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L'energia nucleare divide tutti

14/03/2006

In Gran Bretagna una campagna pro-nucleare sponsorizzata con fondi pubblici mira a costruire un consenso intorno al nucleare, con tutte le arti delle rp.

Da un'indagine del Sunday Herald si scopre che una vigorosa campagna finalizzata a raccogliere consensi sulla questione dell'energia nucleare, condotta da un gruppo dal nome indicativo di Nuklear21, è stata sponsorizzata da denaro pubblico.
La questione dell'energia nucleare, già molto dibattuta da quando Tony Blair, in gennaio, si è deciso per una revisione dei programmi riguardanti gli impianti nucleari, è oggi più che mai scottante in Gran Bretagna. Il dibattito divide tutti, e anche gruppi dalle posizioni già chiare sono in fibrillazione. Tutto è nato intorno alle attività di Nuklear21. L'organizzazione, costituita da alcuni sindacati, ha pianificato delle campagne pro nucleare e le ha condotte in giro per la Scozia con la distribuzione di volantini esplicativi e slogan che acclamano "l'atomo per la pace" e "il nucleare salverà il pianeta". Questa incalzante campagna ha ovviamente bisogno di fondi, che esistono, ma di cui non si conosce la provenienza.
Qui entra in gioco l'inchiesta del Sunday Herald, che ha scoperto l'esistenza di aiuti da parte del British Nuclear Group, una compagnia statale che a sua volta ha ammesso di aver sponsorizzato alcune spese di Nuklear21 e di aver fornito facilitazioni amministrative, soprattutto per viaggi di affari, fin dall'aprile del 2005. Per ora, nessuna dichiarazione è stata rilasciata da Nuklear21.
Intanto, si profilano all'orizzonte aspre polemiche, in particolare nelle fila dei due partiti scozzesi. I problemi dei Laburisti sono cominciati una settimana fa, quando, durante l'assemblea di partito tenutasi ad Aviemore, è stata accolta una mozione a favore del nucleare proveniente dal gruppo Nuklear21: all'ala verde rappresentata dal Sera (Socialist Environment and Resource Association)  è sembrato necessario puntualizzare che le posizioni ufficiali del partito devono essere stabilite dallo Scottish Policy Forum.
Anche i Democratici Liberali, storicamente contrari alla costruzione di nuovi impianti, appaiono internamente combattuti, come emerge da scottanti indiscrezioni trapelate da una corrispondenza sulla crescita di alcune pressioni interne pro nucleare. È intervenuto anche Richard Dixon, dirigente di WWF per la Scozia, dichiarando quanto secondo lui sia oltraggioso che i soldi dei contribuenti finiscano segretamente a sponsorizzare questo genere di attività. Lo scisma dilaga anche in altri gruppi ambientalisti: infiamma il gruppo Sdc (Sustainable Development Commission), la cui posizione ufficiale è contro il nucleare ma che ha vissuto di recente l'emergere di alcuni dissensi, soprattutto sulla possibilità di ricorrere all'energia dell'atomo per contrastare l'effetto serra. A questo proposito Jonathan Porritt di Sdc ha precisato che la sua Commissione dovrebbe analizzare la questione in modo più approfondito, in considerazione della sua complessità, diventando così maggiormente rappresentativa del pensiero della comunità. 
Serena Patierno - Totem
 
 

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