Filippo Nani - Presidente FERPI
La parola di questo mandato è comunità: ritrovata, ricostruita, rimessa in movimento. Una comunità che ha saputo tornare a riconoscersi, a stare insieme, a produrre valore per i soci.
Care socie e cari soci,
Raccontare tre anni di mandato significa sempre offrire una sintesi parziale: si scelgono fatti, iniziative, risultati, ma si rischia di non restituire fino in fondo l’umanità, l’energia e la qualità delle relazioni che hanno attraversato questo percorso.
Eppure, se devo indicare il risultato più importante di questi tre anni, scelgo senza esitazione la ricostruzione di una comunità professionale.
FERPI arrivava da una fase in cui il senso di appartenenza si era in parte affievolito, i legami si erano allentati e la percezione della forza collettiva dell’associazione si era fatta meno nitida. Per questo, al centro degli obiettivi di questo mandato, avevamo messo un lavoro costante, consistente e coerente per restituire energia e vitalità alla nostra comunità professionale.
Costante, perché ha attraversato l’intero mandato ed è passato non solo attraverso eventi e attività, ma anche da uno stile aperto, inclusivo, orientato al confronto e alla partecipazione. Consistente, perché ha coinvolto tutti i livelli dell’associazione: commissioni, delegazioni regionali, singoli soci, comunicazione. Coerente, perché ha voluto riaffermare un’idea precisa della nostra professione: le relazioni come valore, non soltanto come strumento.
In questo mandato siamo tornati a dare forza allo stare insieme, all’ascolto reciproco, alla partecipazione, alla progettazione comune. Abbiamo ricostruito un tessuto associativo vivo, capace di riconoscersi, attivarsi e produrre valore. Ed è proprio da questa ritrovata coesione che FERPI ha recuperato energia, autorevolezza e protagonismo, tornando ad avere un ruolo riconoscibile e ascoltato nel panorama professionale del nostro Paese.
Questa ricostruzione non è rimasta sul piano simbolico. Si è tradotta in risultati concreti. Tra questi, il Media Focus quotidiano di Telpress, che ha offerto ai soci uno strumento di aggiornamento quotidiano puntuale e qualificato, rafforzando il valore dell’appartenenza. E i FERPIPoint, che hanno dato forma a una modalità semplice ed efficace di vivere la rete associativa come spazio di incontro, prossimità e scambio professionale.
In questo percorso si colloca anche la nascita del FERPILab, pensato come spazio di elaborazione, confronto e partecipazione. Un luogo capace di stimolare idee, visioni e contributi condivisi, e anche questo di rimettere in circolo energie e senso di appartenenza.
Nella stessa direzione va letta la convenzione con Casagit, che ha ampliato il sistema di opportunità e tutele per i soci, confermando l’idea di un’associazione capace non solo di rappresentare, ma anche di accompagnare concretamente i propri iscritti.
Molto significativo è anche il dato sulla partecipazione associativa: in questo triennio sono entrati in FERPI 188 nuovi soci. È un risultato importante, che racconta una Federazione tornata attrattiva, credibile e capace di coinvolgere nuove professionalità. I mancati rinnovi sono stati in larga parte legati alla gestione di situazioni pregresse, come quote non versate o controversie non risolte, e hanno rappresentato un passaggio di chiarimento e maturazione per l’associazione. I nuovi ingressi, invece, sono stati il segnale più chiaro di una FERPI che ha ritrovato fiducia, apertura e capacità di attrarre nuove energie.
Un ruolo decisivo in questo lavoro lo hanno avuto anche le commissioni tematiche, spesso vero motore di elaborazione e proposta sui temi centrali della nostra professione. Il loro impegno ha confermato quanto sia essenziale, per FERPI, un radicamento diffuso nella società civile: una condizione necessaria non solo per essere rappresentativi, ma per essere rilevanti.
Anche la dimensione digitale ha accompagnato questa crescita: il profilo LinkedIn di FERPI ha superato i 20 mila contatti, segno di una maggiore visibilità, di una voce più forte e di una crescente capacità di presidiare gli spazi del dibattito professionale contemporaneo. Molto positivo anche il dato sull’attività di Media Relations: dal 01/08/2023 ad oggi sono usciti 3.588 articoli che citano FERPI (fonte Telpress).
Sul piano del posizionamento esterno e internazionale, un momento particolarmente significativo è stato l’evento con la Global Alliance in occasione dell’ultima edizione di InspiringPR. È stato un riconoscimento importante per FERPI e per la sua capacità di essere nodo attivo nelle reti internazionali della professione, dopo anni di colpevole assenza. E lo stesso InspiringPR, che quest’anno arriva alla dodicesima edizione, testimonia la solidità di un percorso ormai riconosciuto come punto di riferimento per la nostra comunità.
Determinante è stato anche il lavoro svolto sul fronte della crescita professionale attraverso la CASP. In questi tre anni l’attività formativa si è sviluppata secondo una logica corale, fondata sulla partecipazione attiva e sulla qualità del contributo di tanti soci. Questo ha consentito di offrire alla comunità FERPI oltre cento iniziative formative – l’ultima proprio mercoledì scorso con la presentazione dell’European Communication Monitor - tra corsi CASP, appuntamenti organizzati con FERPILab, iniziative nazionali e attività delle delegazioni, per un totale di quasi 240 ore di formazione. In questo triennio è stato inoltre introdotto un nuovo sistema dei crediti formativi, più chiaro ed equo, ed è stata progettata una piattaforma digitale per la fruizione asincrona dei corsi, destinata a rappresentare un ulteriore passo avanti nel prossimo mandato. Particolarmente importante è stato anche il fatto che, nell’ultimo anno, la CASP sia riuscita a garantire un’offerta formativa di qualità senza oneri per FERPI, grazie alla disponibilità e alla competenza di chi ha messo gratuitamente a disposizione tempo e know-how.
Allo stesso modo, l’Oscar di Bilancio ha continuato a rappresentare un presidio di autorevolezza per FERPI, mentre il suo roadshow in giro per l’Italia ha portato nei territori il confronto su trasparenza, rendicontazione e cultura della responsabilità, rafforzando ulteriormente la presenza pubblica dell’associazione.
C’è poi un dato gestionale che considero particolarmente rilevante: per il secondo anno consecutivo, dopo una partenza in salita, il bilancio FERPI chiude in attivo. È un segnale concreto di riequilibrio, consolidamento e capacità di governo. Resta però evidente il nostro tallone d’Achille: la regolarità associativa, su cui sarà necessario continuare a lavorare con determinazione, perché la solidità di una comunità passa anche dalla piena partecipazione e dalla responsabilità condivisa dei suoi membri.
Infine, c’è un elemento meno formale ma non meno significativo: quella chat WhatsApp spesso caotica, a tratti perfino fastidiosa, ma anche straordinariamente viva. Una chat che ha accorciato distanze, moltiplicato occasioni di scambio, rafforzato relazioni. Anche lì si è vista una FERPI tornata a essere comunità vera.
Se dunque c’è una parola che può riassumere questo mandato, è proprio comunità. Una comunità ritrovata, ricostruita, rimessa in movimento. Una comunità che ha saputo tornare a riconoscersi, a stare insieme, a produrre valore per i soci e a riaffermare il proprio ruolo nel Paese. E che ha ritrovato questa forza anche grazie ai suoi territori, alla loro vitalità, alla loro capacità di essere presidio, relazione e presenza concreta. Questo, per me, è il risultato più importante di questi tre anni: aver restituito a FERPI non solo iniziativa e visibilità, ma soprattutto il senso profondo dell’appartenenza e la forza di essere di nuovo protagonista.