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Ti racconto una storia: generare engagement e best practice in corsia

13/11/2018

Letizia Pini

Una favola tutta senese per accompagnare i bambini della Chirurgia Pediatrica, ideata dalla UOC Chirurgia Pediatrica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, diretta dal professor Mario Messina, insieme alla onlus “La Conchiglia”. Un progetto in cui la narrazione è il fulcro di un’azione di engagement al centro di uno studio scientifico per la valutazione e misurazione degli strumenti in grado di ridurre l’ansia nei piccoli pazienti.

“Le Avventure del Signor Siè, il sogno di Bernardo” è una favola tutta senese per accompagnare i bambini della Chirurgia Pediatrica nel loro percorso in reparto. Niente di che, a prima vista. Ma poi si scopre, senza dover scavare molto, che la ‘favola’ in questione non è che il fulcro di un’azione di engagement al centro di uno studio scientifico per la valutazione e misurazione degli strumenti in grado di ridurre l’ansia in un reparto di Chirurgia Pediatrica.

La genialità in questo caso, senza nulla togliere all’aspetto scientifico della questione, sta nell’aver individuato la ‘territorialità’ di una città particolare come Siena quale perno di sviluppi diversi oltre la quotidiana pratica clinica di un reparto.

Ma come può un territorio che sta fuori dalla bolla di un vissuto privato di aspettativa clinica entrare in quelle stanze cariche di pathos? A Siena molto bene.. perché lì si vive nel pathos e la città offre quella sua passione come strumento di conoscenza e crescita. Ed un progetto di story telling assume connotazioni uniche e peculiari.

«Il volume - spiega il Prof Mario Messina, Presidente anche de La Conchiglia Onlus e Direttore Materno Infantile della Clinica Chirurgia Pediatrica - è nato dall’idea di introdurre il racconto in ospedale come strumento per ridurre l’ansia da ospedalizzazione nel paziente pediatrico. Così come già avvenuto quando abbiamo introdotto l’uso della console con videogiochi ed i clown in sala operatoria, tale progetto porterà ad uno studio scientifico sull’efficacia del racconto per ridurre l’ansia preoperatoria del bambino».

Ma non solo.

«L’idea – aggiunge il professor Francesco Molinaro, ricercatore e chirurgo pediatrico - ricalca il concetto di sogno e del viaggio onirico nella nostra città già proposto in maniera anche figurativa da uno storico autore locale, Tambus, nel suo ‘Il sogno del Palio’, che l’associazione ‘Noi Siena’ ci ha gentilmente fatto conoscere ed apprezzare. Il racconto è nato dalla mente della contradaiola e autrice, sceneggiatrice e regista Letizia Gettatelli Vannoni con la collaborazione del collega Francesco Caratelli mentre le immagini hanno preso vita grazie alla maestria del fumettista senese Alessandro Pianigiani».

«Le pareti della Chirurgia Pediatrica – aggiunge Messina, direttore del Dipartimento Materno-Infantile - sono già state affrescate dall’architetto Luca Burlandi con le scene del libro in modo tale che il paziente può cominciare e continuare il suo viaggio in questa fantastica storia durante la sua permanenza in reparto. Il progetto è stato sostenuto e portato avanti con la collaborazione del Consorzio per la Tutela del Palio di Siena».

Il Palio entra così in reparto in punta di piedi, con le sue 17 contrade rappresentate con sapienti illustrazioni che raffigurano i loro animali e abbelliscono pareti e soffitti, come una rappresentazione in 3D o realtà immersiva che parte dalle pagine del libro dove proprio un bambino racconta con il suo sogno come è nata quella magica città.  Una storia avvincente per far sognare, insegnare, distrarre e dare fiducia. Una storia che attinge le sue radici in un’ambiente magico ma reale, con una fisicità, fatto di tradizione, di storie e leggende e regole: ferree. Regole che servono a facilitare e tutelare lo svolgersi del quotidiano, dove ognuno ha un ruolo ed è protagonista, dove i luoghi sono geografia e i confini distinguono solo un’ appartenenza. E per questo, anche una favola, per quanto tale, deve essere comunque verificata e approvata dall’ente preposto alla festa: un apparente controsenso che la realtà controlli la favola, ma che invece è insegnamento perché se si tocca la città e la sua festa, anche solo con l’immaginazione, una forzatura che a Siena invece è invece la prassi: quella ciliegina su una torta succulenta e tutto diventa reale e pertanto patrimonio di una comunità che va preservata e approvata preventivamente.

Perché ci spiega nel prologo il Consorzio per la Tutela del Palio di Siena, ente preposto appunto alla tutela dell’immagine e racconto della festa, “… è fondamentale la corretta conoscenza delle cose e proprio ai bambini viene affidato il compito di tramandare la storia e la corretta narrazione della festa. Perché il bambino è depositario di un dialogo che deve perdurare nella sua correttezza e fedeltà”. E così una semplice fiaba diventa parte integrante di tutto ciò che su quel territorio prende forma. Anche l’ospedale, con i suoi reparti, con i suoi bambini. Oltre le trame ordite dalle parole, ogni illustrazione esce da quelle pagine dalla novella ed entra in reparto, corre e si deposita sulle pareti e sui soffitti e traccia un percorso reale che accompagna con la sua lieve magia il piccolo paziente dalla città alla corsia, dalla corsia alla camerette, dalla cameretta alla sala operatoria; per poi farsi ritrovare con la sua solida freschezza lì al ritorno, per il percorso inverso fino all’uscita e al ritorno a casa.

E mentre i medici e i ricercatori fanno le loro valutazioni scientifiche, i bambini e i loro famigliari avranno giocato con la cultura di questa città… e torneranno al loro mondo con una consapevolezza diversa che travalica la malattia, dopo aver trascorso e appreso quanto di meglio questa città e il suo palio con i suoi animali, i sui 17 territori, è in grado di offrire: insegnamento, storia, cultura, tradizione, rispetto, regole, crescita, futuro.

Un engagement ‘chirurgico’ in tutti i sensi, dalla delicatezza estrema e dal profondo significato sociale.

Alla fine, perché non è l’inizio, è un’azione di branding territoriale indiretto dove ognuno è protagonista, soddisfatto e vincente: perché o si vince o si perde, nel Palio non serve a nulla arrivare secondi! Il Palio è insegnamento di vita e insegna a lottare per raggiungere il proprio obiettivo, fiduciosi, tenaci, un po’ sognatori ma ben consapevoli delle regole e dei ruoli. Come in ospedale, come per crescere, come per guarire.. e anche se tutto poi non va proprio secondo le previsioni, perché può andare anche meglio, bè.. è il bello del fato e della diretta: ma intanto la favola ed il suo sogno avranno aiutato a crescere e a preparasi per la sfida successiva.

Insomma, “Le Avventure del Signor Siè, il sogno di Bernardo” a cura del Prof Mario Messina, Presidente anche de La Conchiglia Onlus e Direttore Materno Infantile della Clinica Chirurgia Pediatrica, del Prof Francesco Molinaro, Ricercatore Clinica Chirurgia Pediatrica e della Dott.ssa Rossella Angotti, Dirigente Medico Chirurgia Pediatrica e Tesoriere de La Conchiglia Onlus; promosso e realizzato dall’Associazione La Conchiglia Onlus Amici della Chirurgia Pediatrica; in collaborazione con il Consorzio per la Tutela del Palio di Siena e l’Associazione di Volontariato Noi Siena; autori Letizia Gettatelli Vannoni e Francesco Caratelli e illustratore Alessandro Pianigiani è la favola sulla Città del Palio raccontata e vista dagli occhi di un bambino, vero deus ex machina di tutto.

“La storia narra del viaggio onirico di un bambino di nome Bernardo, che, dopo aver sentito la storia dell’arca di Noè, sogna di incontrare un personaggio biblico di nome Siè (una sorta di Noè senese), e sua moglie Viola ed insieme intraprendono un viaggio dove incontrano degli animali (i simboli delle 17 Contrade di Siena), che li seguiranno fino a costruire un magica città - spiega l’autrice Letizia Gettatelli Vannoni-. Desidero con tutto il cuore che questo libro riesca nello scopo di alleviare  le sofferenze dei bambini in ospedale, ma desidero anche che possa rallegrare i bimbi nelle scuole e insegnare l’amore per tutte le contrade. Il signor Siè ama gli animali, anzi, ci parla addirittura e  gli animali che in questo libro vengono “adottati” saranno amati come i colori che portano addosso.  Questo racconto è iniziato più di vent’anni come per gioco con mia figlia ed è rimasto lì  chiuso in un baule tutto questo tempo in attesa proprio del momento utile  per raggiungere il suo scopo: insegnare ad amare questa città” .

 

 

 

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