Ferpi > News > Privacy: è entrato in vigore il nuovo Codice legislativo

Privacy: è entrato in vigore il nuovo Codice legislativo

13/01/2004

Notizia ripresa da ComunicatoriPubblici Newsletter - Anno IV N. 100 (09/01/2004)

Dal primo gennaio la normativa italiana sulla privacy è diventata una delle più avanzate e complete dell'intero panorama internazionale. Ciò grazie all'entrata in vigore del "Codice in materia di protezione dei dati personali", approvato nello scorso giugno, il primo strumento giuridico al mondo che riassume in maniera organica le numerosi disposizioni, anche indirette, emanate in Italia per affermare il diritto alla privacy.La nuova norma affianca alla legge 675 del 1996, finora il più importante intervento legislativo in materia, l'intera serie dei decreti, dei regolamenti e dei codici deontologici approvati negli scorsi anni. Inoltre recepisce significative novità emerse dai recenti interventi del Garante, e dalla nuova direttiva comunitaria sulla riservatezza delle comunicazioni elettroniche. Il risultato finale è un notevole rafforzamento per il diritto alla privacy, che passa sia per l'armonizzazione delle svariate garanzie affermate in passato, sia per un'importante opera di semplificazione degli adempimenti.Sono tre le parti generali in cui si articola il Codice. La prima offre un riordino delle disposizioni generali, riassumendo e razionalizzando l'insieme degli obblighi e delle regole alle quali dovranno attenersi sia gli operatori pubblici che quelli privati. Nella seconda parte si passa a elencare le discipline dei singoli settori, tra i quali l'ambito giudiziario e sanitario, il settore pubblico, il mondo del lavoro e della previdenza, e, ancora, l'ambito delle comunicazioni elettroniche e del giornalismo. Infine la terza sezione elenca l'insieme delle tutele amministrative e giurisdizionali, consolidando anche il sistema delle sanzioni e individuando l'ambito di intervento del Garante.L'importanza del Codice è duplice, perché non solo razionalizza e semplifica la normativa italiana sulla privacy, ma anche perché interviene per colmare alcune lacune legislative, a cominciare da quelle riscontrare in passato in ambito giudiziario e nel settore sanitario.Le principali novità riguardano proprio la sanità, dove si semplifica l'informativa da rilasciare agli interessati, permettendo loro di manifestare il necessario consenso al trattamento dei dati con un'unica dichiarazione. Ma non finisce qui, altre misure sono state concepite per il rispetto dei diritti del paziente, prima tra tutte l'introduzione delle ricette impersonali, che, a partire dal prossimo anno, eviteranno l'immediata identificazione in farmacia degli intestatari.Per quanto riguarda il mondo del lavoro, si annuncia la nascita di un codice deontologico che fornirà le regole sull'informativa e sul consenso, sulla pubblicazione degli annunci di selezione, e infine sulla ricezione dei curricula. In ambito giudiziario si afferma invece una maggiore tutela dei diritti di personalità delle parti, soprattutto per quanto riguarda la pubblicazione dei verdetti delle sentenze, che dovrà essere sempre "criptata" quando riguarderà i minorenni. I diritti di questi ultimi saranno rafforzati non solo nei procedimenti penali, ma anche in quelli di natura civile e amministrativa.Diverse anche le novità legislative cui dovranno fare attenzione le Pubbliche Amministrazioni. Si va dalla regola della busta chiusa per le notifiche di atti giudiziari e amministrativi a persone diverse dal destinatario, alla necessità di approvare regolamenti interni per il trattamento dei dati sensibili. D'ora in poi, inoltre, le liste elettorali potranno essere utilizzate solo per permettere lo svolgimento delle elezioni e per scopi di ricerca scientifica, ma mai più, come fin qui spesso è avvenuto, per finalità di tipo commerciale.Altri importanti modifiche riguardano gli elenchi telefonici, nei quali i cittadini potranno scegliere o meno di essere inseriti, specificando anche se numeri e indirizzi forniti possano o meno essere utilizzati dalle società private per l'invio di messaggi commerciali. L'obiettivo è di ridurre la mole di informazioni indesiderate ricevute dai cittadini, ed è per questo motivo che si rafforza anche la disciplina sullo "spamming", dichiarando illegale l'invio non richiesto di materiale promozionale via SMS, MMS, fax o e-mail.Le nuove tecnologie elettroniche restano comunque un terreno minato per la privacy dei cittadini, ed è a partire da questa consapevolezza che nel Codice si annunciano ulteriori interventi legislativi, per lo più codici deontologici, ai quali dovranno attenersi gli operatori Internet, le società di direct marketing e tutti coloro che applicano misure di videosorveglianza.Il rispetto dell'intera normativa dovrebbe essere garantito dal nuovo sistema di sanzioni, decisamente più rigido rispetto al passato, con un aumento delle ammende pecuniarie e penali cui andranno incontro i trasgressori. Le conseguenze più gravi sono previste per coloro che useranno i dati personali senza il consenso degli interessati, per chi non adempirà ai provvedimenti del Garante, e infine nei casi di mancata informazione agli interessati sull'uso che si intende fare dei loro dati personali.Per maggiori informazioni:www.garanteprivacy.it

COMMENTI

Eventi