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Le Rp si fanno dove sono i pubblici

29/05/2015

Le Digital Pr rappresentano il futuro della professione perché sono trasversali a tutti gli altri ambiti della comunicazione. Se ne è discusso nell’incontro “Relazioni Pubbliche e digitale: nuovi paradigmi e nuove frontiere”, organizzato lo scorso 25 maggio a Milano dalla Delegazione Ferpi Lombardia.

E’ un vero e proprio terremoto quello che sta interessando il vasto e sempre più articolato mondo delle Relazioni pubbliche. Le Digital Pr all’apparenza sembrano essere una questione meramente strumentale che riguardano quelle applicazioni specifiche della professione derivanti da principi generici ormai istituzionalizzati. Non è così. Tutt’altro.

Basta scorrere il decalogo proposto da Marco Massarotto di Doing all’evento “Relazioni Pubbliche e digitale: nuovi paradigmi e nuove frontiere” promosso e organizzato dalla Delegazione Ferpi Lombardia presso i Chiostri dell’Umanitaria lunedì 25 maggio. Se il primo “comandamento” resta quello dell’ascolto, già il secondo, il “real time” capovolge la prospettiva classica delle Rp che erano abituate all’operatività in tempo reale principalmente in caso di comunicazione di crisi. “La relazione con il pubblico digitale non si ferma mai ed è un rapporto più intimo ed emotivo di quanto sia mai avvenuto con altri media. Il confine tra Digital PR e Relazioni pubbliche tradizionali è destinato a farsi sempre più sfumato”. Per Marco Massarotto la terza priorità è l’engagement, la quarta unaAsymmetric relation” generata dal potere editoriale diffuso, che per la prima volta pone il professionista della comunicazione su un piano diverso, “inclinato”, rispetto al pubblico e stravolge il paradigma della relazione simmetrica, two way, che per decenni ha rappresentato l’obiettivo delle Rp. Poi c’è il nuovo imperativo della “co-creazione” e della costruzione di fiducia nell’ambiente digitale. Fondamentali anche strumenti come la social network analysis. Le ultime tre indicazioni del decalogo, secondo il precursore delle Digital Pr in Italia (suo il primo libro sul tema: Internet PR), riguardano lo stile della comunicazione nell’ambiente digitale. Deve essere “personal” (be personal), deve considerare il mobile come stile di vita e puntare alla digital leadership.

Il workshop, coordinato da Alessandro Iozzia, è stato aperto dal saluto del delegato Ferpi Lombardia Fabio Famoso, seguito dalla presentazione del nuovo sito ferpi.it a cura del direttore editoriale Giancarlo Panico. “In Italia la digital economy rappresenta il 4.3% del Pil – ha esordito Panico – un po’ più del doppio del valore della mobile economy, che nel 2014 con un giro d’affari di 25,7 miliardi, ha sfiorato il 2% del Prodotto Interno Lordo (Politecnico di Milano). E’ di qualche giorno fa la notizia del nuovo aumento della popolazione attiva sul web, a cui si accede sempre di più tramite mobile. In Italia il 60% della popolazione accedere regolarmente a internet, da casa come dall’ufficio. Gli italiani trascorrono 6,7 ore al giorno su internet (tra mobile e desktop) di cui 2-5 ore dedicate ai canali social. Dati che ci obbligano ad essere sempre più digital nelle attività di Rp per un motivo banale: le Relazioni pubbliche esistono e si fanno dove sono i pubblici e dove, per dirla con le parole di Toni Muzi Falconi, si incrociano le comunità economica, sociale e politica. Il sito web di Ferpi, che da oltre 15 anni rappresenta un punto di riferimento per i professionisti della comunicazione, è stato riprogettato con questo obiettivo: renderlo luogo di networking ma anche di condivisione della conoscenza e delle conoscenze, nel solco di quella tradizione che l’ha reso uno dei pensatoi più vivaci sulla comunicazione e farlo diventare un vero e proprio think tank”.

E’ stato poi Daniele Sesini, neo Direttore Generale di IAB Italia a prendere la parola per presentare gli ultimi dati sulla penetrazione del digitale nel nostro Paese. “L'evoluzione del mondo web/digitale cambia le nostre vite, e nella comunicazione cambiano le competenze richieste; il moderno digital PR (People Relations) deve conoscere le piattaforme in cui far nascolere e sviluppare le news sulla rete, le storie e le esperienze dei brand suoi clienti; deve saper sviluppare contenuti specifici (per le diverse piattaforme) e rilevanti per la rete (fondamentale conoscere le basi del SEO e del social media marketing) e deve saper ingaggiare gli influencer di riferimento sulle piattaforme in cui questi si muovono. Il mercato della comunicazione digitale e' una grossa opportunità: cresce in Italia a due digit (+12% 2014 vs 2013), raggiungendo quasi 2 miliardi di euro investiti; le principali leve della crescita sono: mobile, video adv, search, social media e programmatic, sui quali si concentra larga parte degli investimenti pubblicitari nel digitale”.

Vittorio Cino, Direttore Communications & Public Affairs The Coca-Cola Company Italia, a partire da questi dati ha presentato la case-history dell’azienda, la prima a credere nella necessità di rinnovare la propria presenza online puntando su un sito fortemente visual, Coca-Cola Journey. Cino, cogliendo anche l’occasione di Expo, ha lavorato allo stesso progetto in Italia. Nel suo intervento è emerso un dato interessante che spiega perché l’azienda abbia deciso di puntare sull’Italia, come primo paese europeo per lanciare il suo progetto editoriale. “L’Italia”, ha raccontato Cino, “è il Paese con la più elevata brand love per Coca-Cola, pari e talvolta superiore a quella degli Stati Uniti. Eppure, in Europa, è il Paese in cui se ne consuma meno. Questo è un dato apparentemente curioso ma legato alle abitudini di consumo: per gli italiani bere Coca-Cola è un fatto emozionale. Non la si consuma a pasto ma in occasioni piacevoli: cene, feste, partite… Da qui il grande “amore” che abbiamo per una bevanda di cui non rappresentiamo il mercato più ricco ma certamente uno dei mercati in cui il marchio è più forte”.

“Nel digital c’è il futuro delle relazioni pubbliche e della comunicazione”, ha sostenuto il Presidente Ferpi, Patrizia Rutigliano, tirando le somme del dibattito emerso dal workshop auspicando che “questo format possa diventare un appuntamento fisso, da replicare sul territorio nazionale”. La Rutigliano, dopo aver ringraziato i relatori per l’attualità degli interventi e gli organizzatori - la Delegazione Ferpi Lombardia e il collega Carmelo Stancapiano - ha posto l’attenzione sulla necessità di “sostenere la tematizzazione professionale perché consente, attraverso il confronto e la condivisione delle conoscenze, di essere al passo con i tempi nei diversi ambiti delle Relazioni pubbliche: dai public affairs e lobbying alle media relations; dalle investor relations alla comunicazione della sostenibilità; alle relazioni istituzionali”. “La vita associativa passerà sempre di più dal web” – ha affermato – “così come per le altre associazioni di categoria e professionali. Credo nei corpi intermedi che si stanno ripensando e riprogettando attraverso il web”.  “La novità, rispetto al passato” – ha concluso il Presidente Ferpi “è che una parte delle Rp è trasversale a tutte le altre. Le digital Pr ci obbligano a ripensare il nostro lavoro, i modelli di riferimento e le attività di misurazione in funzione del nuovo protagonismo degli attori digitali”.

 

 

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