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L’altra faccia delle RP

03/06/2010

Una riflessione di _Paolo D’Anselmi_ sul ruolo del relatore pubblico, essenzialmente trasversale alle organizzazioni. Le Rp, ancor prima di avere una funzione relazionale, ne hanno una riflessiva perché il professionista della comunicazione è prima di tutto, “il barbiere di Stalin”.

di Paolo D’Anselmi
Ho scritto che il bilancio sociale non è per forza pubblico per sfatare l’aura di altruismo che circonda il richiamo all’analisi, ai conti, al dettaglio dei prodotti e delle esternalità del comportamento organizzativo.
Dire che il bilancio sociale di un comune lo possono fare il sindaco ed un relatore pubblico, di domenica pomeriggio sul tavolo della cucina, serve a stanare la coscienza del cinico la quale viene allo scoperto prima di andare a dormire, all’ombra della solitudine. La cosa ha tuttavia delle implicazioni di dottrina che vanno oltre l’intento iniziale, perché dire che il bilancio sociale non è per forza pubblico “getta un sorprendente fascio di luce sulla attività riflessiva delle relazioni pubbliche, mostrandone l’altra faccia, secondo la quale con capillarità trasversale il relatore raccoglie, razionalizza e esplicita il dettaglio delle attività dell’organizzazione”.
La citazione è da Toni Muzi Falconi, un po’ riarrangiata perché la sensatezza dell’operazione tutta casalinga ci rivela che per svolgere la sua funzione riflessiva non è detto che “il relatore pubblico conversi discuta e dialoghi con i pubblici influenti” (ibidem). Basta che il relatore tenga la mano al sindaco ed ha già fatto il suo lavoro. L’operazione ha già un suo senso. Caso reale: Fabio Ventoruzzo segnala da Prima Comunicazione che il presidente neoeletto della regione Piemonte ha posto delle persone dell’ufficio stampa come sentinelle di ascolto in ciascuna provincia. Riflessivi dunque, non relazionali. La funzione riflessiva è propedeutica alla funzione relazionale, la quale può non avere luogo. Il relatore pubblico fa prima di tutto il segretario del principe ovvero – dopo il Novecento – fa il barbiere di Stalin.

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