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Le bugie mediatiche del 2005

09/01/2006

Istituito un premio sulle più colossali menzogne dell'anno appena passato

Sul sito Center for Media and Democracy è possibile prendere visione delle falsità peggiori espresse dai media negli Stati Uniti durante l'anno appena terminato. La classifica è stata stilata grazie alle segnalazioni di 846 volontari ed è una cartina di tornasole inquietante dello stato dell'informazione.
Al primo posto, vincitori del Falsies Awards, si trovano le agenzie produttrici dei cosiddetti video news release, servizi televisivi commissionati dal governo e offerti gratuitamente alle emittenti che promuovono il punto di vista dell'amministrazione e vengono contrabbandati come liberi reportage (lo ha fatto in passato il Census Bureau e anche il Department of Health and Human Services). Al secondo posto, come da copione, i principali media e l'amministrazione Bush (pluripremiata) per aver ignorato ripetutamente di parlare dei civili morti nel corso della guerra in Iraq.
A George W. Bush viene anche assegnato il Falsies Awards con menzione di disonore per aver organizzato una videoconferenza con i militari di stanza in Iraq che avrebbe dovuto essere un vero faccia a faccia, mentre immagini via satellite hanno mostrato un membro anziano del Pentagono e presidente onorario dell'agenzia di rp Sodenta, istruire i militari prima dell'inizio dell'incontro.
In coda all'elenco dei bugiardi premiati o segnalati è presente una classifica dedicata a chi, andando controcorrente, si adopera perché la verità venga a galla. E' il caso di Marla Ruzicka, fondatrice del gruppo CIVIC (Campaign for Innocent Victims In Conflict) che documenta le morti di civili in Afghanistan e Iraq. Purtroppo si tratta di un premio postumo in quanto Marla Ruzicka è morta in aprile a Baghdad in seguito all'esplosione di un'autobomba.
Emanuela Di Pasqua - Totem

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