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L'EPA in cerca di verginità

26/07/2005

L'Office of Research and Development dell'Environmental Protection Agency sta cercando consulenti Rp per rifarsi l'immagine, viste anche le recenti polemiche. La cifra in ballo è consistente. Qualcuno però storce il naso: non è meglio che i suoi soldi vadano alla ricerca?

Il clima, ancora il clima, tallone d'Achille della politica di Bush, ritorna prepotentemente al centro del governo americano. Prima ci fu il rifiuto di firmare Kyoto, poi arrivò lo scandalo della manomissione dei dati sul clima. Tra questi eventi una moltitudine di accuse sulla politica ambientale dell'America. E intanto l'Environmental Protection Agency perdeva luce.
Oggi Bush si rende conto che questo tema è al centro del dibattito internazionale, invita a guardare al dopo Kyoto e inserisce il responsabile dell'agenzia americana dell'ambiente (l'Epa) nel governo. Ma forse non basta. Ed è cosi che l'Office of Research and Development dell'Environmental Protection Agency si rivolge alle rp e prevede di stanziare una cifra di milioni di dollari per rilanciare l'immagine sbiadita (o addirittura compromessa).
Tra le priorità quella di un restyling del sito, l'organizzazione di focus groups e la "commissione" di articoli promozionali a un pool di scienziati, un nuovo logo, presentazioni in power point e tutto ciò di cui ha bisogno un brand per rinnovarsi. Il tutto per la modica cifra di 6 milioni di dollari. Ma la Public Employees for Environmental Responsibility (PEER) ha parecchio da ridire su questa ipotesi e richiama l'Epa alla sua vocazione principale: la ricerca.
 Emanuela Di Pasqua-Totem

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