autorevole, rappresentativa e moderna
Dobbiamo lavorare per chiamare un numero crescente di professionisti ad iscriversi alla nostra Associazione. Solo allargando la base dei soci potremo rendere la Ferpi più forte, prima di tutto finanziariamente, poi come luogo di incontro, di dibattito, di elaborazione di idee. Una Ferpi più numerosa e più visibile è di conseguenza anche un interlocutore istituzionale più autorevole e rappresentativo.
Dobbiamo rafforzare le attività di Ferpi nel promuovere iniziative di formazione e di aggiornamento della professione, ma anche trovare come è da anni l'Oscar di Bilancio opportunità di valorizzazione del nostro mestiere, consapevoli che un tema dovrà avere da parte nostra grande attenzione: l'etica della nostra professione e la tutela di chi fruisce del nostro lavoro o ne è coinvolto.
Una Ferpi moderna è anche una associazione che si allarga alle professioni che crescono e cambiano, che dà spazio alla comunicazione pubblica e a quella del mondo del no profit.
Per una Ferpi giovane, aggiornata e vitale
In una fase di così grande sviluppo della professione verso ambiti specialistici sempre più differenziati e complessi, assume un ruolo cruciale il rapporto con l'Università, che è chiamata a formare i giovani che saranno i professionisti di domani.
La Ferpi può e deve impegnarsi per essere un interlocutore privilegiato del mondo universitario e deve soprattutto moltiplicare le relazioni con i diversi Atenei italiani e stranieri e in particolare con i corsi di Comunicazione e di Relazioni Pubbliche.
L'obiettivo deve essere quello di avvicinare l'accademia al mondo della professione e del lavoro, collaborando con gli operatori dell'università nella progettazione di nuovi corsi di laurea, di master utili all'evoluzione della professione, ma anche attraendo gli studenti verso l'Associazione in modo che diventi punto di riferimento e luogo attrattivo per informazioni, stimoli professionali, link verso il mondo del lavoro.
Per raggiungere questi obiettivi, ma anche per stimolare l'iscrizione e la partecipazione degli studenti alla vita associativa, va potenziata l'attività, che da qualche anno viene svolta con risultati interessanti, di Consulta Education e di Uni>Ferpi.
Per una Ferpi capillare, radicata e interlocutrice nel territorio
Non ci sarebbe una Ferpi rappresentativa, autorevole e vivace senza il lavoro di tanti colleghi sul territorio.
Il ruolo delle sezioni territoriali regionali ha avuto alti e bassi negli anni, ma sono convinto che proprio da qui dobbiamo ripartire per rafforzare la nostra Associazione.
Il lavoro di Piero Vecchiato, che ha interpretato in questi anni la sua delega con grande passione, e quello di tanti colleghi referenti territoriali come Filippo de Caterina in Lombardia, Mariapaola La Caria in Triveneto, Giancarlo Panico in Campania, Amanda Succi in Sicilia, Celeste Bertolini in Lazio e Sabina Alzona in Liguria, dimostra che c'è molto spazio ancora per costruire sul territorio attività di formazione ed aggiornamento, relazioni con le istituzioni e con i media, iniziative di promozione della nostra professione ed Associazione.
Il Delegato territoriale è quindi una figura fondamentale per la nostra Federazione perché fa capire "personalmente" che cosa fa la Ferpi, quali sono i suoi obiettivi e le sue attività. Il Delegato è la persona che rappresenta la Ferpi sul territorio, che facilita la comprensione delle politiche attivate, che fa capire il senso ed i vantaggi di aderire alla Federazione, che accorcia le distanze tra gli organismi dirigenti ed il singolo socio.
Dobbiamo insomma spostare il focus di alcune nostre attività dalle tradizionali capitali di Ferpi (Milano e Roma) alle città del Nord, Centro e Sud d'Italia. Dobbiamo identificare più proficui strumenti di dialogo istituzionale tra gli organi associativi centrali e le sezioni regionali, magari rendendo istituzionale e permanente la Consulta dei delegati territoriali.
Se avremo coraggio di dare spazio e riflettori ai colleghi sul territorio avremo risultati sorprendenti.
Per una Ferpi sempre più internazionale
Nella comunità professionale mondiale, la Ferpi è valutata fra le più dinamiche e attive associazioni professionali. Abbiamo partecipato attivamente alla creazione della Global Alliance for Public Relations and Communication Management che oggi comprende 63 associazioni per oltre 150 mila professionisti che ne fanno parte (Garbagnati è nel comitato esecutivo). La Ferpi e il nostro Paese hanno ospitato ed organizzato i primi due Festival Mondiali delle Relazioni Pubbliche, il primo proprio in Enel, a Roma, il secondo a Trieste, contribuendo a rilanciare la Confederazione Europea delle Relazioni Pubbliche, di cui Ferpi vanta la vicepresidenza di Gianni Rizzuti. I nostri soci sono invitati di frequente a presentare relazioni, opinioni e ricerche in convegni e conferenze internazionali della disciplina.
Questi risultati spingono la nostra Associazione a mantenere uno standard elevato di idee, progetti, opinioni e partecipazioni, consolidando e sviluppando la nostra reputazione nel mondo. Non si può oggi fare relazioni pubbliche senza avere una prospettiva culturale e professionale internazionale. E sono certo che i nostri rappresentanti nelle organizzazioni internazionali, ma anche il dibattito e i contributi di molti soci, saranno utili ad indicare una "via italiana" alle relazioni pubbliche.
* * *
Vorrei concludere questo breve intervento accennando alle modalità che hanno portato alla mia candidatura. Quando, mesi fa, è stata sondata la mia disponibilità a prendere il testimone di Andrea Prandi alla guida dell'Associazione ho riflettuto su quali dovessero essere le caratteristiche e quale lo spirito di chi guida una importante e storica Associazione di professionisti, il cui ruolo sta divenendo sempre più centrale nella società civile e in quella dell'impresa.
La risposta che mi sono dato è bene riassunta nella "Lettera Aperta" che alcuni componenti del Consiglio direttivo nazionale hanno diffuso giorni fa:- un presidente che "sappia gestire competenze diverse", valorizzando le molteplici attività e capacità dei molti che ieri si sono impegnati e che domani si impegneranno sui diversi fronti della rappresentanza;- un presidente che conosca la nostra associazione, e che quindi non disperda il lavoro avviato nel recente passato e le esperienze accumulate nella lunga storia di Ferpi;- un presidente "di sintesi", che sappia ascoltare, capire e dare voce, unificandole, alle varie anime che vivono e si confrontano nella associazione, portatrici di esperienze diverse, di modi di essere differenti, di valori distinti, ma tutte rivolte verso uno sviluppo positivo di Ferpi.
Credo di poter assicurare i firmatari della Lettera Aperta e tutti i soci, che questo è anche il mio modo di vedere e poco conta che il presidente sia un "uomo d'azienda", perché anche chi lavora o amministra una società di consulenza, magari la propria, chi guida le relazioni esterne di un ente locale o opera nell'Università è un "uomo d'azienda" inteso nella sua capacità di valorizzare e far accrescere il valore di quello che fa.
La mia candidatura, dunque, va intesa come un condiviso modo di vedere il ruolo del presidente, alla guida di una squadra competente, visibile e, perché no, appassionata e soddisfatta di lavorare assieme. Sono contento che anche questa volta la Ferpi abbia deciso di identificare un candidato unitario che avvii in queste settimane prima dell'Assemblea un proficuo e condiviso lavoro di messa a punto delle strategie, del programma e del piano d'azioni del biennio con il contributo di tutti, soci esperti di lunga data, nuove leve della Ferpi, giovani professionisti e studenti. Questa è una linea che condivido. Non sarei disponibile a battaglie elettorali che dividano l'Associazione.
Restando qualche riga ancora sul metodo, voglio riprendere alcune parole che ha usato Piero Vecchiato, che molto ha dato in questi anni alla valorizzazione e al rilancio del territorio come volano di crescita di Ferpi. Ha parlato di "semplicità, chiarezza, trasparenza, fiducia, solidarietà, reputazione, DIALOGO". Di centralità della persona e di "calore" nella casa Ferpi. Condivido pienamente e mi domando: Ma non è anche quello che facciamo o dovremmo fare nella nostra comunicazione quotidiana di professionisti? Non è il tratto distintivo del buon comunicatore rispetto al "praticone" della professione? Piero, grazie, ti vorrei al mio fianco, per continuare l'opera che hai iniziato con successo e dedizione.
Infine due parole su di me. Ho 44 anni, sono sposato ed ho tre bambini, Enrico e Filippo, gemelli di 11 anni, e Ginevra di 5 anni. Ho fatto il giornalista per dieci anni, spaziando in ogni settore, tra i quali negli ultimi cinque anni nel servizio politico-parlamentare. Ho ricoperto l'incarico di portavoce e capo ufficio stampa del ministro dei Lavori Pubblici, Paolo Costa, tra il 1997 ed il 1999. Ho guidato le relazioni esterne di Montedison, le relazioni con i media di Telecom Italia e, dal 2002 sono direttore della Comunicazione di Enel. Tra le diverse esperienze, la formazione come docente in corsi e master universitari, l'esperienza associativa in Confindustria, quella manageriale in consigli di amministrazione e comitati operativi.
Nel ringraziare, dunque, coloro che hanno pensato alla mia candidatura, auspico che ai "cantieri di lavoro" partecipino con il loro contributo la maggior parte di voi.
Con cordialità,
Gianluca Comin
gianluca.comin@enel.it
 

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