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Pasini (Snam): il bilancio, biglietto da visita dell’azienda

05/12/2021

Redazione

Una linea di comunicazione chiara, diretta ed efficace anche per i non specialisti, ma anche una perfetta integrazione tra gli aspetti finanziari e quelli di sostenibilità. Queste le due direttrici che caratterizzano il bilancio di Snam, come ci ha raccontato Alessandra Pasini, CFO e Chief International and Business Development Officer di Snam, vincitrice dell’Oscar di Bilancio 2021 nella categoria Grandi Imprese Quotate.

Snam ha vinto l’edizione 2021 dell’Oscar di Bilancio nella categoria Grandi imprese Quotate: può descrivere per i nostri lettori l’approccio generale della vostra organizzazione in tema di rendicontazione?

Snam considera da tempo il bilancio come un essenziale biglietto da visita dell’azienda, delle sue attività e dei suoi valori, rivolto a una platea sempre più ampia e diversificata di stakeholder. Per questo la nostra modalità di rendicontazione nel corso degli anni si è evoluta lungo due direttrici: da un lato una linea di comunicazione chiara, diretta ed efficace anche per i non specialisti, dall’altro una perfetta integrazione tra gli aspetti finanziari e quelli di sostenibilità. Da tempo ormai Snam utilizza la Relazione Finanziaria Annuale come documento mainstream che accoglie la rendicontazione finanziaria e di sostenibilità in modo integrato includendo, dal 2017, la Dichiarazione non finanziaria e progressivamente i principali contenuti di disclosure sul clima. Tale scelta si è rivelata lungimirante anche rispetto alle evoluzioni della nuova proposta di Direttiva Europea sull’informativa di sostenibilità. Non c’è bilancio integrato senza collaborazione. Per noi, infatti, il bilancio è un grande lavoro di team che coinvolge diverse aree dell’azienda: Amministrazione, Finanza e Controllo, ESG, Investor Relations e Comunicazione.

La Commissione di valutazione e la Giuria hanno particolarmente apprezzato anche la capacità narrativa del bilancio che fa risaltare la maturità di Snam nella gestione della sostenibilità: quali sono gli aspetti che ritenete più innovativi?

L’aspetto più innovativo del nostro bilancio è sicuramente l’integrazione dei fattori ESG all’interno della relazione sulla gestione, a testimonianza del profondo legame tra strategie dell’azienda e obiettivi di sostenibilità e di una chiara correlazione tra gestione dei rischi e temi materiali. Snam ha infatti un piano strategico integrato con obiettivi finanziari e target ESG, ai quali diamo ampio spazio nel nostro bilancio integrato. Già dallo scorso anno, oltre a dotarci di un obiettivo ambientale di lungo periodo (zero emissioni nette di anidride carbonica al 2040), abbiamo elaborato una “scorecard” ESG con obiettivi di medio termine in tutte e tre le dimensioni (ambiente, sociale, governance). Questa scorecard, nel piano 2021-2025 con visione al 2030 presentato lo scorso 29 novembre, si è arricchita di un ambito in più, passando dai 13 originari a 14, aggiungendo un ambizioso obiettivo di finanza sostenibile: nel 2025 oltre l’80% del nostro funding sarà “sustainable”. In più ci siamo dati, primi nel nostro settore a livello europeo, un obiettivo di riduzioni delle emissioni indirette Scope 3 al 2030 relative alle nostre partecipate e alla nostra supply chain.

Snam è una delle poche società che ha rafforzato il proprio impegno nelle attività della transizione ecologica relative all’idrogeno e al biometano e che nel 2021 ha inserito i business della transizione ecologica nel proprio statuto. Quali sono i vostri programmi per il futuro?

Aver inserito nel nostro statuto il purpose di contribuire alla transizione energetica testimonia quanto Snam creda fermamente di poter contribuire a scelte che portino alla decarbonizzazione del sistema energetico. Vogliamo farlo in modo coerente, con una strategia aziendale che declina in investimenti la strategia ESG e li finanzia in modo sostenibile. Tutto questo ci consente di evolvere da azienda di pubblica utilità nata 80 anni fa per il trasporto di gas fossile ad azienda attiva nel trasporto e nello stoccaggio di “molecole verdi” come l’idrogeno e il biometano, abilitandone lo sviluppo in modo economicamente sostenibile. La nostra strategia al 2030 ha identificato opportunità di investimento fino a 23 miliardi di euro in questi tre settori (trasporto e stoccaggio di energia, progetti nei gas verdi) per contribuire alla forte accelerazione della transizione verso gli obiettivi di zero emissioni nette alla quale assisteremo nei prossimi dieci anni.

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