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Legge 150: ancora incompiuta in troppe Amministrazioni

20/06/2006

Dal sito di Comunicatori Pubblici, una lettera aperta di Gerardo Mombelli e Alessandro Rovinetti per un appello ai sindacati.

Dalla newsletter di Comunicatori Pubblici del 16 giugno, pubblichiamo un articolo riguardante la Legge 150, ad oggi ancora incompiuta in molte Amministrazioni Pubbliche.Legge 150: sei anni dopo rimane lettera morta nella P.A.Gerardo Mombelli, Presidente dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale, ha inviato a Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Riccardo Angeletti una lettera per richiedere con urgenza un incontro prima che Aran e organizzazioni sindacali del pubblico impiego avviino le trattative per i futuri contratti di lavoro.
Sei anni dopo, la Legge 150 del 2000 rimane pressoché lettera morta nella Pubblica Amministrazione centrale e locale, dichiara Mombelli. I comunicatori pubblici prosegue ritengono non più rinviabile un chiarimento perché ciascuno si assuma le proprie responsabilità davanti agli oltre cinquantamila operatori della comunicazione pubblica.
Questo il testo integrale della letteraA sei anni dall'entrata in vigore della Legge 150/2000, la comunicazione pubblica non è ancora diventata, come ebbe a dichiarare Carlo Azeglio Ciampi, "un dovere dello Stato e diritto dei cittadini".
Ancor oggi risulta elevato il numero di Pubbliche Amministrazioni che evadono l'obbligo di informare e comunicare con i cittadini. Una situazione che preoccupa, perché non configura solo inadempienze, ma veri e propri ostacoli a una trasformazione in senso democratico delle istituzioni centrali e locali.
L'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale, che ha condiviso e sostenuto gli sforzi che portarono nel 2000 alla approvazione della Legge 150 da parte di un ampio arco di forze politiche di maggioranza e opposizione, ha sviluppato in questi ultimi tre anni un intenso e importante confronto con le Organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL, sia a livello confederale (Gentile, Sorgi, Foccillo) che con i responsabili delle Autonomie locali (Pagliarini, Alia, Fiordaliso).
In questo periodo abbiamo condiviso e sottoscritto posizioni comuni (vedi documentazione allegata) per sollecitare Aran e Associazioni degli enti a dare piena attuazione alla legge 150, in particolare relativamente agli obblighi posti alle Amministrazioni nel definire le strutture (Urp, Uffici Stampa, Portavoce) ed alla individuazione e regolamentazione dei profili professionali, affidata alla contrattazione collettiva.
Ma tutto questo sembra non essere ancora sufficiente.
Migliaia di dipendenti pubblici che operano nei servizi di informazione e comunicazione, dopo aver frequentato i corsi di formazione previsti dalla legge 150 e dal dpr 422/2001, attendono la definizione dei relativi profili professionali.
Sono ancora numerose le Amministrazioni che non hanno consentito ai propri collaboratori impegnati negli Urp, Uffici Stampa, Sportelli al cittadino, di svolgere la formazione obbligatoria.
La mancata applicazione della legge non consente, infine, alle migliaia di laureati in Scienze della Comunicazione di aspirare all'esercizio delle funzioni di informazione e comunicazione nella Pubblica Amministrazione, così come invece previsto dalla citata normativa.
Alla vigilia della definizione delle prossime piattaforme contrattuali per tutte le categorie del pubblico impiego, l'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica chiede di incontrare i vertici delle Confederazioni per rilanciare impegni ed azioni comuni che realizzino le condizioni per la piena applicazione di una legge che tutela i diritti dei cittadini ad essere informati con continuità, con professionalità, senza improvvisazione.
Non intendiamo seguire strade diverse da quelle del confronto e dell'unità di azione e per questo riteniamo indispensabile un incontro per rilanciare una battaglia comune di principi e valori, di diritti e di riconoscimento di professionalità. Una battaglia che questa Associazione ha portato avanti anche in questi ultimi mesi attraverso il "Manifesto sulla Comunicazione Pubblica", su cui sono state raccolte oltre due mila firme, oltre che con il recente documento sottoscritto insieme a Ferpi, contro i tagli indiscriminati alle attività di comunicazione pubblica, introdotte dall'ultima legge finanziaria.
In attesa di una vostra cortese risposta, vi giungano i migliori saluti.
Il Segretario generaleAlessandro Rovinetti
Il PresidenteGerardo Mombelli

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