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L’importanza delle Rp: il caso Centro Campania-Corriere del Mezzogiorno (Rcs)

19/02/2009

Un giornalista del dorso napoletano del Corriere della Sera si iscrive ad un gruppo di Facebook considerato ostile dal più grande Centro Commerciale della Campania e l’azienda che lo gestisce taglia la pubblicità al quotidiano.

Napoli, nei giorni scorsi, è stata teatro di un “caso” di cattiva gestione (che ne denota la totale assenza) delle relazioni pubbliche di una importante azienda che gestisce il più grande centro commerciale del Sud Italia e tra i maggiori d’Europa, il centro Campania. Questi i fatti.


Qualche giorno fa, invitato da alcuni amici, un giornalista del Corriere del Mezzogiorno si iscrive al gruppo di Facebook “Danneggiati dal Centro Commerciale Campania” che raccoglie “tutti coloro che si sentono defraudati sia in termini occupazionali che di risorse territoriali e per coloro che, recandosi al megacentro, abbiano poi ritrovato la propria autovettura danneggiata o che addirittura non l’hanno proprio ritrovata. Ma anche per i commercianti delle cittadine limitrofe che non riescono a sostenere la concorrenza del bestione”.


I responsabili dell’agenzia che gestisce il centro commerciale notano il suo nome tra gli iscritti al gruppo ostile su facebook ed inviano una nota al quotidiano dicendo che la presenza del giornalista li spinge a tagliare l’acquisto di pagine pubblicitarie. Da notare che il Centro commerciale non ha rifiutato di investire perché il giornale lo aveva in qualche modo attaccato, ma solo perché un singolo giornalista di quella testata si è iscritto, per i fatti suoi, a un gruppo di danneggiati dal centro commerciale.


Sulla vicenda non si è fatta attendere la posizione ufficiale anche dell’Associazione della Stampa della Campania che, anche a nome della FNSI, “sosterrà in ogni sede l’autonomia e la libertà del collega Agrippa e di tutta la redazione”.
Della vicenda, di cui si trova già molto materiale in rete, se ne può leggere una dettagliata descrizione nell’articolo, a firma del giornalista “incriminato”, pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno di giovedì 19


Il caso verificatosi in Campania accende nuovamente i riflettori su un tema, quello della presenza in Rete delle aziende e delle Rp 2.0 che richiedono attenzione e investimenti seri, di cui abbiamo parlato già altre volte su questo sito. Internet e le opportunità offerte dal web 2.0, particolarmente dai social network, purtroppo, sono considerati, ancora, degli strumenti tra gli altri.


Rappresentano, invece, una vera e propria estensione sul web delle relazioni e dei sistemi di relazioni reali e rappresentano – se qualcuno avesse ancora dubbi – non tanto una nuova sfida, tra le altre, per la comunicazione d’impresa ma la modalità per eccellenza attraverso cui, oggi, essa si sviluppa.
Ovviamente l’imperativo di spostare l’attenzione alla gestione delle relazioni anche sul web e sui principali canali 2.0 non è solo per le aziende ma anche per i giornali, che comunque sono delle aziende che oltre a fare informazione devono salvaguardare, sempre di più e sempre meglio, anche la loro immagine in Rete e le attività di ognuno dei loro giornalisti non tanto come tali (quello attiene al direttore) ma come “rappresentanti” dell’azienda giornale.


Non è ovviamente il caso del collega napoletano ma di tanti altri che, troppo spesso, vogliono tenere due piedi in una scarpa rappresentando, allo stesso, tempo gli interessi dell’una e dell’altra parte. O, ancor più grave, ma questo – come Ferpi – lo denunciamo e ripetiamo da tempo di quei giornalisti che vogliono fare la comunicazione da giornalisti. Ma questa è un’altra storia!


Giancarlo Panico

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