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La tecnologia ha ucciso il linguaggio. O no?

01/03/2005

Il luogo comune vuole una lingua sempre più impoverita dall'utilizzo del Web. Ma c'è anche chi dice il contrario

La Rete, i messaggini, la comunicazione istantanea e gli stessi blog impoveriscono il linguaggio: questa è la convinzione generale. Ma non tutti i linguisti sono concordi con questa diagnosi e anzi esce uno studio, pubblicato sulla webzine Wired, che dimostra proprio il contrario, sottolineando i pregi della comunicazione istantanea e sostenendo che la tecnologia può diventare preziosa per l'dioma. Esiste infatti una significativa quota di esperti che prendono le distanze da questa idea di tecnologia nemica della parola e che parlano di una vera e propria nuova era dellespressione linguistica.Se alcuni studiosi cercano di dimostrare il progressivo impoverimento di una lingua costantemente minacciata da messaggini, sottolineandone le storpiature e la scarsa attenzione all'ortografia, altri esperti fanno notare come questi strumenti di comunicazione abbiano avvicinato alla comunicazione scritta persone che altrimenti sarebbero rimaste escluse da questa modalità.L'informalità dunque come pregio, che avvicina la gente alla parola, facilitando il rapporto con la lingua e alleviando quello che talvolta, da parte di alcune persone, può essere descritto come uno stato di soggezione.Nel dare la notizia, la webzine Wired cita un esperimento realizzato da Naomi Baron su 2.185 messaggi di studenti di un college americano: lindagine (che non può essere considerata sufficientemente rappresentativa) sulluso delle abbreviazioni, degli acronimi e degli emoticon sancisce una crescita della fantasia e una tendenza a un approccio multi-tasking.
Emanuela Di Pasqua-totem

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