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Aggiornamento e specializzazione: indispensabili per essere competitivi

23/07/2009

I corsi proposti dalla Ferpi sono tra i migliori esistenti sul mercato, rappresentano l’occasione per aggiornarsi e confrontarsi sui temi più attuali della professione. La Commissione di Aggiornamento e Specializzazione professionale (CASP) Ferpi, presenta le linee guida su cui si è mossa e, soprattutto, si muoverà nei prossimi mesi.

Aggiornamento e specializzazione sono tra quelle buzz word professionali entrate ormai anche nel lessico dei tanti sistemi associativi che mirano a (1) generare valore aggiunto per i propri associati e (2) diventare punto di riferimento “culturale” per l’intero settore, rivolgendo la propria offerta anche ai non soci.


Questi due elementi sono fondamentali per un’associazione come Ferpi. Un obiettivo associativo che, infatti, all’interno di Ferpi, vede impegnata statutariamente la Commissione di Aggiornamento e Specializzazione Professionale (CASP): un percorso che, avviato nel primo mandato Comin con la Presidenza Gironda e poi continuato e consolidato con il coordinamento di Eva Jannotti, ha cercato di riposizionare la questione dell’aggiornamento e specializzazione nell’agenda dell’associazione come elemento imprescindibile per lo sviluppo professionale dei relatori pubblici.


Una sfida non facile – considerando la quantità e qualità dell’offerta concorrente presente in un mercato, da sempre molto affollato – che la CASP ha cercato di affrontare con un approccio pragmatico, orientato comunque alla continuità rispetto ai mandati precedenti ma anche molto attento ad accelerare e favorire un approccio (non solo operativo) per diffondere la cultura dell’accreditamento professionale tra i soci, coerentemente a quanto avviane con le più reputate associazioni di categoria a livello globale.


Due i filoni di intervento che hanno caratterizzato la CASP in questi due anni di mandato e che comunque sono stati oggetto della relazione presentata durante la prossima Assemblea nazionale dello scorso giugno: da un lato, l’identificazione di un sistema di governance, inteso come insieme di regole e responsabilità per valorizzare l’aggiornamento e la specializzazione professionale.
Dall’altro, invece, la definizione di un’offerta di corsi strutturata e (per la prima volta!) declinata in una sorta di “catalogo” con una calendarizzazione annuale dei potenziali corsi.


Ma partiamo dal primo aspetto.


Le linee guida
Da sempre organo statutario, per la prima volta la CASP ha definito delle linee guida (reperibili sul sito Ferpi) che ne orientano l’azione, a cominciare dall’impegno sottoscritto di tutti i membri della stessa Commissione per diventare, nel corso del biennio, soci professionisti accreditati, frequentando (a pagamento, obviously) uno dei corsi targati Ferpi. Certo, il minimo sindacale, questo sì, ma di grande importanza per testimoniare la volontà di impegnarsi per l’accreditamento.


Sempre le linee guida – come primo passo verso una policy associativa in questa direzione – hanno cominciato a identificare i criteri dei docenti da incaricare per i corsi CASP. Si è cercato, infatti, di uscire dai (corto)circuiti Ferpi per aprirsi a linguaggi professionali diversi, anche internazionali, e per evitare pericolosi avvitamenti culturali attorno al mantra “one organization-one voice”.


L’accreditamento
Sempre in tema di governance, da ricordare, la definizione di alcuni criteri guida per il riconoscimento dei crediti (questione davvero spinosa) derivanti dalla partecipazione a corsi di aggiornamento e formazione erogati da altre organizzazioni. Nessuna presunzione oligarchica, ma la semplice necessità (laica) di piantare dei paletti per evitare il più possibile disomogeneità e incoerenza nelle valutazioni.
Nella consapevolezza che passi in questa direzione devono ancora essere fatti, magari coinvolgendo nella questione anche altri organi Ferpi … e comunque tutti coloro che vogliano contribuire alla discussione. La CASP non è e non potrà mai essere composta da tuttologi nel campo delle relazioni pubbliche.


Un bilancio del lavoro fatto
Passando all’aspetto legato più propriamente all’operatività della CASP, da segnalare la decisione di differenziare i corsi base da quelli avanzati a secondo, adesso, del grado di conoscenza specifica del tema proposto e non sulla seniority del partecipante e/o sulla durata del corso, come ipotizzato una volta. Una scelta che ha permesso di integrare al meglio la possibilità di organizzare sullo stesso tema due moduli, a presentare un vero e proprio percorso di sviluppo personale che cerchi di fidelizzare il partecipante, anche con quote competitive rispetto ad altri corsi analoghi offerti dal mercato.


Da un punto di vista strettamente numerico, i corsi realizzati sono stati 9 (a cui complessivamente hanno partecipato 140 professionisti… di cui 118 soci e altri 22 non soci. 20, invece, gli studenti di UniFerpi che hanno voluto approfittare delle tariffe agevolate a loro riservata per cominciare ad approfondire la loro futura professione.


Ulteriore tentativo che la CASP ha cercato di mettere in campo è stato il coinvolgimento delle delegazioni territoriali nell’organizzazione di corsi sul territorio, comunicando alla Commissione (con qualche settimana di anticipo rispetto all’effettiva realizzazione per ovvie esigenze organizzative) l’adesione di almeno 10 soci della delegazione ospitante. Una opportunità che – per ora, sperando che le occasioni di uscire dai tradizionali circuiti romani e milanesi siano sempre più frequenti – ha voluto cogliere solo il Triveneto ma che ha riscosso notevole successo in termini di partecipanti.


Coerentemente a quanto deciso dal Consiglio Nazionale per venire incontro alle conseguenze della crisi che sta investendo la nostra economia, anche la CASP ha notevolmente modificato le quote di iscrizioni per i suoi corsi, anche incentivando la partecipazione di professionisti provenienti dalla stessa organizzazione e l’abbinata corso base + avanzato. Una linea di condotta che sicuramente potrebbe essere mantenuta anche nel corso del prossimo mandato.


Fin qui il bilancio di fine mandato della CASP. Tanta fatica, molti successi. Ma anche diversi passi falsi, dovuti alla difficoltà di esercitare un ruolo che presuppone la necessaria supervisione delle tendenze di una professione che ha molte anime e che vive immersa nella contemporaneità e nel cambiamento continuo. Sicuramente dei campanelli d’allarme per il futuro, che hanno già attivato diverse riflessioni interne alla CASP.


Le prospettive
Ma non ci si deve e non ci si può fermare. Anzi la CASP guarda avanti con rinnovata volontà di migliorare la strada finora solo abbozzata. Con una convinzione di fondo: che l’aggiornamento e la specializzazione professionale non siano solo (più o meno direttamente) un obiettivo associativo da raggiungere. Al contrario. È un obiettivo (questo sì diretto) di sviluppo professionale del singolo relatore pubblico.
Aggiornarsi influenza non solo la propria competenza specialistica su alcuni temi ma, in maniera più generale, alimenta quella consapevolezza di essere parte di una comunità di professionisti che può coagularsi e coinvolgersi attivamente per alimentare la vis associativa.


Tante le cose da proporre e mettere in cantiere per i prossimi anni, oltre al consolidamento di quanto già attivato in questo mandato. Da un lato, il “reclutamento” di un corpo docente con “bollino CASP”, professionisti (non solo soci Ferpi, evidentemente) che diventino lo zoccolo duro dell’aggiornamento per rendere coerenti gli approcci dei diversi corsi così da poter ottimizzare al massimo la possibilità di creare dei percorsi di sviluppo professionali. Dall’altro lato, lo studio per il riconoscimento e l’equipollenza del sistema di riconoscimento dei crediti in ambito UE: un meccanismo di accreditamento per alimentare scambi tra la nostra associazione e le altre associazioni europee ed internazionali.


Il tutto, last but not least, condito dal necessario coordinamento con tutte le altre attività di education in senso ampio di Ferpi e, possibilmente, in sinergia, perché no?, con le altre associazioni di categoria. È indispensabile, in questo senso, valorizzare al massimo la “cabina di regia” già sperimentata nel mandato che si sta chiudendo, per evitare sovrapposizioni e generare, così, il massimo valore (economico, in primis, ma reputazionale, latu sensu) per Ferpi e i suoi associati.


La nuova CASP è già al lavoro… sotto la confermata Presidenza di Eva Jannotti e con una squadra consolidata e valorizzata con qualche forza fresca. Un lavoro che trova le fondamenta in quanto progettato nel recente passato.


La Commissione di Aggiornamento e Specializzazione Professionale FERPI


(Nell’immagine il seminario di aggiornamento in occasione dell’Assemblea 2008 a Torino)

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