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L'ultima trovata di agosto

14/12/2004

Incidenti shock sui tg per far calare le vittime del traffico? Che solenne fesseria!

Il Ministro Lunardi da qualche tempo minaccia di riempire i telegiornali di immagini shock di incidenti stradali. Senza ben rendersi conto di ciò che fanno, i media contribuiscono ad alimentare l'opinione che questa iniziativa possa davvero contribuire a ridurne la crescita che, nonostante la patente a punti e le forti penalità per chi non si allaccia le cinture, ha invece tranquillamente ripreso dopo la prima e assordante campagna dell'estate scorsa. Spiace dirlo, ma in quella occasione - insieme ai tanti soloni della comunicazione sociale e pubblica che si riempirono la bocca per gli ‘eccellenti' risultati della campagna estiva sulla sicurezza (scambiare la repressione per comunicazione sociale è quanto di più becero si possa immaginare…ma ‘tout se tien'…)- ci cascò anche il nostro caro Presidente Ciampi, che in una dichiarazione (mi pare fosse per l'apertura del ComPa 2003) ebbe a definire quella campagna estiva come la testimonianza della profonda utilità della comunicazione sociale… E infatti… dopo le prime paure della repressione e l'autoesaltazione collettiva dei media che - un giorno si e un giorno no - sottolineavano come i morti da incidente fossero inferiori rispetto allo stesso giorno dell'anno prima, tutto è passato in cavalleria. Ma non, come sovente accade, perché il tema fosse passato di moda, ma perché i numeri non erano più così buoni… fino a quando la verità è venuta a galla: quella campagna era servita a ben poco poichè gli incidenti sono ripresi a salire non perché la comunicazione non fosse servita, ma semplicemente perché si era allentata la repressione. Ed ecco ora la trovata delle immagini shock…che grande fesseria! Perché semplicemente non dire agli italiani la verità? E cioè che gli incidenti aumentano perché continuiamo ad essere indisciplinati e perché le strade fanno schifo e non ci sono i soldi né per aumentare la repressione né per sistemare le strade. Insomma, come la Cina e come la Russia, siamo l'unico paese occidentale in progressivo declino, e non solo di sicurezza sulle strade. Ma evitiamo di spendere ulteriori e inutili risorse per rovinarci l'appetito all'ora di cena e per diminuire l'ascolto dei telegiornali. Che il Ministro Siniscalco intervenga per frenare questo ennesimo drenaggio di risorse pubbliche. Diciamola tutta… A che serve la comunicazione sociale? Ecco l'avvio di un mio nuovo saggio sul tema che sarà pubblicato nelle prossime settimane. (tmf)Se per comunicazione sociale1 intendiamo (anche) le campagne di informazione di massa realizzate da amministrazioni e organizzazioni pubbliche, orientate per lo più a modificare opinioni, atteggiamenti, decisioni e comportamenti dei destinatari… possiamo tranquillamente affermare che –con le dovute eccezioni che confermano la regola - si tratta in larga parte di attività che oggi potremmo definire ‘socialmente irresponsabili' poiché:a)    drenano inutilmente risorse economiche pubbliche; b)    sono prive di indicatori di valutazione e non sono soggette a dimostrazione empirica di efficacia;c)    contribuiscono ad aggravare l'inquinamento già elevato dell'ambiente comunicativo. Ecco due fra le principali ragioni della inefficacia di questo modo di fare comunicazione sociale (meglio sarebbe dire pubblicità): a)    un messaggio è efficace (contribuisce cioè a modificare opinione, atteggiamento, decisione e comportamento del destinatario..) quando la fonte è credibile nell'ambito tematico richiamato dal messaggio: circostanza davvero rara per i soggetti che fanno comunicazione sociale. Per capirci, non sarà credibile se la campagna contro il fumo la fanno i medici, categoria professionale a maggior tasso di tabagismo o lo Stato, che ricava il 70% circa del valore di ciascun pacchetto di sigarette venduto e finanzia la coltivazione del tabacco; b)    si tratta quasi sempre di campagne imperniate su messaggi a e non su  comunicazione con. Unidirezionalità e asimmetria  -a nche per la crescente saturazione indotta dall'inquinamento comunicativo - richiedono peraltro risorse sempre più ingenti per attirare l'attenzione dei destinatari e normalmente queste risorse non ci sono.Per molti anni e in molte, troppe circostanze, governi, enti territoriali, associazioni hanno ritenuto utile tematizzare erga omnes nella perversa convinzione che la tambureggiante ripetizione avrebbe alla fine giovato: da qui le ripetute e inutili (quando non dannose) campagne contro il fumo, la droga, l'alcool, la guida pericolosa, i rifiuti, la raccolta differenziata, l'obesità… tutte iniziative da ‘stato etico' con obiettivi decisi a priori che -nella migliore delle ipotesi e secondo la migliore teoria del marketing- "ascoltano" le aspettative del destinatario soltanto per meglio confezionare il messaggio unilaterale e persuasivo da inviare. Da questo punto di vista, la cosa più stupefacente è lo sguardo talvolta interrogativo di operatori di marketing e di pubblicitari, come a dire: ‘ma  se non si ascoltano i destinatari per sapere come meglio confezionare il messaggio…che si ascoltano a fare?'…Domanda pienamente legittima, ma che la dice lunga sul livello raggiunto di pervasività di una cultura della comunicazione diretta a e non con. ----------------------------------1 Già, cosa intendiamo per comunicazione sociale? Per Mancini ‘proviene dalle istituzioni pubbliche, private e semipubbliche e si occupa di argomenti di interesse generale sui quali esiste una controversia relativa'. Faccioli distingue fra ‘comunicazione sociale attuata dai soggetti pubblici e comunicazione  di solidarietà sociale attuata da soggetti non profit', mentre Marsocci parla di ‘attività che riguardano la circolazione delle informazioni attivata da parti social -le associazioni- e che abbia ad oggetto temi di interesse generale'. Per l'autore comunicazione sociale è quella che va ampliare e ad arricchire la ‘sfera pubblica', chiunque ne sia protagonista, organizzazione sociale, privata o pubblica.

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