Ferpi > News > Le elezioni non si vincono su Facebook

Le elezioni non si vincono su Facebook

20/09/2010

I social media hanno una diffusione sempre più ampia ma per quanto Internet sembri essere il mezzo di comunicazione più democratico, non si è ancora raggiunta la capillarità di mezzi generalisti quali tv e carta stampata. La riflessione di _Andrea Prandi._

di Andrea Prandi
www.twitter.com/edisonnews
Quest’estate abbiamo capito meglio che a dettare l’agenda in Italia sono ancora la TV e i giornali e non i social media. A tenere banco è stato prima il Giornale con la sua crociata anti-Fini e poi la televisione con il grande ritorno di Enrico Mentana su LA7. I voti li spostano ancora questi due mezzi qui, c’è poco da fare e alla fine se vuoi vendere una Coca-Cola o un telefonino e finanche un po’ di energia, dalla TV devi passare.
E in effetti se parli con quelli di Sipra e Mediaset e gli parli di crisi, quelli ti dicono sì, vabbè, stai tranquillo, ma gli spot non te li tirano dietro. Poi c’è chi va a contare chi ha più fan su Facebook, Vendola che sorpassa Berlusconi. Bersani che fa la sua proposta sul nuovo Ulivo e ottiene “addirittura” 50 “mi piace”. Ma di cosa stiamo parlando? Certo il web è la vera rivoluzione degli ultimi 20 anni. Si dimostra efficace a vendere un po’ di tutto (ma non tutto e non per tutti), permette a chiunque di diventare un guru anche se non è in grado di mettere in fila un soggetto e un predicato verbale, quindi appare molto democratico ed è un vero e proprio fenomeno sociale. Ormai i colleghi e persino i fidanzati si parlano via Facebook. Giuro, li ho visti curiosando da una finestra. Lui e lei sul divano, con due pc sulle gambe. Che immagine triste! Ma quanto potere ha questa rete? Questi due fidanzati che non guardano la TV (passo lì tutte le sere e il quadretto è sempre uguale) e non leggono i giornali sono quelli che decidono chi vince le elezioni o che determinano il successo o l’insuccesso di un nuovo modello di automobile? Può darsi che in realtà contino e contino sempre di più.
Ho provato a sperimentare su me stesso (lo so che non sono statisticamente rilevante, ma intanto sono diventato un quasi esperto della rete): non ho comprato granchè, preferisco vedere in faccia chi mi vende qualcosa, ma spesso ho avuto informazioni prima da Twitter o Facebook, che dagli altri mezzi. Ci ho sempre messo la faccia, senza nick name, e così fanno molti dei miei collaboratori. Ho avuto modo di confrontare il mio pensiero con quello di altri, altri che magari conoscevo poco. Ho avuto a disposizione piattaforme gratuite (Youtube, Flickr, Myspace, Twitter, Facebook, ecc.) per diffondere idee, progetti o informazioni mie e della mia azienda.
Molti dei progetti realizzati senza la rete non avrebbero potuto nascere senza quelle piattaforme. Fare una TV sarebbe costato troppo anche per Edison e invece oggi ci interroghiamo solo sui limiti nella nostra capacità di creare contenuti e sulla sicurezza delle informazioni. Ma intanto andiamo avanti, dato che il costo è basso e la creatività non manca. Siamo entrati attraverso il web nel mondo della musica con il progetto Edison – Change the Music, raccontiamo sul blog Insieme per Haiti l’esperienza di 100 volontari ad Haiti e su un altro blog, Edison Generation parliamo di scuola e ambiente. Decine di migliaia di contatti che si moltiplicano in modo virale. Persino la pubblicità sono in migliaia ad andare a cercarsela su Youtube, arrivandoci spesso via Facebook.
Ma mi fermo qui perché tutto il resto, in rapida evoluzione, lo potete scoprire su www.twitter.com/edisonnews. Ho detto migliaia, decine di migliaia, non ho detto milioni. E se un comico come Bertolino riceve una trentina di “mi piace” su un suo post può essere felice come Bersani. Ma torniamo alla domanda vera: quanto vale questa roba qui? Che potere ha la rete? Un bel po’, ma non va neanche sopravvalutata. Io considero Twitter come un media in più, un’opportunità in più, ma anche una fatica in più: E così tutti gli altri canali. Tra l’altro viene fuori qui una caratteristica tutta italiana: eravamo i campioni del telefono e oggi siamo i campioni di Facebook, ma le elezioni non si sono mai vin

COMMENTI

Eventi