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Tutto il sapere del mondo: ricordate i 2 milioni di bit comunicativi e relazionali al giorno che cia

04/02/2004
A novembre Toni Muzi Falconi aveva commentato i dati dell'Università di Berkeley. La scorsa settimana ha approfondito l'argomento il supplemento @lfa del Sole 24 Ore...
Tutto il sapere del mondoGià tre anni fa quando uscì la sua prima edizione, «How Much Information?» (quanta informazione?) fece abbastanza clamore. Lo studio della «School of Information Management and Systems» del l'Università di California a Berkely aveva un obbiettivo ambizioso: stimare quanta informazione si produce ogni anno nel pianeta. Dove e come fluisce e viene conservata. Nel 1999 la stima finale fu di uno o due exabite (miliardi di gigabyte). Il che equivale a un Monte Bianco di libri. Un Rio delle Amazzoni, tre volte più grande, in termini di flussi informativi (su tutte le reti: telefono, tv, radio, Internet...). Negli scorsi mesi lo staff di economisti di Berkeley (guidato da Hal Varian e Peter Lyman) ha ripetuto l'esercizio. Con un risultato davvero notevole. Lo studio sui dati 2002 segnala un evento che ha dello storico: la produzione di nuova informazione nel mondo sarebbe passata dai 2-3 exabyte del 1999 (stima rivista) a circa 5 exabyte nel 2002. Questo significa che in soli trentasei mesi, comparando dati omogenei, la capacità di produzione informativa dell'umanità è cresciuta di circa il 30%. Un balzo in avanti che ha dell'incredibile, e che in tempi passati avrebbe forse richiesto un secolo. Navigando però con una certa attenzione dentro i dati della ricerca si scopre però la reale natura di questa esplosione. Mentre flussi e stock "tradizionali" crescono a tassi contenuti (la tv e la radio secondo logiche di saturazione; i giornali aumentano ma solo grazie al contributo dei Paesi emergenti; la carta cresce ma perché si producono tonnellate di documenti d'ufficio; la pellicola crolla nelle fotografie ma tiene sui film...) quella che letteralmente esplode è la nuova informazione memorizzata sugli hard disk e assimilati (il 92% dei 5 exabyte). In pratica dietro l'esplosione c'è Internet, il vero fenomeno nuovo. E all'interno del l'ecosistema del Web le sue più recenti manifestazioni come le reti peer-to-peer di condivisione di musica e film; i blog, siti personali scritti dagli utenti e l'istant messaging (in Europa gli Sms). Se si guardano i fiumi di dati che si ingrossano da questa prospettiva si scopre quindi che l'autentico fenomeno esplosivo è la "condivisione" - mai registrata su tale scala nella storia del genere umano - di conoscenze, informazioni, contenuti di ogni genere. Al di là di ogni giudizio di valore. Giuseppe Caravita Luca Tremolada

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