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L'influenza del nuovo trend salutista sull'industria alimentare

21/03/2006

Le aziende tardano a modificare i loro prodotti rispetto al cambiamento di gusti della popolazione inglese. Il caso di Sunny Delight.

Come abbiamo già osservato in precedenza, nel corso di quest'ultimo anno i gusti alimentari degli anglosassoni stanno cambiando rapidamente: i problemi di salute legati a obesità e malattie cardiovascolari hanno stimolato una reazione "salutista" così rapida da influenzare in maniera consistente le grandi marche dell'industria alimentare.
Il Guardian segnala in particolare la vicenda legata al ritiro dal mercato della Sunny Delight, una bevanda all'arancia che fino a poco tempo fa era tra le più vendute in Gran Bretagna.
Jon Bett, manager della Asda, la catena di supermercati che sta interrompendo la distribuzione della Sunny D, attribuisce il tracollo delle vendite al "Jamie Oliver effect", riferendosi alla campagna sulla corretta alimentazione condotta nelle scuole britanniche.
Ma sicuramente non si tratta solo di questo, considerato anche che la Food Commission aveva già denunciato nel '99 Procter & Gamble, allora proprietaria del marchio: la bevanda era stata lanciata come soft drink salutare, nonostante contenesse solo il 5% di succo di frutta su un 95% di acqua, zucchero, coloranti, conservanti, addensanti e vitamine aggiunte.
Contemporaneamente il pediatra Duncan Cameron segnalava in una pubblicazione specializzata una nuova sindrome: la Sunny Delight syndrome. Una sua piccola paziente era diventata gialla dopo aver bevuto cinque litri di aranciata. Destino volle che nello stesso periodo la tv inglese trasmettesse uno spot in cui due pupazzi di neve diventavano color arancio dopo aver preso d'assalto un frigorifero pieno di  Sunny D&
A questo episodio seguì un drammatico tracollo nelle vendite. La Gerber Foods Soft Drinks, che ha acquistato i diritti di distribuzione del marchio nel 2005, non è riuscita a invertire la tendenza negativa, nonostante gli sforzi nel proporre nuove varianti con gusti originali e senza zucchero.
La EIRIS (Ethical Investment Research Service), accreditato istituto di ricerca britannico, ha confermato che in generale si sta verificando un cambiamento nelle preferenze alimentari e segnala che anche altri grandi marchi potrebbero accusare dei contraccolpi in un prossimo futuro. 
Valentina Tubino  - Totem

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