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Salute, informazione e fiducia: alla Commissione Scienze della Vita FERPI il Premio Bisceglia

28/09/2026

Francesco Glorialanza

Una giornata dedicata al futuro del giornalismo sociale e alla responsabilità nel racconto della salute, culminata nel riconoscimento alla Commissione Scienze della Vita FERPI per il suo impegno nella costruzione di una comunicazione fondata su ascolto, confronto e fiducia.

 

Raccontare la salute non significa solo dare informazioni. Significa confrontarsi con fragilità, aspettative, paure e con una complessità che difficilmente può essere ridotta a un titolo o a un post. È da questa consapevolezza che parte il lavoro della Commissione Scienze della Vita FERPI, premiata nell’ambito della X edizione del Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia per la Comunicazione Sociale, che si è tenuta il 24 settembre all’Università LUMSA di Roma.

 

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FERPI, che ha patrocinato l’iniziativa, ha preso parte a una giornata dedicata al futuro del giornalismo sociale e alla responsabilità di chi racconta temi come salute, fragilità, disabilità e inclusione. Un confronto particolarmente attuale in una fase in cui social media, intelligenza artificiale e nuovi linguaggi stanno cambiando profondamente il modo in cui le informazioni vengono prodotte, diffuse e percepite. E in cui diventa ancora più importante riuscire a distinguere velocità e accuratezza, semplificazione e capacità di rendere comprensibili temi complessi.

 

A portare il punto di vista della Federazione è stata Arianna Di Cori, Portavoce e Capo Ufficio Stampa dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, socia professionista FERPI e Referente per la Comunicazione Sanitaria della Commissione. Nel suo intervento ha richiamato la necessità di ricostruire un rapporto di fiducia tra comunicatori e giornalisti: “Quando parliamo di salute abbiamo il dovere di rispettarne la complessità. Le istituzioni hanno il dovere di comunicare e i giornalisti quello di verificare e comprendere. Non siamo parti contrapposte: condividiamo una responsabilità verso la società”.

 

Una responsabilità ancora più forte quando al centro della notizia ci sono persone in condizioni di fragilità. I tempi delle istituzioni e quelli dell’informazione non sempre coincidono e proprio per questo, ha sottolineato Di Cori, è necessario recuperare uno spazio di confronto tra chi deve comunicare e chi deve raccontare, evitando contrapposizioni e protagonismi e mettendo al centro la qualità dell’informazione.

 

Un concetto ripreso anche da Alex Dell’Era, che ha ritirato il riconoscimento per la Commissione: “Nessuno, da solo, può raccontare la salute. La salute è un sistema e, se è un sistema, anche la sua comunicazione deve esserlo. Per questo abbiamo scelto una parola che per noi conta molto: coralità. Non significa cantare tutti la stessa nota, ma riconoscere il valore di voci diverse e creare le condizioni perché possano incontrarsi, ascoltarsi e contribuire insieme. Perché, nella salute, la fiducia non nasce da chi parla più forte, ma dalla capacità di ascoltare e mettere in relazione le voci che ne fanno parte”.

 

È anche questa la direzione del lavoro della Commissione: superare una visione della comunicazione sanitaria legata soltanto alla promozione o alla gestione delle crisi e considerarla parte del rapporto tra organizzazioni e comunità. Ascolto e confronto diventano così elementi che precedono e accompagnano le decisioni, anziché intervenire soltanto quando quelle decisioni devono essere raccontate.


Il premio alla Commissione Scienze della Vita FERPI riconosce questo percorso e rilancia una sfida sempre più attuale: raccontare la salute senza semplificarne la complessità, costruendo fiducia e mantenendo al centro le persone.

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