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Philanthropy Day, perché fare del bene fa bene

11/10/2019

Redazione

Si terrà giovedì 24 ottobre presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo a Milano, la VII Edizione del Philanthropy Day, la conferenza annuale di Fondazione Lang sulla Filantropia Strategica, che dal 2013 riunisce i leader attivi nel generare cambiamento sociale. Ne abbiamo parlato con il Segretario Generale della Fondazione, Lucia Martina.

Cos’è, oggi, la filantropia?
Fare del bene fa bene. Lo sa bene l’Italia che si posiziona tra i primi Paesi al mondo per generosità, come evidenzia una recente stima dell’Ernop (European Research Network on Philanthropy). In Italia la filantropia, intesa come sostegno ad attività socialmente utili attraverso l’erogazione di risorse monetarie, muove complessivamente 9,1 miliardi di euro posizionando il nostro Paese al terzo posto in Europa dopo Regno Unito con 25,3 miliardi e Germania con 23,8 miliardi (1). Lo studio riporta i dati aggregati a livello europeo (20 Paesi) arrivando a una quantificazione del giving di 87,5 miliardi di euro che tiene conto di: donazioni individui, lasciti testamentari, donazioni imprese, donazioni da fondazioni.
L’Italia si colloca al secondo posto in Europa per donazioni individuali e al quinto posto per erogazioni di impresa. In questo macro cosmo di generosità, si pone l’intervento più strutturato svolto dalle fondazioni d’impresa. A proposito di fondazioni di impresa, la recente indagine di Fondazione Bracco e Fondazione Sodalitas in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare ne ha mappate oltre 100 e dai risultati emerge un’attenzione in crescita per la filantropia strategica: circa il 70% delle fondazioni di impresa italiane dichiara di effettuare attività di valutazione delle proprie attività, anche se dall’indagine emerge che la capacità di promuovere nei fatti le pratiche di filantropia strategica non è ancora del tutto adeguata (2).
Naturalmente le fondazioni di impresa non sono l’unico player, ma sono proprio le fondazioni tra i maggiori protagonisti della filantropia in Italia: si contano 7.509 fondazioni tra le 88 fondazioni di origine bancaria, fondazioni di impresa e fondazioni di diversa natura grant making e operative.

Perché un Philantrophy Day?
In Fondazione ci siamo posti questa domanda fin dall’anno di nascita della Fondazione, perché già nel 2011 avvertivamo il bisogno di fare cultura su questo tema: ci rendevamo conto che molte buone pratiche già diffuse all’estero non superavano i confini nazionali, che gli attori impegnati nel sociale avrebbero potuto raggiungere risultati migliori se ispirati da nuove tecniche e metodologie, che c’era la necessità di sensibilizzare un tessuto sociale e culturale più propenso ad approcciarsi ad iniziative sociali con uno spirito caritatevole anziché con un approccio di filantropia strategica.
Nel 2013 abbiamo deciso di provare a rispondere a questo bisogno realizzando, fra le altre iniziative della Fondazione, la prima edizione del Philanthropy Day.
L’obiettivo era – e continua ad essere – proporre a imprese, donatori e enti operanti nel sociale, un’occasione di riflessione condivisa sulla nuova frontiera del fare filantropia in modo efficace e misurabile.
Siamo stati i primi in Italia a realizzare un convegno nazionale sulla Filantropia Strategica; in principio, l’evento si rivolgeva a una nicchia che tuttavia negli anni – quest’anno siamo alla settima edizione - ha continuato a crescere, anche grazie ad una maggiore consapevolezza che avere metodo nelle iniziative filantropiche può portare a maggiori risultati.
Per noi il Philanthropy Day è diffusione di competenze in grado di generare un reale valore aggiunto per la comunità: il pubblico apprezza l’opportunità di avere un confronto con esperti e voci autorevoli di tutto il mondo sulle più avanzate pratiche in ambito filantropico, oltre alla facilità di avviare un più stretto networking con diversi soggetti accomunati dai medesimi obiettivi sociali.
Il Philanthropy Day infatti è un luogo di incontro, che riunisce imprese, fondazioni, filantropi, volontari e diverse realtà impegnate nel sociale a vario titolo, ognuna accomunata da un unico sostanziale obiettivo: produrre un reale cambiamento sociale.
Chi partecipa al Philanthropy Day trova uno spazio dove trarre ispirazione per creare valore condiviso e dare vita a un futuro sostenibile e, possibilmente, migliore.

In che modo la filantropia può rappresentare un’attività strategica per le aziende?
Si tratta di un sistema in grado di trasformare le donazioni in veri e propri investimenti. Partiamo da cosa voglia dire davvero fare filantropia strategica. «In Italia spesso chi la pratica, la porta avanti per mezzo di fondazioni familiari o d’impresa oppure, se è un’azienda, può anche farlo attraverso le attività di CSR. Negli ultimi anni la pratica di dar vita a una fondazione d’impresa è particolarmente diffusa per diversi motivi. Uno di questi è la maggiore libertà di azione: tramite la fondazione l’azienda può portare avanti progetti a più ampio respiro, anche in partnership con altre realtà, dando così maggiore spazio di manovra rispetto all’intervento diretto di impresa. La tendenza in atto è una maggiore attenzione da parte delle imprese di rivedere e attualizzare la strategia della propria fondazione per andare ad allinearla con il business.
Le fondazioni di impresa al fine di generare un effettivo cambiamento sociale e essere in grado di darne conto possono utilizzare un ampio spettro di attività: quali la Theory of Change ovvero un framework strategico che permette di dare conto a ritroso dell’impatto generato, outcome, output partendo da input e risorse a disposizione.
Sempre più diffusi approcci alla venture philanthropy. Quest’ultimo modello prende in prestito alcuni concetti dal mondo del venture capital e li applica al settore sociale per costruire organizzazioni performanti e aiutarle a crescere, supportandole non solo attraverso attività di grant ma anche con azioni di capacity building e finanziamenti a breve e medio termine oppure nel set up del modello di business. A livello europeo esiste un’associazione EVPA European Venture Philanthropy Association che riunisce fondazioni, imprese e fondi di impact investing desiderosi di scambiare best practice e modalità innovativi di collaborazione con i partner.
Inoltre sono ora a disposizione nuovi veicoli di intermediazione filantropica quali i Donor Advised Fund attraverso i quali un’impresa può definire di esternalizzare la gestione della filantropia a realtà in grado di creare fondi filantropici e affiancare professionisti quali philanthropy advisor. Fondazione Lang Europe Onlus offre un servizio in questa direzione in termini di set up di fondi e di rendere possibili anche donazioni transnazionali in Europa e all’estero per consentire di poter godere dei benefici fiscali del Paese di appartenenza e evitare così casi di filantropia interrotta per soli motivi burocratici.

Il Philantrophy Day 2019 ospiterà una tavola rotonda dedicata alle nuove generazioni. I giovani rappresentano un'opportunità per le iniziative filantropiche?
Pensiamo a Malala Yousafzai, che a 11 anni già si batte per i diritti delle donne pakistane e a 17 anni è la più giovane premio Nobel della storia; pensiamo a Greta Thunberg che, a dispetto delle critiche, a 15 anni è un leader mondiale dello sviluppo sostenibile contro i cambiamenti climatici. 
Questi sono solo due esempi, ma iconici, della sensibilità civile e dell’impegno sociale dei più giovani.
Le nuove generazioni ci dimostrano che il cambiamento sociale non è solo un miglioramento auspicabile, ma è qualcosa alla portata di tutti: anche un movimento giovanile “dal basso” può scalare fino a ottenere rilevanza internazionale nelle agende politiche.
Abbiamo ritenuto fondamentale inserire nel Philanthropy Day un approfondimento dedicato alle cosiddette next generation e in particolare alla Generazione Z - i nati dal 1995 al 2010 circa – perché a livello globale rappresenta la fascia d’età più numerosa e, insieme ai Millennial (la generazione precedente) costituisce un target di importanza centrale: è essenziale capire cosa li motiva, come si caratterizzano, quali sono le loro paure e aspirazioni, per comprendere come coinvolgere attivamente i protagonisti della filantropia di domani, se non già di oggi.
Diverse ricerche recenti sottolineano quanto i Gen Z credano nella solidarietà e nell’uguaglianza, siano  attenti all’ambiente, ai temi sociali e ai conflitti civili, ma questo non fa di loro semplicemente i nuovi donatori e volontari; sono anche consumatori attenti, che esigono dalle aziende interventi di responsabilità sociale e orientano i propri acquisti verso i brand che si dimostrano più consapevoli e impegnati in azioni di miglioramento globale, di fatto modificando il mercato e le strategie delle imprese, a livello globale.
È una generazione che vuole cambiare il mondo, che non ha smesso di sognare e sperare e da cui, forse proprio per questo, abbiamo molto da imparare.




(1) ERNOP-European Research Network on Philanthropy, 2017
(2) “Le Fondazioni di Impresa in Italia” 2019, a cura di Fondazione Bracco e Fondazione Sodalitas in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare




Lucia Martina, Segretario Generale, Fondazione Lang Italia

Lucia Martina è Segretario Generale di Fondazione Lang Italia dall’inizio del 2013. Cura la strategia e lo sviluppo nelle principali attività dell’area philanthropy advisory per fondazioni grant-making e privati, del Centro Studi Lang sulla Filantropia Strategica con corsi executive e pubblicazioni e l’annuale convegno Philanthropy Day. Laureata in Economia alla Bocconi, ha iniziato la sua esperienza come consulente di corporate social responsibility nel 1997 presso il Gruppo Vita. Ha contribuito alla costituzione del primo donor advised fund attivo in Italia per operazioni d’intermediazione filantropica. Svolge attività di formazione da venti anni su tematiche di corporate philanthropy e strategie di giving a favore della comunità. È membro dell’advisory board di Ashoka in Italia e consigliere nazionale di Assifero. 

 

 

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