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A proposito di Agenda Setting: da Nassirya a Bankitalia, ovvero quando l'agenda politica e' in confl

07/01/2004
Di recente si è avuto un esempio di Agenda Setting conflittuale tra posizione mediatica e posizione politica: mi riferisco al mai effettuato viaggio del Premier a Nassirya, almeno sino ad oggi, nato come 'voce diffusa' a seguito del colloquio del Premier con l'amico Feltri nel quale egli confessava di avere passato la notte di Natale a Roma in attesa di un attentato al Papa.Stefano Folli sul Corriere esce con un editoriale in cui sostiene a spada tratta l'opportunità del viaggio del Premier a Nassirya nonostante che Martino (e si suppone anche altri) lo avesse sconsigliato per questioni di sicurezza. Ma la voce del viaggio viene lasciata circolare senza smentite. Arriva Capodanno e il Premier a Nassirya non si vede. Arriva invece in Irak, dal Mar Rosso ove era in vacanza, Tony Blair e Folli (cui qualcuno aveva evidentemente garantito che il suo editoriale avrebbe convinto il Premier a partire.. altrimenti che senso avrebbe avuto scriverlo in quel modo?) si arrabbia e lunedì scorso, giorno insolito per un articolo firmato in prima pagina, pubblica un corsivo di grandi elogi a Blair, forse il più cattivo degli articoli antiberlusconiani scritti dal neo-direttore del Corriere. Qui non di divergenze politiche si tratta ma di un conflitto fra agenda politica (Berlusconi a Nassirya non ha ritenuto opportuno andarci) e agenda dei media (Il Corriere esce indebolito dopo avere inutilmente cercato di forzare l'agenda politica).Un altro caso, gia' che ci siamo, sempre a proposito del Corriere (ma poi ripreso anche da altri): la difesa di Antonio Fazio così come è stata raccontata dal Corriere lo stesso lunedì in cui è uscito il pezzo su Blair. Ma come, l'inviolabile istituzione, quella Banca d'Italia che per decenni ha dato a tutti lezioni di sobrietà e di autorevolezza, si mette a spettegolare tramite fonti anonime ma sicuramente ispirate (quando non proprio dirette...) dimostrando a tutto il mondo che è definitivamente caduto anche il penultimo baluardo della dignità nazionale (cosa che si sospettava in molti e da tempo....per quel che mi riguarda dal 1994 in cui pubblicai questo articolo su Prima Comunicazione). L'inqualificabile episodio Parmalat viene dunque utilizzato dalle istituzioni nazionali (governo e Bankitalia) solo per sistemare una lite da cortile, assai più fondata su tratti personali che non politici, fra chi (Fazio) aveva, persino più di Bossi, garantito un B. scettico e incerto per Tremonti al Tesoro (cosa che i giornali sembrano avere dimenticato) e chi (Tremonti) non sopporta più l'insopportabile stile di un Governatore bizzoso e custode di diverse delle peggiori nefandezze degli ultimi vent'anni. Toni Muzi FalconiScarica qui (.doc): l'articolo di Toni Muzi Falconi da Prima Comunicazione del 1994

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