Redazione
Il 16 ottobre la Ceremony Awards torna al National Press Club di Washington DC. Ventuno le prime candidature, tra impresa, innovazione, cultura, ricerca, professioni e valorizzazione dell’identità italiana nel mondo.
Sono state ufficializzate le prime candidature alla XIII edizione del Premio Eccellenza Italiana, l’appuntamento internazionale nato nel 2014 da un’idea del socio e giornalista economico Massimo Lucidi per raccontare quella parte del Paese che crea valore, costruisce relazioni, innova e porta nel mondo uno stile italiano riconoscibile ben oltre i tradizionali confini del Made in Italy.
La Ceremony Awards si svolgerà venerdì 16 ottobre 2026 a Washington DC, ancora una volta nella prestigiosa sede del National Press Club, tra Casa Bianca e Congresso.
Tredici anni di Premio, senza interruzioni neppure durante il Covid, hanno consolidato un’intuizione: l’Eccellenza Italiana non è soltanto una categoria economica o un’etichetta geografica, ma un modo di fare le cose, capace di unire competenza e creatività, bellezza e responsabilità, radici e futuro. E, soprattutto, persone.
«Quando siamo partiti parlavamo naturalmente di Made in Italy, di imprese e professionisti capaci di portare nel mondo la qualità italiana. Oggi quel racconto è diventato più grande», spiega Massimo Lucidi, ideatore del Premio e Presidente della Fondazione E-novation. «Accanto al Made in Italy c’è sempre più il Made by Italians. Italiani che lavorano a Dubai, New York, in Lussemburgo, in Europa e negli Stati Uniti; italiani che fanno ricerca, innovazione, cultura, informazione. Ma anche realtà che custodiscono la memoria, i territori e quella straordinaria storia di emigrazione che ha reso globale la nostra identità. È questo il senso del Premio: scoprire storie, raccontarle, metterle in relazione. Networking e Netreputation, certo. Ma prima ancora valori e persone. E il lavoro del Premio non si esaurisce con la consegna della statuetta».
La geografia delle candidature 2026 racconta quanto sia cambiata l’Italia che compete e opera nel mondo.
Tra i profili legati alle nuove frontiere della tecnologia figura Michele Fiscalini, CEO e cofondatore di Red Rock Technology, azienda con sede a Dubai attiva nelle infrastrutture AI agentiche e alla frontiera tra Intelligenza Artificiale, sicurezza sul cibo e sistemi sovrani.
Nella sezione Cultura d’Impresa e Innovazione emerge la candidatura di Eni Joule – Scuola d’Impresa, espressione di un modello che considera la formazione imprenditoriale una leva per costruire nuove competenze e nuove generazioni d’impresa. Un segnale di come le tradizionali “F” del Made in Italy – Food, Fashion, Furniture – continuino a rappresentare icone globali, ma non siano più sufficienti da sole a descrivere l’eccellenza italiana contemporanea.
Dalla Motor Valley di Modena arriva invece la candidatura di Carlo Ventura di Setti Ferramenta dal 1910, azienda che ha saputo evolversi nel tempo fino a diventare una realtà di eccellenza nella meccanica di precisione.
La vocazione internazionale, che accompagna il Premio fin dalla sua nascita a Washington DC, emerge anche dalla candidatura di Stefano Marra, CEO e fondatore di HOAEXP LLC-FZ, tour operator e piattaforma B2B/B2C con sede a Dubai, specializzata in viaggi privati, safari di alta gamma ed esperienze su misura in Africa.
Dal Lussemburgo arriva Severino Laface, Direttore Generale e fondatore di Come à la Maison Group, realtà dell’eccellenza italiana in cui la cultura della tavola incontra il contesto delle Istituzioni Europee.
Nel settore dell’ospitalità internazionale figura inoltre la Famiglia Preatoni con il Gruppo Domina, che porta nel Premio una lunga esperienza imprenditoriale nel mondo dell’hospitality.
Napoli è rappresentata anche da Raffaele Iovine, Presidente del Lapis Museum, realtà che lega patrimonio storico, cultura e valorizzazione della città.
Fabrizio Ventimiglia, avvocato impegnato nella tutela delle vittime di Crans-Montana, introduce infine un’altra dimensione centrale nel racconto del Premio: quella della responsabilità professionale e dell’impegno della persona al servizio degli altri.
Tecnologia e memoria, giovani industrie e antichi saperi, Dubai e New York, Napoli e Sicilia, Lussemburgo e Washington. Ricercatori, imprenditori, manager, giornalisti, professionisti e realtà culturali compongono un quadro eterogeneo che restituisce l’evoluzione del Premio nel corso dei suoi tredici anni.
Non una classifica dei migliori, dunque, né una celebrazione fine a sé stessa del successo, ma la ricerca di storie che meritano di essere raccontate e messe in relazione, affinché attraverso l’esempio possano creare fiducia, opportunità e futuro.
L’obiettivo più ampio è contribuire alla costruzione di “Comunità Reputazionali”, un percorso che richiede tempo, continuità e nuovi stimoli. In questa prospettiva si inserisce anche l’annuncio dell’apertura, dal 2027, delle nomination provenienti dall’Australia.
Il prossimo appuntamento principale è quindi fissato per venerdì 16 ottobre 2026 al National Press Club di Washington DC, dove si terrà la XIII Ceremony Awards del Premio Eccellenza Italiana.
Il percorso verso Washington sarà però accompagnato, tra settembre e ottobre, da numerosi eventi collaterali prodotti dalla Fondazione E-novation: Bellessere & Fairplay, gli Stati Generali della Sostenibilità e della Sicurezza, le Giornate Internazionali della Libertà e la partecipazione, con un convegno all’Hotel Excelsior del Lido, alla 83ª edizione della Mostra Cinematografica di Venezia.
«Per questo voglio ringraziare partner del Premio come Assoimpredia, con la Presidente Melissa Rava e il DG Alberto Patruno, che ci accompagnano sempre in queste missioni americane dimostrando come la costruzione di “Comunità Reputazionali” sia il vero obiettivo del comune lavoro e richieda tempo e continuità, ma anche nuovi stimoli, come le nomination che annunciamo dal 2027 anche dall’Australia», conclude Lucidi.