Ferpi > News > La riforma dell'aggiornamento professionale FERPI

La riforma dell'aggiornamento professionale FERPI

08/08/2006

In un intervento dello scorso 30 maggio, il Vice Presidente Fabio Bistoncini spiega le novità relative al sistema di aggiornamento professionale riservato ai soci FERPI.

La prossima assemblea straordinaria di Sorrento (17 giugno), si svolge a metà del mandato dell'attuale dirigenza. Rappresenta quindi l'occasione migliore per fare il punto su quanto fatto e definire i prossimi obiettivi per l'ultimo anno. Tra i punti emersi nel dibattito della conferenza programmatica dell'aprile 2005, e ripresi nel documento della nostra lista per il Consiglio Nazionale, vi era anche la soluzione, una volta per tutte, dell'annosa questione dei crediti formativi.Come sappiamo infatti i crediti, attribuiti a ciascun socio in funzione dell'attività formativa svolta, avevano ormai finito con l'assumere un valore più simbolico che reale. Tale aspetto costituisce solo un tassello, per quanto importante, di un tema assai più vasto: quello della revisione dell'intero sistema obbligatorio (per i soci professionisti) di aggiornamento professionale previsto dal nostro Statuto che, negli ultimi anni dimostrava di essere sempre più inadeguato rispetto ad una realtà in continua evoluzione. Gli obblighi attualmente previsti infatti sono quelli tipici di un Ordine professionale... la Ferpi non lo è: al contrario (e per fortuna, aggiungiamo noi) si tratta di una libera associazione. Negli ultimi due mandati la Commissione incaricata di gestire l'aggiornamento professionale aveva più volte sollevato numerose perplessità sul tale sistema: per questo motivo il Consiglio Nazionale aveva deciso di costituire un gruppo di lavoro dedicato ad individuare delle soluzioni che: 

aggiornassero le modalità alla luce di quanto accade in altri Paesi;
salvaguardassero alcuni punti fermi della nostra Associazione in vista di un futuro, anche se incerto, riconoscimento ex lege.
La riflessione avviata ha creato un vivace dibattito a più voci: chi proponeva di lasciare le cose come stanno (e te' pareva...); chi invece propugnava radicali cambiamenti alla luce di una impostazione di stampo anglosassone e "liberista". Non vi nascondo le mie perplessità di fronte a queste posizioni estreme, sia pure rispettabili e in certi aspetti condivisibili. Ma... non cambiare nulla significava lasciare incancrenire una situazione che mostrava sempre più la corda. Scelta sicuramente più facile, più comoda ma che avrebbe avuto come unica conseguenza quella di rimandare sine die la soluzione del problema. D'altro canto, la mia radicata "romanità", o la mia formazione giuridica classica, mi faceva rifuggire dalle soluzioni "liberiste" o anglosassoni (sarà una deformazione mentale ma quando sento citare esempi che sicuramente possono essere la migliore soluzione in sistemi giuridici di common law, quindi diversi dal nostro, ho subito l'istinto di scappare a gambe levate...).Insomma dopo svariate riunioni, e-mail, telefonate siamo giunti ad una soluzione che ritengo essere la migliore possibile per "questa" Ferpi. Per ovvii motivi di spazio mi concentrerò solamente sui due punti principali che qualificano la nostra proposta.a) L'aggiornamento professionale (per i soci professionisti) da obbligatorio diventa facoltativo.Ciò significa che i soci professionisti potranno liberamente scegliere se seguire le attività proposte dalla Commissione aggiornamento professionale o meno. Coloro che lo faranno e quindi accumuleranno un numero di crediti formativi ritenuti sufficienti dalla suddetta Commissione, verranno inseriti in una categoria di soci apposita, quella dei "Soci professionisti accreditati".I soci "accreditati" non hanno alcun privilegio rispetto agli altri, sono dei soci però che ritengono fondamentale per la loro professionalità mantenersi aggiornati.Tale qualifica non è, ovviamente, a vita: nel caso in cui, una volta ottenuta, non parteciperanno all'attività di aggiornamento professionale, verranno automaticamente iscritti nuovamente nell'elenco "soci professionisti".I crediti necessari per essere inseriti nella categoria "soci professioni accreditati" possono derivare non solo dalla partecipazione a corsi della nostra Associazione ma anche dall'aver seguito corsi o master aziendali o di altri soggetti formativi che siano di livello almeno equivalente a quelli promossi direttamente dalla Ferpi. Facciamo un esempio.Sono un socio che è un dirigente / quadro di un'azienda e che vengo mandato ad un corso di aggiornamento professionale. Dopo avervi partecipato invierò la documentazione alla Commissione di aggiornamento professionale che mi riconoscerà, se del caso, un determinato numero di crediti. Il sistema dei crediti verrà applicato anche per le attività di aggiornamento professionale poste in essere dai singoli Coordinamenti Territoriali.Altro esempio.Il Coordinamento del Lazio (parlo della mia Regione, ma, ovviamente, l'esempio è valido per tutte) organizza un incontro sul cambiamento della Corporate Identity della Edison (esempio reale, del passato!!!). Tra i relatori il responsabile della comunicazione di Edison + i consulenti che hanno seguito il cambiamento.Il valore di accrescimento culturale di tale iniziativa è indubbio: per questo il Coordinamento del Lazio invia alla Commissione di Aggiornamento Professionale il programma dell'iniziativa con tutti i dettagli (argomento specifico, durata, relatori, ecc.). La Commissione individua, sulla base di suoi parametri di valutazione, il numero di crediti da attribuire a tutti i partecipanti che quindi, potranno inserire tale evento all'interno del percorso di aggiornamento professionale necessario per ottenere (o mantenere) la qualifica di soci "professionisti accreditati". b) Non si parla più di "esame" di ammissione.In questo caso la modifica statutaria è più formale che sostanziale ma comunque andava fatta. Erano anni infatti che gli "esami" si erano trasformati in colloqui tra colleghi con l'obiettivo di verificare il reale svolgimento della nostra professione e la conoscenza dei principali aspetti del nostro Statuto ivi compresi i codici deontologici.Eppure continuava ad esistere la percezione che, anche professionisti di notevole esperienza e affermati nel nostro settore, dovessero sottostare a chissà quale tremendo e oscuro esame. A corollario dei cambiamenti sopra esposti, ne sono stati previsti altri, ma sarebbe troppo lungo elencarli. Avremo modo di parlarne a Sorrento.A nostro avviso le novità proposte hanno numerosi vantaggi:

adeguare il nostro Statuto al principio della "volontarietà", tipico delle più moderne esperienze associative;
continuare a prevedere l'aggiornamento professionale come "obbligatorio" per chi sceglie liberamente di sottoporvisi;
identificare questi soci in una categoria a parte;
creare le condizioni di maggiore flessibilità alla partecipazione attiva alla Ferpi.Fabio Bistoncini, socio professionista, ha la possibilità di partecipare ai corsi di aggiornamento. Viene iscritto nella categoria dei "soci professionisti accreditati". Se per sue vicende professionali o personali non è in grado di accumulare un numero di crediti sufficienti NON perde lo status di socio professionista (come accadrebbe ora) ma semplicemente viene inserito in una categoria diversa; 
salvaguardare la nostra Associazione nel caso in cui si arrivasse ad una legge sul riconoscimento delle professioni. Nel passato infatti, tutti i testi normativi elaborati ma mai approvati, prevedevano che nello Statuto delle associazioni vi fosse il principio dell'aggiornamento professionale. Questo principio viene mantenuto e salvaguardato.
Questa la nostra proposta.A Sorrento, come ho già scritto, ci sarà tempo e modo per analizzarla più nel dettaglio e discuterla approfonditamente. Vorrei concludere ringraziando i componenti dei due gruppi di lavoro che, a vario titolo, hanno partecipato all'elaborazione delle modifiche statutarie: in primo luogo il Presidente Andrea Prandi, Giuliano Bianucci, Emanuele Invernizzi, Attilio Consonni.Un ulteriore grazie per la pazienza dimostrata e per il gran lavoro di "limatura" tra le varie posizioni ai Presidenti della Commissione di Ammissione e Verifica e della Commissione Aggiornamento e Specializzazione Professionale, Roberto Antonucci e Giampaolo Gironda  nonché al Presidente del Collegio dei Probiviri Ettore Carettoni.Fabio BistonciniVice Presidente Ferpi

COMMENTI

Eventi