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2021 Global PR and Communication Model: ne discutiamo insieme?

07/01/2021

Biagio Oppi

Sono stati pubblicati i documenti del 2021 Global PR and Communication Model. Alcuni spunti e una breve storia dei documenti di Global Alliance per capire il modello. Nelle prossime settimane, incontri, articoli e traduzioni per una riflessione più approfondita su dove va la nostra professione a livello globale.

Sono stati pubblicati sul sito Prcommsmodel.com i materiali relativi al nuovo modello di comunicazione e relazioni pubbliche, , presentato da Global Alliance a metà dicembre.

Non è un modello semplice, i materiali possono anche rivelarsi ostici e non possiamo nascondere un certo grado di scetticismo di alcuni colleghi rispetto ad alcune parti dei contenuti. Personalmente, dopo averlo letto e studiato in queste settimane, sono rimasto un po’ deluso dalla scarsa rilevanza data alla “gestione della relazione” e alla sua misurazione, rispetto invece alla particolare rilevanza lasciata a temi più trendy come il purpose e la reputazione; inoltre mi pare che si sia lasciata un po’ troppo sullo sfondo il tema delle responsabilità del comunicatore e quindi della dimensione etico-deontologica delle relazioni pubbliche, che oggi è sempre più rilevante non solo per noi ma per la società intera.

Tuttavia il 2021 Global PR and Communication Model fa parte dei documenti globali sulla professione realizzati da Global Alliance e va comunque tenuto presente e analizzato con attenzione, anche perché frutto di un’indagine effettuata lo scorso anno su 1400 professionisti di tutto il mondo. Probabilmente fin da ora il suo miglior utilizzo è sfruttarlo come piattaforma di contenuti per riflettere sulla professione e sui vari aspetti contenutistici per capire come e se declinarlo nell’attività di tutti i giorni.

Per riuscire ad approfondire i tanti aspetti di questo modello, FERPI promuoverà nelle prossime settimane webinar, una serie di articoli di approfondimento e dibattito, oltre a una traduzione del modello stesso.

Intanto suggerisco a tutti coloro che fossero interessati a scaricarsi i materiali e guardarsi il video della presentazione.

Il modello è organizzato su cinque blocchi principali:

1. Definizione e attivazione del corporate purpose

2. Costruzione del brand e della cultura aziendale  

3. Gestione della reputazione e del rischio reputazionale

4. Implementazione della comunicazione

5. Definizione di un sistema di intelligence e di metriche per misurare gli asset intangibili

Per capire come si inquadra questo modello vediamo come si inserisce nella produzione di Global Alliance, che ricordiamo riunisce un’ottantina tra associazioni di professionisti affini a Ferpi (comprese le sorelle maggiori PRSA americana e CIPR inglese) e facoltà universitarie di relazioni pubbliche.

Dopo la redazione, nei primi anni del nuovo millennio dei due documenti fondanti di Global Alliance, lo statuto che definisce anche i valori di Global Alliance (qui scaricabile) e il codice etico globale delle Relazioni Pubbliche il Global Code of Ethics (qui scaricabile) a partire dal 2010 la Global Alliance si è distinta infatti per un intensa produzione di documenti sulla professione.

Il primo documento globale approvato durante il World Public Relations Forum (WPRF) del 2010 a Stoccolma fu chiamato Stockholm Accords, realizzato con un processo di raccolta e discussione online di cui fu protagonista Toni Muzi Falconi, seguito un paio di anni dopo dal Melbourne Mandate discusso e approvato al WPRF 2012 di Melbourne appunto. Di entrambi abbiamo parlato tanto su questo sito, e non solo, per il fatto che sono riusciti a identificare e farci condividere temi fondamentali in momenti di cambiamento rapidissimi,  offrendoci anche una bussola deontologica.

Nel 2014 al WPRF di Madrid, Global Alliance proclamò l’impegno ad elaborare una campagna ed un documento che riuscisse ad alzare gli standards globali della professione (https://www.globalalliancepr.org/madrid-meeting) ed è lì che si sviluppa in nuce l’idea di questo nuovo modello. Non è un caso che i protagonisti di questo modello siano principalmente spagnoli e dell’area ispanica. Josè Manuel Velasco, past chair di Global Alliance, ne è infatti stato il principale promotore insieme al team del Corporate Excellence – Centre for Reputation Leadership di Madrid.

Tra il 2014 ed oggi, Global Alliance ha pubblicato nel frattempo il Global Capabilities Framework un quadro di riferimento delle capacità che i professionisti di comunicazione devono avere, organizzato su tre aree (capacità comunicative, organizzative e professionali) molto utile nell’ottica di definire standard globali condivisi per la professione e di accreditare anche i percorsi formativi per sviluppare le rispettive competenze.

Il nuovo modello ha l’ambizione di integrare e fare una sintesi dei vari documenti, tenendo conto dell’evoluzione che hanno vissuto la società globale, il mondo della comunicazione e la stessa attività professionale. Peraltro nello stesso documento vengono citati e ripresi diversi documenti come Building Belief di Arthur Page Society e i Barcelona Principles sulla misurazione oltre a quelli del Corporate Excellence – Centre for Reputation Leadership.

Vedremo insieme nelle prossime settimane se questa ambizione si concretizzerà e se questo nuovo modello riuscirà ad essere rilevante ed utile per i colleghi e le colleghe del nostro Paese.



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